Egualitaria o no la ghigliottina va in pensione

Il 10 settembre 1977, ultima esecuzione in Francia. (*)

QUARANTAMILA TESTE TAGLIATE IN FRANCIA DALLA GHIGLIOTTINA

La ghigliottina, considerata un mezzo umano e democratico per uccidere, fu usata in maniera intensissima durante la Rivoluzione Francese e anche, sia pure moderatamente, nel secolo scorso. La pena di morte fu abolita in Francia nel 1981 e nel 2007 la proibizione della pena capitale è stata inserita nella Costituzione della V Repubblica francese.

La Francia inaugurò la ghigliottina, quale sistema umano ed egualitario di infliggere la pena capitale, 225 anni fa. E la utilizzò per l’ultima volta 40 anni fa: il 10 settembre 1977.

Almeno 40.000 teste sono cadute in Francia prima che la pena capitale fosse abolita nel 1981.

Nicolas-Jacques Pelletier fu la prima vittima della macchina assassina il 25 aprile 1792. L’ultima decapitazione in Francia fu quella di Hamida Djandoubi, un immigrato tunisino, eseguita il 10 settembre 1977.

Durante la Rivoluzione Francese si ritiene sia stato superato il numero di 40.000 decapitazioni.

Dal 1965 fino all’ultima esecuzione nel 1977 sono state effettuate solo 8 esecuzioni.

L’inventore della famosa macchina per le esecuzioni, il dottor Joseph-Ignace Guillotin, nel 1789 si dette da fare perché si eseguisse una decapitazione davanti all’Assemblea Nazionale per dimostrare che la nuova macchina metteva in pratica lo spirito di libertà, uguaglianza e fraternità.

Fino ad allora i criminali comuni venivano uccisi con metodi crudeli come l’impiccagione o il rogo, o venivano trucidati sulla ruota mentre i felloni aristocratici avevano il privilegio di una veloce decapitazione. Una buona mancia convinceva il boia ad agire velocemente con un colpo secco.

La ghigliottina fu promossa come strumento che avrebbe decapitato meglio di una spada o di un’ascia.

La scoperta, con l’esecuzione di Djandoubi, che lo strumento non era così perfetto come sosteneva il suo inventore contribuì al suo accantonamento. Un dottore presente testimoniò che Djandoubi rimase reattivo per circa 30 secondi dopo la decapitazione.

Non era la prima volta che si constatava che il condannato rimaneva cosciente per un tempo tragicamente lungo. Henry Languille, ghigliottinato nel 1905, dopo essere stato decapitato rivolse lo sguardo verso un testimone che aveva pronunciato il suo nome.

L’abolizione della pena capitale fu inserita nella Costituzione della V Repubblica Francese nel 2007. È stata anche proibita l’estradizione di criminali dalla Francia in Paesi dove potrebbero essere condannati a morte. 

(*) ripreso dal numero 237 del «Foglio di collegamento» del comitato Paul Rougeau

NELL’IMMAGINE, DA WIKIPEDIA: Esecuzione pubblica del pluriomicida Pierre Vaillat davanti alla prigione il 20 aprile 1897.

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.
Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.
La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

2 commenti

  • E vai con la retorica sulla Rivoluzione francese crudele e sui giacobini pervasi da sacro furore omicida. Ci si dimentica che Robespierre inizialmente aveva votato per abolire la pena di morte (forse una inconsapevole preveggenza, chissà…?) e che i condannati a morte del Termidoro prima e della Restaurazione poi furono molti di più (solo meno esibiti sulla pubblica piazza, astutamente) e che le vittime della repressione monarchica (vedi le rivolte in Bretagna contro Luigi XIV, re sole) erano state molte, ma molte di più…anche di quelle della Vandea (peraltro il primo a documentare e denunciare pubblicamente i massacri di stato – così li aveva definiti – in Vandea fu un comunista pre-marxista, un seguace di Babeuf) .
    Per la cronaca: la ghigliottina piacque anche al papa-re romano che ne fece uso e abuso. Paradossalmente, era nato con lo stesso intento “umanitario” anche il garrote (quello usato in Spagna fino al 1974), erroneamente ritenuto un residuo medievale. Comunque, dovendo proprio scegliere, meglio la ghigliottina, sicuramente.
    ciao
    Gianni

  • Giuseppe Lodoli

    Grazie a Daniele Barbieri di aver riproposto l’articolo. Posso essere d’accordo con Gianni Sartori su varie cose ma non capisco la sua indignazione a difesa della Rivoluzione francese.

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