Ernesto Rossi: un buon modo per ricordarlo, andare…

oltre il Concordato Stato-Chiesa

di Roberto Vuilleumier

A 90 anni dalla firma del Concordato, il 3 gennaio di quest’anno, 150 esponenti del mondo della cultura e difensori dei diritti civili chiedono di andare «oltre il Concordato» e nel mentre di dare almeno attuazione alla revisione del 1984. Fosse ancora in vita, primo firmatario di certo sarebbe stato Ernesto Rossi

Ernesto Rossi nacque a Caserta il 25 agosto 1897, quarto di sette figli, da Antonio, piemontese, ufficiale dell’esercito, e da Elide Verdardi (1870-1957), di origine bolognese, la cui forte tempra morale e anti-conformista ebbe un peso decisivo nell’educazione del figlio. Fu però ancor più determinante per la sua crescita politica, l’incontro e la vicinanza con lo storico Gaetano Salvemini: «Se avessi mai potuto fabbricarmi un figlio su misura – gli scriveva Salvemini – me lo sarei fabbricato pari pari come te».

Grazie a questo incontro – senza il quale «sarei facilmente sdrucciolato anch’io nei Fasci da combattimento» scriveva Rossi – divenne invece un attivista laico, liberale, giornalista e scrittore in nome della difesa di un mondo libero dalle costrizioni ideologiche delle gerarchie ecclesiastiche,

Un anticlericalismo educato, lucido e circostanziato: le sue convinzioni frutto di studio e consapevolezza, le conclusioni conseguenze di una testimonianza diretta. Queste ultime lo portarono a scrivere in piena libertà quel che pensava, con una luicidità e franchezza rara ai giorni nostri. «Pochi italiani conoscono quale centro di coordinamento e di guida delle forze più reazionarie è il Vaticano, e quale fattore di corruzione esso costituisce nella nostra vita pubblica […]   E approfondendo l’argomento, oggi mi sono dovuto convincere che la soluzione di tutti i problemi – anche di quelli che riteniamo più spiccatamente economici e tecnici – della convivenza civile è in funzione del modo in cui si riesce a risolvere il problema della libertà di coscienza, cioè del modo in cui vengono regolati i rapporti tra lo Stato e la Chiesa».

Pagò a caro prezzo la sua opposizione al regime fascista ma carcere ed esilio ne rafforzarono tempra e convincimenti.

Fra il 1957 e il 1960 scrisse la collana «Stato e Chiesa»: quattordici volumi dedicati a una missione educatrice dell’opinione pubblica.

Condotta in nome di uno Stato laico e liberale, la battaglia anticlericale di Rossi si ricollegava all’invadenza delle istituzioni ecclesiastiche nella vita pubblica italiana, nella difesa della laicità dell’insegnamento e dell’ipocrisia «di quel romagnolo che ateo e anticlericale da sempre, volle e firmò i Patti Lateranensi tanto da diventare per Pio XI “l’uomo della Provvidenza”».

Dunque se Ernesto Rossi – morto a Roma, il 9 febbraio 1967 – fosse oggi a capo dei 150 di certo li condurrebbe innanzi motivando così: «Sono contrario al Concordato perché il Vaticano è il più pericoloso centro della reazione mondiale». Da allora a oggi non è cambiato nulla, anzi.

Di certo Ernesto Rossi fu anche molto altro, ma per chi scrive questo è ciò per cui vale in particolar modo la pena ricordarlo.

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

 

La Bottega del Barbieri

3 commenti

  • La Bottega del Barbieri

    segnaliamo il comunicato di NOI SIAMO CHIESA che rimnda a un documento leggibile su http://www.noisiamochiesa.org

    Novant’anni dopo i Patti Lateranensi “Noi Siamo Chiesa” propone profonde riforme nell’attuale sistema dei rapporti Stato-Chiesa
    Il testo di “Noi Siamo Chiesa” per il novantesimo dalla firma dei Patti Lateranensi (vedi) ricorda anzitutto l’esistenza nella Chiesa, da sempre, di un’opinione che ha contraddetto la linea gestita dal Vaticano e dalle autorità ecclesiastiche. Essa si rifà a Rosmini e a quanti non condivisero la resistenza ad abbandonare il potere temporale dei Papi e che successivamente furono critici nei confronti dei Patti Lateranensi per il consenso che essi portarono al fascismo. Il Concilio ipotizzò l’abbandono dei privilegi concordatari, ma non fu questa la linea seguita con il nuovo Concordato del 1984 che modernizzò il sistema senza cambiarlo. Nei suoi confronti fu vivace la reazione dei cattolici anticoncordatari.
    Il documento analizza poi la situazione sociale ed ecclesiale, molto cambiata, che esige una revisione degli attuali rapporti Stato-Chiesa. Le proposte finali sono destinate a suscitare riflessioni di lungo periodo. Esse propongono l’insegnamento obbligatorio a gestione pubblica della storia delle religioni nelle scuole al posto dell’attuale insegnamento confessionale, l’apertura di facoltà teologiche nelle università pubbliche, l’eliminazione in dieci anni del sistema dell’ottopermille, una nuova legge sulla libertà religiosa, risorse alla Chiesa finalizzate solo a progetti per interessi collettivi, conoscenza e tassazione regolare dei beni della Chiesa, intervento concordato bilaterale sulla gestione delle risorse finanziarie della S. Sede, collaborazione reciproca nel contrasto alla pedofilia del clero.
    Roma, 11 febbraio 2019 NOI SIAMO CHIESA

  • (dall’estero) Quest’articolo mi fa pensare che sarebbe forse tempo di tradurre in italiano, se non è stato già fatto, un libro assai interessante uscito in Francia nel 1906 -cioè nel contesto della legge di separazione. Era a titolo “L’Eglise dans l’état libre. Deux idéals : Lamennais et Grégoire” ed aveva per autore un certo William Ashbourne, barone Gibson, il quale non era altro che fratello della nota… Violet, che nel ’26 sparo a Mussolini ! E’ libro interessante per quanto è qui a ricordarci che anche fra i credenti c’è sempre stato della gente che considerava che non è da augurare la “promiscuità”…

  • Daniele Barbieri

    “Chiesa e perdofilia: complicità di Stato”: così la copertina dell’ultimo numero del settimanale LEFT sintetizza il muro di silenzio e l’omertà giuridica intorno alle violenze sui minori di matrice ecclesiastica nel nostro (si fa per dire) Paese. Un ottimo articolo di Federico Tulli, con due box: “Tutti i rilievi dell’ONU all’Italia” e “Lo strano silenzio del Garante dell’Infanzia”. Sempre in copertina una breve, chiara indicazione politica: i pedofili (o peggio) “targati” Vaticano sono quasi intoccabili in italia … “perchè lo consente il Concordato. Aboliamolo”.

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