eso16 – Alla ricerca dei pianeti al carbonio

di Paul Gilster, ripreso da «Il tredicesimo cavaliere» (*) 

In questa immagine di fantasia, un pianeta al carbonio orbita attorno a una stella simile al Sole nell’Universo primitivo. In giovani sistemi planetari dove scarseggiano elementi pesanti ma esiste una certa abbondanza di carbonio, possono aver origine pianeti composti di grafite, carburi, diamanti, piuttosto che rocce silicee come succede sulla Terra. Le macchie blu indicano deve l’acqua si è raccolta in pozze sulla superficie formando habitat potenzialmente capaci di ospitare forme di vita aliene. (Credit Christine Pulliam Sun image: NASA/SDO).

La prima generazione di stelle nell’Universo cominciò a splendere in un’era in cui elementi chimici come carbonio e ossigeno non erano disponibili. Fu la trasformazione di queste stelle giovani in supernove che diede inizio al processo di arricchimento, con gli elementi più pesanti fusi nei loro nuclei che si disperdevano nel Cosmo. Stelle di massa minore e sistemi planetari incominciarono ad apparire quando gli elementi più pesanti poterono formare i grani di polvere necessari alla aggregazione dei loro nuclei.

Avi Loeb (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics) e la studentessa post-laurea Natalie Mashian hanno esaminato una particolare classe di stelle antiche chiamate CEMP (carbon-enhanced metal-poor). La concentrazione di ferro che si trova in tali stelle è pari a una su centomila volte quella del nostro sole, un chiaro segnale che queste stelle si formarono prima che gli elementi pesanti fossero estesamente distribuiti. Esse sono interessanti perchè a dispetto della loro mancanza di ferro ed altri elementi pesanti in paragone al nostro sole, sono ricche di carbonio, un eccesso che indica la possibilità dell’esistenza di pianeti in formazione intorno ad esse […]

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Titolo dell’articolo originale: In Search of Carbon Planets, di Paul Gilster, pubblicato su “Centauri Dreams” l’ 8 giugno 2016; traduzione di ROBERTO FLAIBANI

 

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