Fantastico: prima gli italiani

Walter Catalano, Gian Filippo Pizzo e Andrea Vaccaro presentano «Guida ai narratori italiani del fantastico» (*)

In questa stessa collana sono state pubblicate diverse guide che guardano al genere fantastico nelle sue molteplici declinazioni in una prospettiva internazionale – per esempio la Guida alla letteratura di fantascienza, a cura di Carlo Bordoni (2013), la Guida alla letteratura horror, redatta da due degli autori della presente, Walter Catalano e Gian Filippo Pizzo, oltre che da Roberto Chiavini e Michele Tetro (2014), la Guida alla letteratura fantasy, a cura di Claudio Asciuti (2015) – ma ancora latitava un volume che riferisse esclusivamente alla narrativa italiana. Per questo si è sentita l’esigenza di una guida sistematica in grado di definire e orientare il lettore e l’appassionato nel panorama della letteratura fantastica di lingua italiana. La presente guida si distacca in parte dagli altri, e pochi, volumi che si sono già occupati dell’argomento non accettando la separazione fra autori classici, conosciuti, rispettati dalla critica e pubblicati dai grandi marchi editoriali, e autori di minor fama, spesso relegati a una ristretta cerchia di appassionati e le cui opere sono affidate all’editoria indipendente, e che, al di fuori di ambienti limitati, non hanno avuto alcuna forma di riconoscimento ufficiale. Caratteristica della fantascienza e del fantastico in generale è, da sempre, quella di generare realtà di appassionati attivi ed entusiasti, operanti entro i confini – da un lato ghettizzanti, e spesso grezzi e dilettanteschi, ma dall’altro estremamente liberi, iconoclasti e originali – di una pubblicistica settoriale e strettamente specialistica: il cosiddetto fandom, per utilizzare un fortunato neologismo statunitense, il “dominio degli appassionati”, attraverso prima il veicolo delle fanzine, ovvero riviste amatoriali sulle cui pagine spesso sono nati e hanno mosso i primi passi narratori, critici, operatori culturali ed editori del settore, e poi, in anni più recenti, con le diverse community on line (mailing list, blog, e via dicendo). Ci sembra quindi giusto rendere giustizia a questo mondo il più delle volte sotterraneo o quasi, invisibile ai non addetti ai lavori, autenticamente undergroud, entro il cui perimetro sono nati e si sono mossi autori interessanti, caratteristici e meritevoli di maggiore attenzione. Non abbiamo dunque voluto, in questo libro, almeno per una volta, discriminare fra Alto e Basso, colto e popolare, famoso e sconosciuto. Il lettore, insieme a classici come Dino Buzzati, Italo Calvino o Tommaso Landolfi, troverà autori dimenticati e misconosciuti come Giovanni Magherini-Graziani o Giorgio De Maria, contemporanei già famosi come Stefano Benni, Valerio Evangelisti, Michele Mari o Vanni Santoni, autori noti a pochi come Lino Aldani, Vittorio Curtoni, Gilda Musa, Alda Teodorani, e molti altri ancora meno esposti a qualunque forma di attenzione mediatica ma altrettanto meritevoli di un’attenta lettura e considerazione. Speriamo quindi che questo nostro lavoro possa fornire un panorama obbiettivo e il più possibile completo di un mondo magmatico e appassionante, refrattario ai percorsi spesso fin troppo ovvi dell’editoria maggioritaria.

Anche se in Italia i generi della fantascienza e dell’horror sono praticati da pochi decenni, la tradizione fantastica ha tuttavia radici antiche che risalgono, se vogliamo, almeno alle “corbellerie” (così le definì il cardinale Ippolito d’Este) di Ludovico Ariosto. Escludendo i generi precedenti alla nascita del romanzo moderno, questo libro si occupa degli scrittori che si sono cimentati continuativamente o episodicamente, ma contribuendo comunque in maniera essenziale, nelle varie categorie della letteratura non mimetica: il meraviglioso, lo strano, il gotico, il perturbante, il weird, il surreale, il grottesco, il metafisico, seguendo etichette spesso approssimative e sfuggenti, fino ai generi canonici, presuntamente di consumo, della narrativa del terrore, della fantascienza e del fantasy.

Il volume è strutturato in voci alfabetiche per autore ed è corredato da numerosi box che esaminano in maniera più puntuale e con un inquadramento storico particolari correnti letterarie o fenomeni editoriali, dalla Scapigliatura al Futurismo, dalla Protofantascienza alla Fantarcheologia (che trattiamo in una voce più ampia sul Realismo Fantastico) fino al recentissimo Connettivismo, senza trascurare la storia delle pubblicazioni più significative, i premi specializzati, l’importante ruolo dei curatori e dei critici.

Eccettuati i casi degli scrittori che si possono considerare storici, quelli classici ma anche quelli moderni, abbiamo dovuto prevedere dei limiti nell’includere o meno alcuni autori nella nostra rassegna, perché non volevamo né fare un volume monstre né limitarci a un semplice “chi è”. Pertanto abbiamo considerato solo scrittori che avessero avuto una certa consistenza (almeno un romanzo, o più di una antologia) e anche una certa costanza di pubblicazione negli anni. In particolare, per quanto riguarda gli autori che hanno una voce autonoma, abbiamo deciso di inserire solo quelli che avessero iniziato a pubblicare prima del nuovo millennio, con qualche eccezione dovuta a casi di acclarata notorietà (su tutti l’esempio di Licia Troisi). Questo non vuol dire che abbiamo trascurato gli altri, i nuovi o gli emergenti, che sono ampiamente citati nei vari box, alcuni dei quali concepiti proprio a questo scopo.

La nostra opera, almeno nelle intenzioni degli autori, vuole anche mostrare la presenza di una tradizione della letteratura fantastica italiana originale, indipendente dai modelli stranieri, soprattutto in branche quali la fantascienza e il fantasy, spesso percepite nell’immaginario come di matrice anglosassone. Il fantastico italiano è uno scrigno di piccoli tesori spesso nascosti, e speriamo che questo volume possa aiutare il lettore a scoprirli.

Walter Catalano – Gian Filippo Pizzo – Andrea Vaccaro

«GUIDA AI NARRATORI ITALIANI DEL FANTASTICO»

Anche se in Italia i generi della fantascienza e dell’horror sono praticati da pochi decenni, la tradizione fantastica ha tuttavia radici antiche che risalgono almeno alle “corbellerie” (così le definì il cardinale Ippolito d’Este) di Ludovico Ariosto. Escludendo tuttavia i generi precedenti alla nascita del romanzo moderno, questo libro si occupa degli scrittori che si sono cimentati con una certa costanza nei vari tipi di letteratura d’immaginazione, dal meraviglioso allo strano, dal gotico al perturbante, dal fantastico tout court al weird fino appunto ai generi di consumo della narrativa del terrore, della science fiction e del fantasy.

Un excursus che parte da certe Operette morali di Giacomo Leopardi per proseguire con il movimento della scapigliatura e continuare con gli ormai classici del fantastico del Novecento, da Capuana a Verga e Bontempelli fino a Buzzati, Calvino, Landolfi e Morselli, approdando infine ai contemporanei: Valerio Evangelisti, Danilo Arona, Pierfrancesco Prosperi, Renato Pestriniero, Dario Tonani, Licia Troisi, Barbara Baraldi e tanti, tanti altri, sia classici che moderni.

Il volume è strutturato in voci alfabetiche per autore ed è corredato da numerosi box che esaminano in maniera più puntuale particolari correnti letterarie o fenomeni editoriali, dalla scapigliatura al futurismo, dalla protofantascienza alla fantarcheologia fino alle recentissime correnti del connettivismo e del new weird, senza trascurare la storia delle pubblicazioni più significative e l’importante ruolo dei curatori e dei critici.

Un’opera che per la prima volta analizza il fantastico italiano in modo indipendente e contribuisce a superare l’ormai inadeguata distinzione crociana tra letteratura alta e narrativa popolare.

Gli 80 autori imprescindibili

15 box di approfondimento sulle correnti letterarie

I contesti storici e l’editoria otto-novecentesca

Le opere che hanno segnato la storia del fantastico

Mi affascina il senso del mistero dello spazio, di mondi mai visitati, mai scrutati da occhi umani. Il fascino di energie e materie oscure. Il fascino del viaggio, dell’avventura, dello scagliarsi ai limiti di ciò che è, di ciò che esiste. L’esplorazione. Il viaggio è una grande metafora della vita. Il viaggio nello spazio è qualcosa di pericoloso, difficile, in un certo senso proibito per l’uomo. Una sfida. Il buio del cosmo, la luce dei soli, la vita dei pianeti. (Paolo Aresi)

«Guida ai narratori italiani del fantastico»

di Walter Catalano, Gian Filippo Pizzo e Andrea Vaccaro,
Odoya Library

350 pagine (illustrate) per 22 euro

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