Fra catari e patarini: appunti e…

riflessioni su un crono-puzzle lungo 3 secoli

di Giorgio Chelidonio

Cacciata dei catari da Carcassonne nel 1209 (in una miniatura datata 1415)

 

Al luglio 1209 si fa solitamente risalire l’inizio della cosiddetta «crociata contro gli Albigesi», vera e propria spedizione armata contro le comunità della Provenza in cui si era diffusa da oltre un secolo una eresia cristiana i cui adepti si definivano “catari” cioè “puri”, ma anche “bon hommes”, cioè uomini buoni oppure “buoni cristiani” [LINK 1]. In queste diverse definizioni riecheggia un tema storicamente diffuso: le definizioni indicanti un’etnia, un gruppo differivano a seconda se erano gli altri a definirli o loro stessi; e la diversità era spesso pesante se non addirittura offensiva. Un buon esempio ci viene dato dal nome di un’etnia di nativi nordamericani: essi si definivano Dzisti’stas (“nostro popolo”) ma il loro nome Cheyennes derivava, per riduzione fonetica, da “Chiens” (cioè i cani) ossia da come li chiamavano i coloni francesi [LINK 2].
Del resto, la stessa definizione di “eretico” [LINK 3] stava ad indicare chi “ha fatto una scelta”: l’eresia in quanto errore teologico (quello di Ario) [LINK 4] fu condannata, per la prima volta, nel Concilio di Nicea (325 ) cioè quando l’imperatore Costantino si arrogò, di fatto, anche il ruolo di capo della Chiesa “cattolica” (cioè “universale”).
Tornando ai catari, ricordo che se ne era parlato altre volte in “bottega” [LINK 5] e che le origini teo-filosofiche di questa eresia rientrano nel cosiddetto “gnosticismo” [LINK 6], un più vasto orizzonte storico di teorie spiritualistiche, esoteriche. La principale chiave ereticale del catarismo [LINK 7] derivava dal dualismo manicheo [LINK 8] che considerava il mondo retto da un Dio del Bene e da uno del Male, identificati come Luce e Tenebre, indipendenti e contrapposti nella gestione del mondo: il primo (Bene, Luce) “governava” lo spirito degli umani, mentre l’altro la materia, i corpi.
Una preghiera catara così sintetizzava: «
Non abbiate pietà per la carne nata dalla corruzione ma dello spirito che vi è imprigionato» [LINK 9].
Decisamente, non è questa la sede per far riemergere il complesso mosaico teo-filosofico e politico che portò a quella prima “crociata” interna al cristianesimo medievale, però la cronologia dei fatti principali – così come si articolarono durante quasi 3 secoli – mi sembra un esercizio di memoria interessante:

  • III secolo d. C., Persia: Mani (o Manicheo) fonda una setta religiosa che mescola elementi cristiano giudaici a più antiche tradizioni teosofiche come quella di Zoroastro, profeta e mistico iranico vissuto fra il XVIII e il XV secolo a. C. [LINK 10]. In Occidente si diffuse dal V secolo e ancora oggi lo zoroastrismo [LINK 11] è praticato dalle comunità Parsi, noti anche come “adoratori del fuoco”.
  • 638: le truppe di Omar ibn al-Khaṭṭābi, secondo califfo islamico, occupano Gerusalemme. Per suo esplicito ordine ebrei e cristiani continuarono a essere trattati con uguali diritti degli islamici.
  • IX secolo: nei Paesi slavi sorge il “bogomilismo”[LINK 12] una setta cristiana derivata da altre sette ritenute ereticali dal cristianesimo ufficiale, come i pauliciani, che si basavano sul dualismo manicheista.
  • 1009: il Califfo fatimide al-Hakim bi-Amr Allah fa distruggere la basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme.
  • 1017: dieci canonici di Orléans, accusati di manicheismo, sono scomunicati e posti al rogo.
  • 1046: poco dopo l’elezione (su nomina imperiale di Enrico III, detto il Nero) di Guido da Velate a vescovo di Milano, Arialdo da Cucciago (un diacono) inizia a predicare contro la simonia e il concubinaggio dell’alto clero urbano. Il clima cittadino di allora vede lo scontro fra cives e milites, cioè fra ceto produttivo e nobili. Il clero milanese si rivolge a papa Stefano IX, che fa indire un concilio provinciale, al quale Arialdo e i suoi sostenitori non si presentano, venendo perciò scomunicati. Questi ultimi scatenano una rivolta popolare, specie nel contado, autodefinendosi “fideles” ma sono detti, dagli avversari, “patarini” cioè straccioni dalla parola milanese “patée” che significava stracci.
  • 1060: una legazione inviata dal papa Nicolò II sembra dapprima appoggiare le richieste dei patarini obbligando il vescovo Guido a condannare la simonia e il concubinato dei preti. Ma nelle conclusioni finisce per difendere la gerarchia locale.
  • 1066: il vescovo Guido fa uccidere Arialdo e per questo viene scomunicato da papa Alessandro II. Questi parteggia per Erlembaldo, nuovo leader dei patarini e il vescovo è costretto ad abdicare in favore di Gotifredo da Castiglione.
  • 1070: il vescovo Gotifredo, ricevuta l’investitura dall’imperatore Enrico IV, viene però rifiutato dai milanesi. Perciò Erembaldo fa nominare Attone, un giovane prete, che risulta appoggiato dal nuovo papa Gregorio VII.
  • 1075: l’imperatore Enrico IV nomina a vescovo di Milano Tedaldo, un prete locale che resiste per quasi un decennio nonostante le ripetute scomuniche papali.
  • 1089: papa Urbano II avversa le tesi patarine decretando che i sacramenti impartiti da preti simoniaci e corrotti sono validi. Il disorientamento dei patarini aumenta durante il papato di Callisto II (1119-1124) che favorisce la vecchia gerarchia ecclesiastica milanese. Ne consegue una disgregazione della patarìa, sempre più convinta che gli accordi Chiesa-Impero fossero segno di una irreparabile corruzione dell’alto clero lombardo. Perciò i patarìni finiscono per allinearsi sulle tesi dei catari e in quanto eretici sono condannati da papa Lucio III (nel 1184, nel sinodo di Verona) assieme a catari, valdesi e arnaldisti [LINK 13].
  • 1095: papa Urbano II, al Concilio di Clermont, sollecita la nobiltà francese ad aiutare l’impero bizantino in crisi per l’avanzata dei turchi Selgiuchidi, in Anatolia. Nel suo appello il papa invita a liberare il Santo Sepolcro, dapprima in forma di pellegrinaggio (nel 1096) ma poi si organizza in crociata armata, che nel 1099 conquista Gerusalemme. Fra gli storici attuali prevale l’opinione che il papato fosse anche interessato a convogliare la bellicosità europea verso obbiettivi orientali, intesi come territori da saccheggiare per colmare la crisi in cui la lotta per le investiture (1059-1122 circa) e le crescenti autonomie cittadine stavano impoverendo l’economia feudale.
  • 1115: Bernard des Fontaines [LINK 14] fonda l’abbazia di Clairvaux (Chiaravalle) monastero dell’ordine cistercense (da Citeaux detta in latino medievale Cistercium). Muore nel 1153 e viene santificato nel 1174.
  • 1144: Ervervino di Steinfeld, in una lettera [LINK 15] a Bernard si lamenta della presenza di eretici (che si autodefinivano “poveri di Cristo”) fra Colonia e la Renania; fra le loro caratteristiche cita che «vietano l’uso di qualunque genere di latte, e di tutto ciò che con il latte è fatto».
  • 1170: il catarismo viene portato a Desenzano da Niceta, il “papa” cataro della chiesa balcanica di Dragovitza, originario forse di Bisanzio [LINK 16].
  • 1184: il sinodo di Verona, presieduto da papa Lucio III, condanna i patarini come eretici [LINK 17].
  • 1194: nasce a Jesi Federico di Svevia, figlio dell’imperatore Enrico VI e di Costanza d’Altavilla. Nel 1198, rimasto orfano di entrambi, verrà posto, per disposizioni testamentarie materne, sotto la tutela del papa Innocenzo III [LINK 18].
  • 1203: Domenico di Guzman [LINK 19] monaco agostiniano visita la Linguadoca (oggi Provenza) dove già sono diffusi i catari.
  • 1204: papa Innocenzo II incarica Pierre de Castelnau, monaco cistercense, di contrastare i catari provenzali, particolarmente diffusi nella città di Albi (da cui la definizione di albigesi). Arnaud d’Amaury, abate di Citeaux, incarica alcuni suoi legati di far pressione presso la nobiltà provenzale perché espellano i catari dai loro territori e “scomunichino” i prelati tolleranti con gli eretici.
  • 1206: Domenico chiede a papa Innocenzo III di potersi impegnare nell’evangelizzazione dei pagani (le cui comunità erano ancora attive nel nord-est europeo). Il papa lo invia invece come legato in Linguadoca per convertire, con le sue prediche, i catari che, in quel territorio, erano perseguitati e messi al rogo;
  • 1207: già 3 anni prima il papa aveva più volte chiesto al re di Francia, Filippo Augusto, di attivarsi militarmente per estirpare l’eresia catara, offrendogli le stesse indulgenze concesse ai crociati che avevano conquistato la Terra Santa.
  • 1208: papa Innocenzo III bandisce la crociata contro i catari [LINK 20].
  • 1208: il legato papale, Pietro di Castelnau, che ha scomunicato Raimondo VI conte di Tolosa, viene ucciso da ignoti. Arnaud d’Amaury attribuisce l’omicidio a Raimondo.
  • 1209: l’esercito crociato, radunato da nobili e prelati dell’Ile de France e di Orleans (partigiani cioè del re di Francia che ambiva acquisire i territori della Linguadoca) assedia la cittadina di Bezier, massacrandone gli abitanti. L’altro legato, Arnaud d’Amaury, scrive al papa: «La città di Béziers fu presa e, poiché i nostri non guardarono a dignità, né a sesso, né a età, quasi ventimila uomini morirono di spada. Fatta così una grandissima strage di uomini, la città fu saccheggiata e bruciata: in questo modo la colpì il mirabile castigo divino».
  • 1209: papa Innocenzo III approva l’ordine dei “Frati minori”, fondato da Francesco d’Assisi [LINK 21]. Il loro votarsi alla povertà e ai poveri avrebbe potuto farli considerare ereticali ma, a differenza dei catari, i francescani non contestavano le gerarchie della Chiesa romana. Inoltre, il dualismo spirito-materia tipico del catarismo era del tutto assente dal progetto francescano, come si evince dal “Cantico delle creature”: «La sua carità si estendeva, con cuore di fratello, non solo agli uomini provati dal bisogno, ma anche agli animali senza favella, ai rettili, agli uccelli, a tutte le creature sensibili e insensibili…..il suo amore e la sua simpatia si volgevano in modo particolare a tutte quelle cose che potevano meglio raffigurare o riflettere l’immagine di Dio » (Tommaso da Celano, “Vita prima sancti francisci”, 1228-1229).
  • 1212: nella cittadina di Lavaur, da poco conquistata dai crociati, si svolge un sinodo. Papa Innocenzo III ordina la fine della crociata e indirizza i crociati della nobiltà franco-spagnola ad assalire i Mori dell’Andalusia.
  • 1213: alla battaglia di Muret, una coalizione anti-crociati guidata dal re d’Aragona Pietro III (che muore nel combattimento) viene sconfitta.
  • 1214: con la conquista dei castelli di Lastours (140 catari che rifiutano di convertirsi sono messi al rogo) e della cittadina di Lavaur (Dordogna) si conclude la prima fase militare della crociata.
  • 1215: il concilio Lateranense IV, a Roma, condanna l’eresia catara e ribadisce l’appoggio alla crociata contro gli albigesi. I feudi imperiali posseduti da Raimondo VI, conte di Tolosa, gli sono tolti e affidati a Simone di Monfort, capo dell’esercito crociato. Solo nel 1229 furono riuniti definitivamente alla corona di Francia, che fin dal 1209 aveva brigato per includerli nel proprio regno.
  • 1215-1225: a seguito di una serie di rivolte contro i baroni crociati occupanti i territori provenzali, nel 1217 Raimondo VI rioccupò Tolosa, subito assediata dai crociati guidati ancora da Simone di Monfort (che morì durante l’assedio, colpito da un proiettile di mangano);
  • 1220: Federico II di Svevia viene incoronato a Roma imperatore da papa Onorio III, ma solo dopo avergli promesso di condurre una crociata contro gli arabi.
  • 1223: il re di Francia, Luigi VIII, prende il comando dei crociati anti-catari conquistando Avignone, Beziers, Carcassonne e infine Tolosa. L’intera Linguadoca diventa dominio francese.
  • 1224: a seguito del rifugiarsi nel nord Italia di catari fuggiti dalla Provenza, Federico II emana una legge che introduce la pena di morte per gli eretici. Questo orientamento “papista” verrà confermato nel 1231 con le “Costituzioni di Melfi”, perché l’imperatore si era convinto che le idee dualistiche dei catari implicassero anche la negazione dell’autorità regia [LINK 22].
  • 1226: muore San Francesco. Però «vi sono indizi che negli ultimi anni egli non fosse in sintonia con la direzione che l’ordine stava prendendo, che sentisse che la nuova generazione aveva diluito se non tradito, i suoi ideali di povertà e semplicità» [LINK 23].
  • 1228: Federico II (scomunicato da papa Gregorio per non aver ancora organizzato la crociata promessa al suo predecessore) si decide di farla partire. Giunto in Palestina avvia trattative con al-Kamil, sultano d’Egitto, con cui stipula un accordo decennale che garantisce ai cristiani il possesso di Gerusalemme, Betlemme e Nazaret oltre a una porzione di fascia costiera per potervi accedere. Papa Gregorio lo scomunica nuovamente per aver osato patteggiare oltreché per essere partito senza consultarlo e, per di più, mentre era già scomunicato [LINK 24].

– 1228: arrivo a Firenze del vescovo eretico Pietro, rappresentante del catarismo intransigente, in concomitanza con l’acuirsi generale del conflitto guelfi ghibellini.

  • 1233: con una bolla intitolata “Inquisitio hereticae pravitatis”, papa Gregorio IX affida l’attività dell’inquisizione ai Domenicani. Quello stesso anno, il papa si lamenta che gli statuti di Firenze non prevedano sanzioni contro gli eretici.
  • 1235: papa Gregorio IX affida definitivamente l’Inquisizione ai Domenicani. In particolare, sollecita i frati predicatori di inquisire gli eretici a Firenze che in quella città erano detti “paterìni” [LINK 25].
  • 1239: papa Gregorio IX scomunica nuovamente Federico II.
  • 1240: l’esercito di Federico II sembra intenzionato ad “assediare” Roma, ma poi desiste. Spostatosi in Romagna, conquista Ravenna [LINK 26].
  • 1241: Federico II impedisce la realizzazione di un Concilio a Roma, indetto da papa Gregorio IX allo scopo di far destituire l’imperatore, intercettando (al largo dell’Isola del Giglio) la flotta che portava un folto gruppo di alti prelati diretti a Roma.
  • 1242: due inquisitori domenicani vengono uccisi ad Avignonnet, vicino a Tolosa;
  • 1243: i crociati assediano il castello di Montségur [LINK 27] in cui si erano rifugiati (da una decina d’anni) nobili e prelati catari assieme ad altri correligionari che non erano fuggiti all’estero. Dopo un mese d’assedio, la rocca viene presa e 222 catari (che non abiurano) vengono bruciati sul rogo.
  • 1243: muore papa Gregorio IX. Gli succede Innocenzo IV.
  • 1244-1245: il domenicano Pietro da Verona predica a Firenze contro i catari.
  • 1244: papa Innocenzo IV, per non doversi incontrare con Federico II, fugge da Roma e si rifugia a Lione dove (sotto implicita protezione del re di Francia) convoca un Concilio a Lione, ottenendo la destituzione dell’imperatore. Inoltre gli bandisce contro una crociata “universale”.
  • 1246: papa Innocenzo IV estende ai frati minori (i Francescani) la gestione dell’Inquisizione.
  • 1246: papa Innocenzo IV concede ai catari che si convertono la possibilità di diventare domenicani. Emblematico il caso del milanese Raniero Sacconi, convertitosi, diventato domenicano e quindi inquisitore: nel 1250 scrive “Summa de catharis”, testo che riporta informazioni raccolte nei 17 anni in cui era stato “buon cristiano” dualista.
  • 1247-1248: l’esercito di Federico II assedia Parma ma viene sconfitto.
  • 1249: l’esercito imperiale, guidato da Enzo di Svevia, viene sconfitto dalle milizie bolognesi a Fossalta nel modenese. Enzo (re di Torres e Gallura, figlio di Federico II) viene fatto prigioniero; morirà, in prigionia, a Bologna nel 1272 [LINK 28].
  • 1250: nel castello di Fiorentino, in Puglia, muore Federico II [LINK 29].
  • 1250: la comunità catara di Bagnolo (MN) si trasferisce, per motivi di sicurezza, a Sirmione; con loro arrivano anche alcuni correligionari esuli dalla Linguadoca, con il vescovo di Tolosa (Bernardo Oliva) e Enrico di Arusio, ultimo vescovo cataro di Desenzano.
  • 1250: papa Innocenzo IV rientra a Roma [LINK 30].
  • 1251: Innocenzo IV nomina inquisitore di Cremona il domenicano Pietro da Verona che, l’anno seguente, viene aggredito e ucciso nei pressi di Milano. L’episodio mostra una duplice problematica di reazione ereticale d’ambiente milanese, ma anche nell’ambito di scontri di potere locale innescati nel vuoto politico succeduto alla morte di Federico II [LINK 31].
  • 1253: Pietro da Verona viene santificato a meno di un anno della sua morte [LINK 32].
  • 1254: papa Innocenzo IV scomunica Ezzelino da Romano e gli bandisce contro una crociata
  • 1255: cade l’ultimo castello cataro di Queribus [LINK 33]. Già dal 1229 papa Gregorio IX aveva istituito a Tolosa un tribunale dell’Inquisizione (che cessò di operarvi nel 1255): risale a quell’anno il primo documento che cita tale termine.
  • 1259: nella battaglia di Cassano d’Adda viene sconfitto l’esercito ghibellino di Ezzelino da Romano [LINK 34] che, ferito, muore a Soncino. Nel 1254, Innocenzo II, gli aveva bandito contro una crociata. Con lui, vicario di Federico II, le comunità catare vedono sfumare la relativa tolleranza con cui i ghibellini li avevano trattati.
  • 1263: Carlo I d’Angiò accetta il Regno di Sicilia offertogli dal papa Urbano IV, per contrastare i successori di Federico II. La sua incoronazione avverrà a Palermo nel 1265.
  • 1265: papa Clemente IV è il provenzale Guy Foucois.
  • 1266: sconfitto nella battaglia di Benevento dalle truppe angioine, muore Manfredi. Figlio naturale di Federico II, alla cui morte era stato nominato reggente imperiale in Italia per conto di Corrado IV (suo fratellastro). Nel 1258 si era fatto incoronare come Re di Sicilia, bypassando i diritti del nipote Corradino.
  • 1267: Dopo la morte di Manfredi, i ghibellini italiani sollecitano la discesa di Corradino, che viene accolto a Verona, una delle poche città rimaste ghibelline, da Mastino della Scala (signore de facto del Comune) che per questo viene scomunicato dal papa. Inoltre, l’anno successivo, papa Giovanni XXI lanciò l’interdetto sulla città.
  • 1268: sconfitto nella battaglia di Tagliacozzo dall’esercito di Carlo d’Angiò (re di Napoli) Corradino di Svevia viene decapitato a Napoli.
  • 1276: il vescovo di Verona, il francescano frate Timidio, l’inquisitore frate Filippo, Pinamonte dei Bonaccolsi (signore ghibellino di Mantova) [LINK 35] e Alberto della Scala (figlio di Mastino) assediano e prendono Sirmione, deportando a Verona circa 170 eretici, fra uomini e donne.
  • 13 febbraio 1278: forse a seguito dell’uccisione di Mastino della Scala, circa duecento eretici (fra cui i catari di Sirmione) vengono bruciati nell’Arena per ordine di Alberto della Scala.
  • 1278: pochi mesi dopo, papa Nicolò III loda gli Scaligeri e come segno di apprezzamento dona loro i castelli di Montorio e di Illasi.
  • 1282: costruzione della cattedrale di Albi, talmente sproporzionato rispetto agli edifici coevi circostanti da volersi imporre anche visivamente come “monumento” della vittoria, ormai definitiva, contro i catari. Nel dubbio però il cardinale Bernard de Castanet fece cingere di mura la chiesa [LINK 36].

  • 1302: nonostante la cattedrale-fortezza, gli abitanti di Albi si sollevano contro l’inquisizione e contro il locale convento domenicano, il cui priore era Bernardo Gui (inquisitore di Tolosa dal 1307 al 1324) proprio il personaggio assurto a icona inquisitoria ne “Il nome della rosa” di Umberto Eco” [LINK 37].

Concludendo: il puzzle crono-socio-teologico è servito! E come tutti i puzzle è importante percepirne l’insieme ma anche le relazioni fra le singole tessere, nel nostro caso gli avvenimenti e il complesso scenario di quei secoli che videro contrapporsi ghibellini-guelfi, una dinamica ricorrente in cui i “diversi” finiscono purtroppo per soccombere al potere di turno.
La probabile imperfezione e/o incompletezza (i link citati danno accesso a una più vasta rete di interconnessioni ) del
puzzle dà la misura di quanto “conoscere la Storia”, nelle sue diverse versioni “vinti-vincitori”, sia esercizio impegnativo ma importante per orientare il presente e conseguentemente il futuro.

LINKS

  1. https://www.cathares.org/glossaire3.html
  2. Legay G., 1999: Gli indiani d’America, Jaca Book, Milano.
  3. https://www.etimo.it/?term=eresia +
  4. https://it.wikipedia.org/wiki/Ario
  5. http://www.labottegadelbarbieri.org/scor-data-2122-luglio-1209/ + http://www.labottegadelbarbieri.org/scor-data-13-febbraio-1278/ + http://www.labottegadelbarbieri.org/le-shoah-senza-memoria/ + http://www.labottegadelbarbieri.org/scor-data-21-e-22-luglio-1209/
  6. http://www.treccani.it/enciclopedia/gnosticismo/
  7. http://www.treccani.it/enciclopedia/catari_%28Enciclopedia-Italiana%29/
  8. http://www.treccani.it/vocabolario/manicheismo/
  9. Hutin S., 2007: Lo gnosticismo- Culti, riti, misteri, Edizioni Mediterranee, Roma.
  10. https://it.wikipedia.org/wiki/Zarathustra
  11. https://it.wikipedia.org/wiki/Zoroastrismo#Principi_dello_zoroastrismo_moderno
  12. http://www.treccani.it/enciclopedia/bogomili_%28Enciclopedia-Italiana%29/
  13. https://it.wikipedia.org/wiki/Arnaldo_da_Brescia > Arnaldisti: seguaci di Arnaldo da Brescia, canonico agostiniano che, dal 1119, predicò contro la simonia e l’usura che lui riteneva praticata dal vescovo di Brescia, Manfredo. Condannato come eretico dal Concilio Laterano II, si trasferì in Francia. Nel 1145, giunse in pellegrinaggio a Roma, da dove il papa era stato cacciato due anni prima: la città si era costituita in “libero comune” e Arnaldo vi si distinse per predicare contro la ricchezza del clero, sulla scia dei patarini lombardi, venendo scomunicato (nel 1140) da papa Eugenio III. Nel 1155, il nuovo papa Adriano IV lanciò l’interdetto su Roma proponendo di revocarlo solo contro la consegna di Arnaldo che fuggì dalla città ma venne catturato a San Quirico d’Orcia dalle truppe imperiali. Riportato a Roma fu impiccato e messo al rogo.
  14. https://it.wikipedia.org/wiki/Bernardo_di_Chiaravalle#La_lotta_contro_gli_eretici
  15. http://www.rm.unina.it/didattica/fonti/anto_bme/cap_XIII/XIII_4.htm#B
  16. http://www.mondimedievali.net/medioevoereticale/eresiacatara.htm
  17. http://www.treccani.it/enciclopedia/papa-lucio-iii_(Dizionario-Biografico)/
  18. http://www.treccani.it/enciclopedia/federico-ii-imperatore/
  19. http://www.treccani.it/enciclopedia/domenico-di-guzman-san_%28Enciclopedia-Italiana%29/
  20. http://www.treccani.it/enciclopedia/albigesi_%28Enciclopedia-Italiana%29/
  21. http://www.treccani.it/enciclopedia/frati-minori
  22. http://www.treccani.it/enciclopedia/catari_%28Federiciana%29/
  23. Lawrence C.H., 1998: I mendicanti. I nuovi ordini religiosi nella società medievale, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI).
  24. http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/cultura/190q04c1.html
  25. http://www.treccani.it/enciclopedia/catari_%28Federiciana%29/
  26. http://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-da-verona-santo_%28Dizionario-Biografico%29/
  27. https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Monts%C3%A9gur
  28. http://www.tuttostoria.net/medio-evo.aspx?code=149
  29. http://www.tuttostoria.net/medio-evo.aspx?code=147
  30. http://www.treccani.it/enciclopedia/papa-innocenzo-iv_%28Dizionario-Biografico%29/
  31. http://www.diocesiverona.it/pls/s2ewdiocesiverona/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=20297
  32. http://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-da-verona-santo_%28Dizionario-Biografico%29/
  33. https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Qu%C3%A9ribus
  34. http://www.treccani.it/enciclopedia/ezzelino-iii-da-romano/
  35. http://www.treccani.it/enciclopedia/pinamonte-bonacolsi_%28Dizionario-Biografico%29/
  36. https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Albi#Storia
  37. http://www.treccani.it/enciclopedia/albi/ + http://www.treccani.it/enciclopedia/bernardo-di-guido/

 

LINK IMMAGINI

  1.    http://umsoi.org/2017/10/05/leresia-ocitana-origini/
  2.  https://it.wikipedia.org/wiki/Albi_(Francia) 

La cattedrale di Albi nel 1913

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

Giorgio Chelidonio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *