Fra vedere e non vedere

La rubrica settimanale (con brevi testi e fotomontaggi) di Chief Joseph: 117esimo appuntamento

 

Il 29 luglio, a Scaccia di Milazzo veniva rinvenuto un cadavere carbonizzato e con varie ferite di arma da taglio. Le indagini dei carabinieri hanno portato al nome della vittima, Giovanni Salmeri, un pensionato di 73 anni, che viveva da solo. Da tempo i vicini non lo vedevano ma si erano ben guardati dal denunciarne la scomparsa. Successivi accertamenti hanno individuato l’assassino, Ettore Rossitto, di 56 anni, che aveva inferto alla vittima almeno undici coltellate prima di trasportare il cadavere per bruciarlo. Salmeri è stato ucciso per derubarlo della pensione di 650 euro che aveva appena ritirato.

La foto, accanto al capo indiano, è tratta dal settimanale «Famiglia Cristiana».

 

 

Una maestra d‘asilo di un comune dell’hinterland torinese ha una breve storia con un calciatore. Quando lo storia finisce, forse per farlo tornare, gli manda 18 sue foto intime e un video “spinto”. L’uomo pubblica il video nella chat della squadra di calcetto. Il filmato circola e viene visto da una mamma, moglie di uno dei calciatori, che lo manda ad altre mamme e telefona alla maestra minacciando di informare la direttrice della scuola nel caso avesse denunciato il suo amico che aveva postato il video. La direttrice viene comunque a saperlo e licenzia l’insegnante. Tutta questa vicenda si sta dibattendo in tribunale. (Fonte: quotidiano «La Stampa» del 17 novembre)


La foto, accanto al capo indiano, è di una “bambola” erotica.

L’AUTORE 

Chief Joseph – o se preferite Capo Giuseppe – è stato una guida (militare e spirituale) dei Nasi Forati, un popolo nativo americano. Si chiamava in realtà Hinmaton Yalaktit, che in lingua niimiipuutímt significa Tuono che rotola dalla montagna. Da tempo riceviamo molti contributi alla “bottega” firmati Chief Joseph. Sono fotomontaggi per dialoghi immaginari (spesso volutamente anacronistici) a commentare una notizia o un breve testo. Ci piacciono per l’estrema sintesi e la contrapposizione fra mondi diversi. Così la “bottega” ha chiesto a Chief Joseph di prendersi uno spazio fisso (come hanno da tempo le vignette di Energu) e lui ha accettato: faremo il mercoledì mattina. [db]

 

La Bottega del Barbieri

2 commenti

  • Daniele Barbieri

    Di solito sono d’accordo con Chief Joseph. Invece questa volta non mi è piaciuto come ha affrontato la vicenda della maestra torinese. Segnalo dunque una lettera di solidarietà apparsa su Micromega (db)

    Revenge porn. Lettera aperta in solidarietà alla maestra di Torino
    Più di 200 tra giornaliste, docenti, ricercatrici, politiche, scrittrici, attiviste hanno deciso di manifestare con una lettera aperta la propria solidarietà alla maestra d’asilo colpita da Revenge Porn.
    La lettera è stata pubblicata su “MicroMega”.

    Cara Franca,
    abbiamo appreso la vicenda che ti riguarda dai giornali, non conosciamo il tuo nome e per indirizzarci a te abbiamo scelto il nome di una donna che ha cambiato la storia di questo paese, Franca Viola.
    Come Franca, che fu la prima a rifiutare la vergognosa pratica del “matrimonio riparatore”, anche tu hai trovato la forza di denunciare la violenza che ti è stata inflitta e possiamo solo immaginare quanta ce ne sia voluta.
    Ti vogliamo dire grazie.
    Grazie perché non sei stata zitta, come tanti avrebbero voluto.
    Grazie perché non ti sei arresa e a chi ti ha detto che avresti dovuto provare vergogna hai risposto rendendo pubblica questa storia, in cui a vergognarsi dovrebbero essere tutte le altre persone coinvolte. Non tu. Perché nel sesso, libero e consensuale, non c’è vergogna.
    Vergogna dovrebbe invece provare chi, senza alcun consenso da parte tua, ha pensato di violare te e il tuo privato. Si chiama Revenge Porn, ed è un reato.
    Vergogna dovrebbe provare chi ti ha costretto a dimetterti, come se nel sesso ci fosse qualcosa di sporco, di immorale. Non è così.
    Immorale è ciò che hai dovuto sopportare.
    La storia di Tiziana Cantone sembra non aver insegnato niente.
    All’epoca della sua morte abbiamo pensato tante volte a quello che avremmo potuto fare per farle sentire che non era sola. Per questo oggi neanche noi stiamo zitte.
    Cara Franca, grazie.
    Ingrid Colanicchia, Serena Fiorletta, Eleonora Forenza, Federica Castelli, Alessandra Chiricosta, Teresa Di Martino, Federica Amici, Francesca Lopez, Valeria Conti, Barbara Bonomi Romagnoli, Angela Ammirati, Cecilia Dalla Negra, Pina Caporaso, Giovanna Ermini, Maria Grazia Panunzi, Cinzia Sciuto, Claudia Fanti, Laura Triumbari, Daniela Vadacca, Roberta Paoletti, Giorgia Serughetti, Federica Giardini, Claudia Capolupo, Matilde Barbagallo, Sara Capriolo, Paola Cirillo, Valentina Fanelli, Enza Di Iorio, Stefania Burbo, Anna Lisa D’Antonio, Luciana Lena, Giada Pari, Barbara Leda Kenny, Valeria Mercandino, Oria Gargano, Adele Orioli, Marie Louise Edam, Angela Lamboglia, Eleonora Mineo, Daria Contrada, Marianna Bartolazzi, Giulia Ciafrei, Renata Marcelli, Valentina Piccone, Valentina Peri, Sandra Burchi, Rossana Ferrieri, Angela Balzano, Clara Caldera, Emanuela Pellegrini, Paola Stelliferi, Pamela Celani, Silvia Allegro, Federica Giglio, Silvia Celani, Sara Cofani, Giada Nicolai, Valentina Giusti, Marilisa De Lisi, Fabiana Cucchi, Geter Vasquez, Gloria Bagnariol, Martina Zanchi, Lidia Pellegrini, Claudia Preite Martinez, Benedetta Rossi, Carlotta Cossutta, Federica Santoli, Roberta Ricci, Roberta Fattori, Giulia Stolfi, Serena Pandolfi, Beatrice Mariottini, Iza Diana Ihnatiuc, Lorenza Valentini, Sara Pierallini, Rosa Arcuri, Barbara Mazzon, Cinzia Paolillo, Tiziana Liguori, Valentina Riolo, Maria Lucia Guglielmi, Chiara Mazzanti, Cristiana Pirola, Elisa Germani, Camilla Amin, Benedetta Pagotto, Leila Karami, Monica Lanfranco, Elisabetta Codutti, Ilenia Caleo, Vittoria Gravina, Nicoletta Dentico, Maria Concetta Tringali, Silvia De Silvestri, Mariacristina Giovannini, Martina Di Claudio, Giulia Garofalo Geymonat, Carmen Vogani, Michela Collacchi, Renata Pepicelli, Caterina Satta, Caterina Di Pasquale, Noemi Satta, Mariangela Priarolo, Eva Birgitta Gestner, Lucia Chiurco, Francesca Zampagni, Annalisa Fumagalli, Alessandra Orlando, Elisa Giomi, Ilaria Boiano, Laura Germani, Elisa Malavasi, Claudia Distefano, Teresa Fusco, Melania Ficano, Ilaria Angela Passaretti, Marianna De Simone, Teresa Gasparre, Domenica Enea, Laura Chiovini, Luisa Morgantini, Catia Palmieri, Debora D’Auria, Francesca Andreotti, Elena Bello, Cristina Pacella, Milena Fanizza, Claudia Ornielli, Viviana Morrale, Valentina Petrini, Arianna Ciampoli, Giulia Cerulli, Chiara Belingardi, Serena Olcuire, Elena Bastogi, Desirèe Memme, Mariella Palmieri, Celeste Costantino, Danila Cotroneo, Rita Petruccioli, Bernadette Moens, Laura Bonasera, Agnese Cogliati Dezza, Giorgia Frisardi, Valeria Evangelistella, Valentina Brinis, Rosaria Del Buono, Sarah Silvagni, Marika Marianello, Mirta Mattina, Letizia Chiarucci, Astrid D’Eredità, Alessandra Liccardo, Egilda Orrico, Federica Scrollini, Annarita Del Vecchio, Claudia Borgia, Claudia Serranò, Martina Veltroni, Francesca Mosiello, Anna Maria Torriglia, Giorgia Caforio, Shirley Ibarguen Buitrago, Lidia Donat, Vanessa Pozzi, Marzia Nebbiai, Claudia Pandolfi, Irene Sirigu, Elisa Tremolada, Emiliana Palma, Rossella Montagnani, Stefania Tarantino, Valentina Mangano, Michele Marinho, Paola Polimeni, Sara Pollice, Angela Sajeva, Elena Fazio, Loretta Bondì, Giulia Selmi, Betta Cianchini, Claudia Sordi, Lucia Biancotto, Claudia Legrenzi, Paola Ciccarelli, Orena Palmisano, Daniela Sala, Monica Ricotti, Silvia Stefani, Elisabetta Fermani, Anna Verdelocco, Emanuela Abbatecola, Denise Lombardi, Daniela Cherubini, Ylenia Sina, Erika Johansson, Anita Zechender, Cecilia Iolita, Serena Ballista, Giulia Julita, Tamar Pitch, Elettra Deiana, Sara Giudice, Laura Guidetti, Tatiana Pivovarova, Chiara Bertone, Paola Concia, Marilù Oliva, Isabella Pinto, Mirella Delise, Elisa Ippoliti, Anna Rita Carlucci, Giulia Iolita, Maria Chiara Piraccini, Cecilia Casula, Gaia Leiss, Alessia Dro.

  • Un piccolo spunto di riflessione con le considerazioni di una donna:
    “Possiamo comunque dire — cercando di fare sintesi — che con il Rinascimento inizia il lento processo di uguaglianza della donna che ancora non si e esaurito. Il crollo dell’amore legato alla ricchezza e alla classe sociale, la maggiore autonomia di azione, una maggior rappresentanza sul proscenio della cultura e della politica, aprono la strada al faticoso processo di recupero di posizioni della donna, che viene rispettata nella totalità del suo essere umano. Almeno idealmente e cosi, poi magari nella prassi ci sono ancora oppressioni, repressioni, subalternità, ma sul piano ideale e culturale si avvia il processo di uguaglianza, che solo nel XVIII secolo arriva a porre la questione sul piano giuridico. Eppure ancora oggi, troppo spesso, le donne sono determinate dallo sguardo degli uomini. Di più: le donne stesse si autodeterminano con lo sguardo dell’uomo, con le sue aspettative, con i suoi criteri di bellezza estetica, con i canoni del linguaggio maschile e della moda troppo spesso fatta da uomini”. Dal libro “Il demone dell’amore” Francesco Comina e Genny Losurdo con ÀGNES HELLER

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