Fratelli siam(co)esi – 365

Quattro vignette di Energu seguite da una richiesta di approfondimento sul parallelo Italia-Rugantino


La redazione della “bottega” mai riunita in assemblea plenaria (comma 22, cavillo 7) ma telepaticamente connessa:

  • ringrazia all’unanimità Energu per il magnifico lavoro svolto anche questa settimana
  • e giurandogli imperitura stima,
  • si trova a chiedergli un supplemento di indagine, per le ragioni qui sotto brevemente esposte.
  • voglia Energu ricevere i nostri più prolissi saluti nella fervida attesa di rivedersi fra 7 giorni (come disse il poeta: “ed è subito sabato”)
  • LA FACCENDA E’ QUESTA
  • Il RFCM ovvero Rugantino Fan Club Mondiale (nell’ultimo censimento: 72.912 a Roma, 7 a Frosinone, 5 a Benevento, più vari fra Monza, Stoccolma e Nepal) ricordano che Gnecco finisce assassinato da un criminale ma Rugantino, quando viene accusato, si dichiara colpevole per riconquistare la stima e l’amore di Rosetta. E sale al patibolo fra gli applausi. Con tutto il rispetto per – nell’ordine – Rugantino, Rosetta (chiunque sia), Energu e le metafore noi, intesi come abitanti dell’attuale Italia, vorremmo evitare gli applausi ma soprattutto che il boia ci tagli il collo. Ci rassicuri dunque il nostro vignettista preferito.
Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

Un commento

  • E’ come nel film LA GRANDE GUERRA quando i 2 imboscati prigionieri degli austriaci stanno per rivelare dove sia il ponte di barche ma all’ultimo si rifiutano, quando Gassman capisce di essere stato irriso dal nemico “Mi nun te dise nient, faccia de merda!” erompe in un sussulto di personale-patria dignita’ . Gnecco e’ un guappo che incarna la tirannia, non importa che ad ucciderlo non sia Rugantino, quest’ultimo si assume la paternita’ del delitto perche’ e’ giusto cosi e la testa che Mastro Titta gli recidera’ lo rendera’ immortale agli occhi di Rosetta e del mondo. Il nostro governo un po’ idealista e parecchio cialtrone vuole parimenti disaggiogarsi dalla morsa che la Germania/Europa vorrebbe imporci, a scapito dello stato sociale e della ripresa industriale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *