Grazie Gianni (4): «Filastrocca dell’amicizia»

quarto appuntamento – di 52 – con Rodari (*): la scelta di Fabrizio Melodia… più Mauro Biani

                                                  Filastrocca dell’amicizia

Dice un proverbio dei tempi andati:
“Meglio soli che male accompagnati”.
Io ne so uno piú bello assai:
“In compagnia lontano vai”.
Dice un proverbio, chissà perché:
“Chi fa da sé fa per tre”.
Da quest’orecchio io non ci sento:
“Chi ha cento amici fa per cento”.
Dice un proverbio con la muffa:
“Chi sta solo non fa baruffa”.
Questa, io dico, è una bugia:
“Se siamo in tanti, si fa allegria”.

(*) Come forse sapete Gianni Rodari è nato il 23 ottobre 1920. Per ricordarlo è partito “L’ANNO RODARIANO”. Io lo amo molto e penso di essere in numerosa (e bella) compagnia. Così ho deciso di festeggiarlo in bottega almeno fino a ottobre 1920, cioè per 52 settimane. Così ho chiesto a 51 fra amiche e amici di scegliere un suo brano: oltre 35 risposte, dunque siamo sulla buona strada. Perciò ogni lunedì – dalle 02 – lettori e lettrici della bottega potranno scoprire come qualcuna/o ricorda Rodari e magari commentare o fare le loro proposte. Ho una ideuzza per tutte/i: nello spirito “rodariano” mi parrebbe una bella iniziativa se ogni lunedì chi passa di qui poi regalasse il testo letto a qualcuna/o, possibilmente persone che leggono poco o nulla. Così per «vedere l’effetto che fa». Ci state? [db]

 

LA VIGNETTA IN APERTURA è di Mauro Biani che “saccheggeremo” ancora per questi lunedì “rodariani”

db
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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