Hammamet – Gianni Amelio

(visto da Francesco Masala)

il viale del tramonto per uno degli uomini più potenti (e mal sopportati) del suo tempo.

nella sua casa tunisina, amareggiato, rancoroso, malato, rimugina, pensa a una rivincita, alle parole per dire le sue verità, e intanto giorno dopo giorno capisce che tutto sta finendo e la morte si avvicina, senza tempi supplementari.

qualche figlio e nipote appaiono, però è la figlia Anita si prende cura di lui, senza se e senza ma.

vede qualcuno, ma non sembra capire troppo, o forse capisce tutto, chissà.

l’interpretazione di Pierfrancesco Favino è straordinaria.

il film è un film politico, già solo per la personalità del protagonista, che riesce ancora ad essere oggetto di scandalo e discussione, ma non esiste nessun contradditorio, non c’è la storia di quegli anni, i diversi punti di vista, solo negli negli occhi e nella testa e nel monologo del Presidente, è in fondo solo il racconto di un uomo messo da parte, ormai dimenticato, di cui tutti o quasi si vergognavano (e omettevano) di essergli stati amici, la parte discendente di una parabola.

non perdetevelo, buona visione.

ps: in tutto il film non si fa mai il nome del protagonista

https://markx7.blogspot.com/2020/01/hammamet-gianni-amelio.html

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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