Handicap, indagini, violenza e un trilemma

db parla bene del romanzo «Su la testa» di John Scalzi

Se volete subito un’etichetta ve la dò: «Su la testa» è un fanta-thriller. Ripeto quando ho già detto per un romanzo (simile per impiano) sempre di John Scalzi. Nulla di sensazionale ma «ce ne fossero di storie scritte così bene per ritmo, intreccio, personaggi e “sottotesto”…». E aggiungo – visto che qui un tema centrale è l’handicap – per delicatezza e intelligenza.

Il romanzo è dell’anno scorso: titolo originale «Head On», traduzione di Marcello Jatosti. Urania lo porta in edicola: 260 pagine per 6,90 euri. Al solito dirò zero sulla trama, anzi la quarta di copertina svela anche troppo; se preferite evitare lo spoiler non leggetela.

Muoversi fra sport, violenza, handicap, nuove macchine e sessualità (anche estrema) costruendo un’indagine credibile e ben scritta non è facile. Ci riesce «Su la testa» e dunque merita di esser letto: è fra i migliori del suo genere che se non vi convince fanta thriller potremmo definire – imbarattolare, che passione – cyber poliziesco oppure hard… cyborg.

Per non cadere in equivoci tenete presente il doppio significato di «integratori».

Frasi citabili molte, soprattutto battute. La mia preferita (forse perchè John Scalzi me l’ha rubata o io a lui, chissà) è «C’è quel famoso trilemma: fra rapido, economico e ben fatto puoi sceglierne due».

In bottega cfr «Le brigate fantasma» di John Scalzi, «Lock In», Urania mi sbanca, Jeeg e altro (uh, che titolo luuuuuuungo) ma anche Un altro succoso Marte-dì; se volete leggere un polemico e graffiante intervento di John Scalzi, «Un anti-femminista entra in un bar» ecco Se è Marte-dì, eccomi qua. Di «Uomini in rosso» – che fu premio Hugo 2013 come miglior romanzo – ho parlato in Dicono che uno ogni sette sia Marte-dì.

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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