I recuperanti – Ermanno Olmi

(visto da Francesco Masala)

Sceneggiatura di Ermanno Olmi, Tullio Kezich e Mario Rigoni Stern, il film del ’69-’70 racconta la storia disgraziata del secondo dopoguerra.
chi riesce a tornare non ha un lavoro, o si emigra, o si cerca di appropriarsi dei beni comuni, per sopravvivere.alcuni, pochi, cercano in montagna i residui bellici della prima guerra, combattuta a lungo nelle montagne del film.
è un lavoro pericoloso, alcuni non sopravvivono.
il vecchio Du, che ha un sesto senso per quel lavoro, sceglie e si fa scegliere da Gianni, che vorrebbe sposarsi e vivere in quei monti della sua infanzia e adolescenza.
un film che non ti annoi un minuto, promesso.

 

https://markx7.blogspot.it/2018/02/i-recuperanti-ermanno-olmi.html 

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

2 commenti

  • Coincidenza…proprio ieri “pestavo” neve sull’Altopiano (di Asiago ovviamente) dove ho incontrato due padovani (ex sindacalisti, metalmeccanici) che avevano letto “Un anno sull’Altopiano” (di Emilio Lussu) e anche visto “Uomini contro”, ma non avevano colto in pieno il fatto che il film ricalcava la vicenda del libro. Visto che da dove eravamo, tra Cesuna e il Paù, si intravedeva Monte Fior (dove stava Lussu nella prima guerra mondiale) ho colto l’occasione per una breve conferenza storico- antimilitarista (senza ovviamente dimenticarmi di parlare anche di Mark Frechette…vedi articolo in bottega).
    Mi viene anche in mente di quando, nel 1968, con “EFFE” e Angelo esplorammo la voragine dello Zemble, nei pressi di Forte Interrotto scoprendo che era letteralmente intasata di reperti bellici, mine e bombe…ma forse ve l’ho già raccontata. O no?
    buona serata
    Gianni

  • Grazie per la segnalazione, non conoscevo il film. Molto utile per le mie escursioni sul cinema socio-politico italiano degli anni sessanta e settanta alla ricerca di un’Italia ahimé irriconoscibile (vi segnalo, per chi non lo conoscesse, un film poco citato di Elio Petri, I giorni contati). Grazie Gianni per i ricordi.

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