«I segreti di Wind River»

Le riflessioni di Lance Henson (*) sul film di Taylor Sheridan

Il testo ci è arrivato è in inglese; a seguire la traduzione italiana

«Wind River», directed by Taylor Sheridan, wrote the screenplay of «SicarioHell or high water», is a bone chilling thriller that follows a rookie Fni. Agent (Elizabeth Olson), who teams up with a game ranger hunter (Jeremy Renner) who has a history of living on the Arapaho reservation, and a bureau of Indian affairs cop (Graham Greene),to investigate the murder of an Arapaho woman on the wind river reservation in Wyoming. At a deep and icy level, wind river is about power. There is a lot going on here. Federal government non-recognition of missing and murdered native women, white masculinity that has grown full blown into a psychosis of violence and madness. Several psychological historical threads weave through this tapestry.

Missing or murdered Native American and Canadian women is a fact in Indian country.

I placed a call to the editor of my Cheyenne Arapaho tribal newspaper yesterday. I asked her how many native girls or women were missing on my reserve in the past two months. She replied four women had been murdered in this time frame. BIA and tribal police investigating. The number of cases regarding this issue on Canadian reserves, on Native American reserves and reservations are staggering. As the last scene of the film indicates, no existing statistics are available.

The portrayal of “man camps”. As an example, in the Bakan oil fields of South Dakota, near Pine Ridge, the poorest reservation in America, oil companies have established hundreds of trailer houses where oil field workers live often four or five men to a trailer. Native girls, women and boys are often lured or willingly allow themselves to be sex workers in these camps. Rampant human trafficking.

Inter generational trauma. Most Native Americans and indigenous persons worldwide Are suffering from this grief ridden mental incapacity. Intergenerational historical trauma. Indigenous peoples must learn how their great-grandparents own psychological pain and sorrow is still. Impacting the structure of our genes. We are more likely to “switch on” negative responses to stress and trauma as a result of institutional trauma such as Indian schools, alcoholism and sexual abuse.

Wind river explicates all of these issues. The negatives of this commercial Hollywood film blatantly hints that the Arapaho have lost their abilities, ceremonies, to heal themselves. Notwithstanding a brief drive by of preparations for a sweat lodge in the opening scenes.

Lastly, the film follows the genre ridden “white man savior” ethic. Taylor Sheridan has stated that he desired to be honest and straightforward. I feel he did what he could.

«Wind River», del regista Taylor Sheridan che ha sceneggiato «Sicario, Hell or high water», è un thriller che segue una inesperta agente FBI (Elizabeth Olson), la quale collabora con una guardia forestale (Jeremy Renner), residente da tempo nella riserva Arapaho, e con un poliziotto del BIA, l’Agenzia degli Affari Indiani (Graham Greene), per investigare sull’assassinio di una donna Arapaho nella riserva di Wind River in Wyoming.

A un’analisi fredda e razionale, «Wind River» riguarda il potere.

In questo film accadono molte cose. Disconoscimento a livello federale delle donne native scomparse e assassinate, mascolinità bianca che è cresciuta in pieno dentro le psicosi della violenza e della follia. Molte trame psicologiche e storiche si tessono attraverso questo arazzo.

Donne native americane e canadesi scomparse e uccise sono un fatto nel Paese Indiano. Ho fatto una telefonata all’editrice del mio giornale tribale Cheyenne e Arapaho. Le ho chiesto quante ragazze o donne sono sparite nella mia riserva negli ultimi due mesi. Mi ha risposto che quattro donne sono state uccise in questo lasso di tempo. Il BIA e la polizia tribale stanno investigando.

Il numero di casi riguardanti questa piaga nelle riserve canadesi o nelle riserve e territori “riservati” dei nativi americani sono sconcertanti. Come indica l’ultima scena del film, non esistono statistiche disponibili.

Il ritratto di un accampamento. Per dare un esempio, nei campi giacimenti petroliferi del Sud Dakota, vicino Pine Ridge, la riserva più povera degli Stati Uniti, le compagnie petrolifere hanno creato centinaia di case su ruote dove alloggiano gli operai che lavorano nei giacimenti di petrolio, spesso in quattro o cinque per roulotte.

Ragazze native, donne e ragazzi sono spesso adescati oppure offrono volontariamente prestazioni sessuali agli operai in questi campi. Tratta rampante di esseri umani.

Trauma intergenerazionale. La maggioranza dei nativi americani e delle persone indigene in tutto il mondo soffre per incapacità mentale derivante dalla sofferenza.

Trauma storico intergenerazionale Le persone indigene devono comprendere in quale modo il dolore dei loro bisnonni e il dispiacere stanno ancora impattando la struttura dei nostri geni, a livello ereditario.

E’ più facile per noi “azionare” risposte negative allo stress e al trauma come risultato del trauma istituzionale delle scuole indiane, dell’alcolismo e dell’abuso sessuale.

«Wind River» spiega tutti questi aspetti. I risvolti negativi da film commerciale di Hollywood platealmente lasciano intendere che gli Arapaho hanno perso le loro abilità, i loro rituali di guarire se stessi. Nonostante un breve passaggio in macchina che inquadra i preparativi di una capanna sudatoria nelle scene d’apertura.

Infine, il film segue l’etica del genere “uomo bianco salvatore ”(insomma il clichè hollywoodiano del bianco che aiuta i nativi). Taylor Sheridan ha dichiarato che voleva essere onesto e diretto. Sento che ha fatto quel che poteva.

Traduzione di Silvana Fracasso

(*) In “bottega” trovate Lance Henson qui: Canto l’esistenza e la resistenza e qui Il vento che sussurra lievemente. Una lunga conversazione con lui (a partire dal massacro di Wounded Knee, il 29 dicembre 1890 contro i lakota minneconjou per arrivare a oggi) è qui: Wounded Knee e oggi. Un’altra intervista è qui: La rivolta, lo spirito e la tartaruga-isola: ma c’è molto altro. In “bottega” trovate anche suoi articoli come Storie, anzi scorie, d’Oklahoma e soprattutto testi poetici; per esempio Morning in spheres… e Tutti i nomi per la pioggia oppure Due poesie per Enrico Pili. [db].

 

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