Il fallimento della Fondazione Cassa Risparmio Cesena

23 denari? No 50 cents

di Davide Fabbri e Franco Faberi (*)

BRUCIATI 200 MILIONI DI EURO. IL FALLIMENTO POLITICO ED ECONOMICO DELLA FONDAZIONE CASSA RISPARMIO CESENA. VENDUTE TUTTE LE AZIONI IN GRAN SILENZIO A MISERI 50 CENTESIMI AD AZIONE.
Oggi rendiamo pubblica una notizia che la Fondazione Cassa Risparmio Cesena ha tentato ingenuamente di mantenere riservata.
La Fondazione CRC ha venduto tutte le proprie azioni a Crédit Agricole Cariparma, al misero valore di 50 centesimi per azione.
La Fondazione CRC – prima del crac della banca – aveva il pacchetto azionario più importante: il 48,5% del totale.
Era di fatto il padrone della banca. Decideva le sorti e gli indirizzi dell’istituto bancario cesenate. Le nomine del cda della banca venivano decise dalla Fondazione. Per queste ragioni riteniamo da sempre corresponsabile moralmente la Fondazione nel crac di CRC.
Ricordiamo l’importanza del ruolo di questa Fondazione bancaria sul territorio. La Fondazione CRC è una istituzione di diritto privato senza scopo di lucro, che svolge (ancora per poco…) una funzione sussidiaria e non sostitutiva dell’intervento pubblico nel sostegno sociale, nella promozione socio-economico del territorio, e nel vasto ambito culturale, artistico e ambientale.
Dopo il fallimento politico, ora assistiamo al fallimento economico della Fondazione CRC. Infatti è stato deciso in questi giorni la completa vendita di tutte le azioni CRC detenute dalla Fondazione. Il numero delle azioni è pari a 13.389.543. Prima del crac della banca, tali azioni avevano un valore medio pari a 15 euro per azione. Un patrimonio pertanto di oltre 200 milioni di euro.
Ora la decisione di vendere tutto, ai miseri 50 centesimi per azione, portandosi a casa le briciole (euro 6.694.771) rispetto al valore delle ultime compra-vendite, rinunciando smaccatamente a qualsiasi pretesa risarcitoria, rinunciando a qualsiasi tipo di azione legale per tentare di ottenere un congruo risarcimento del danno.
La decisione di vendere interamente il pacchetto azionario è stata presa in gran silenzio.
Nessun comunicato ufficiale è uscito dalla penna del presidente della Fondazione Guido Pedrelli, ex socialista, ora piddino.
La decisione di arrivare alla liquidazione finale della Fondazione, è stata presa nella massima riservatezza, senza coinvolgere la città e l’opinione pubblica. La decisione è stata presa prima dal CDA della Fondazione del 22 giugno scorso, ratificata successivamente dal Consiglio Generale della Fondazione del 6 luglio scorso. Tutti favorevoli, tranne 2 astensioni nel Consiglio Generale.
Ricordiamo la composizione del CDA della Fondazione CRC: Guido Pedrelli presidente, Stefano Bernacci vicepresidente, Giorgio Fabbri, Fausto Aguzzoni, Giorgio Andreucci, Alberto Armuzzi, Paolo Ombretta Sternini, consiglieri del CDA.
Imbarazzante inoltre il fatto di non aver coinvolto l’Assemblea dei soci della Fondazione: 111 persone tenute all’oscuro di queste decisioni importanti.
L’accordo per la vendita di tutte le azioni della Fondazione CRC a Crédit Agricol e Cariparma, prevede ulteriori elementi:
– la Fondazione incamera ulteriori 800.000 euro; una cifra forfettaria di rinuncia a qualsiasi tipo di azione legale contro la banca ai fini del risarcimento del danno;
– la Fondazione accetta da Crédit Agricole un ulteriore contributo economico pari a 400.000 euro per attività sul territorio per l’anno 2018; tale contributo annuale sarà previsto anche nel 2019 e nel 2020; gli importi saranno comunque da rinegoziare; il 2020 sarà l’ultimo anno di contribuzione della banca alla Fondazione;
– la Fondazione accetta di utilizzare in comodato gratuito gli immobili per l’attività stessa della Fondazione.

Non crediamo servano ulteriori commenti. Sono stati bruciati 200 milioni di euro che potevano essere utili alla collettività, da parte di una delle istituzioni più importanti del territorio, una Fondazione non profit, che avrebbe dovuto controllare la banca per evitare il crac. Con la liquidazione della Fondazione, si vanno pertanto a cancellare gli scopi di utilità sociale.

   (*) Davide Fabbri e Franco Faberi sono i portavoci del Comitato Difesa Risparmiatori CRC.

LE VIGNETTE – scelte dalla “bottega” – sono di Mauro Biani.

Chi capitasse su questo post per caso e si incuriosisse per capire cosa è successo prima – un lungo prima – vada in “cerca” e digiti “Cassa risparmio Cesena” o “Comitato difesa risparmiatori CRC” così apparirà un elenco di post su questo tema.

Redazione
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