Il fascismo degli “antifascisti”

di Giansandro Merli (*)

Nella guerra contro i profughi sul confine greco-turco le democratiche e umanitarie istituzioni europee si sono spinte più in là di quanto i sovranisti di ogni risma avessero provato a fare. Guidate dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Dispiace dirlo, ma su una cosa Salvini ha ragione. Quando si lamenta di essere accusato di fascismo per azioni che, se intraprese da altri politici, non producono alcuna reazione, purtroppo, ha ragione. Ciò che abbiamo visto in questi giorni lungo il confine tra Grecia e Turchia è probabilmente il livello più basso raggiunto dallo stato di diritto europeo. In confronto il caso Gregoretti o quello di Sea Watch impallidiscono.

C’è un paese membro che ha schierato l’esercito lungo il confine terrestre contro migliaia di civili. Nella zona di Evros ci sono unità d’assalto speciali e gruppi di nazionalisti armati che con la copertura e il sostegno delle istituzioni attaccano i rifugiati, li picchiano, li derubano e li respingono. Sotto gli occhi delle telecamere di tutto il mondo agenti di polizia e soldati sparano proiettili e lacrimogeni contro i civili accalcati al di là della rete. Per adesso ne hanno ucciso sicuramente uno, si chiamava Muhammad al-Arab (qui il video che smentisce le autorità greche che negano la loro responsabilità).

Il governo di Nea Dimokratia guidato da Kyriakos Mitsotakis ha sospeso la Convenzione di Ginevra e il sistema d’asilo. Nei pressi dell’isola di Kos la guardia costiera greca ha attaccato un gommone con delle persone a bordo, tra cui minori, colpendone alcune con un bastone e sparandogli vicino. Nelle acque dell’isola di Kastellorizo, invece, ha aperto il fuoco contro due imbarcazioni ferendo alcune persone. Davanti all’isola di Lesbo la marina ha indetto proprio in questi giorni esercitazioni navali, mentre nella zona di Evros lo ha fatto il IV Corpo militare, utilizzando artiglieria e carri armati nelle aree in cui stanno provando a transitare i profughi di guerra.

Martedì 3 marzo i rappresentanti delle istituzioni europee sono volati in Grecia. Insieme a Mitsotakis hanno parlato il presidente del parlamento europeo David Sassoli (Partito democratico), il premier croato Andrej Plenkovic, presidente di turno del Consiglio Ue, e la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Sassoli ha fatto cenno alla necessità di una politica dell’immigrazione europea e Mitsotakis all’esigenza di difendere la sovranità greca contro l’eterno nemico turco. Ma è stata von der Leyen la vera protagonista della conferenza stampa, quella che ha dettato la linea dell’Unione Europea.

«Grazie alla Grecia per essere il nostro scudo – ha detto l’esponente politico del partito cristiano democratico tedesco (Cdu) – Le autorità greche stanno svolgendo un compito molto difficile per contenere la situazione e voglio ringraziare le guardie di frontiera, la guardia costiera, la polizia e i civili per i loro instancabili sforzi».

E ancora: «La nostra priorità è assicurare il mantenimento dell’ordine alla frontiera greca, che è anche una frontiera europea. Sono più che disponibile a mobilitare tutto il supporto necessario per le operazioni alle autorità greche. Dietro richiesta della Grecia, Frontex si sta preparando a mettere in campo una squadra di controllo del confine. Frontex ha messo a disposizione una nave off-shore, sei navi di pattuglia lungo le coste, due elicotteri, un aeromobile, tre veicoli di termovisione, 100 guardie di frontiera».

Ursula von der Leyen con il linguaggio marziale e l’atteggiamento di una generale dell’esercito ha espresso la solidarietà dell’Unione alle pratiche illegali e criminali che il governo greco sta attuando in queste ore lungo il suo confine di mare e di terra e ha detto chiaro e tondo di voler usare i militari per combattere il nemico invasore, cioè i profughi in fuga dalla guerra. «Mandate i militari», aveva detto poche ore prima Matteo Salvini. Prontamente scavalcato a destra proprio da quella figura istituzionale intorno alla cui votazione si sono uniti a Bruxelles il Partito Popolare (di cui fa parte Forza Italia), Renew Europe (cui fa riferimento Più Europa), Socialisti e Democratici (cui aderisce il Partito Democratico) e il Movimento 5 Stelle (che è nel Gruppo misto).

Il fascismo di quelli che nei mesi scorsi avevano indossato i panni dell’antifascismo porta con sé un altro paradosso: l’umanitarismo dei dittatori. Così in questo presente disgraziato abbiamo dovuto provare persino l’umiliazione di leggere le parole pronunciate dall’uomo che massacra i civili curdi in patria e all’estero, sostiene le milizie jihadiste in Siria, incarcera decine di migliaia di oppositori in Turchia e usa le vite di tre milioni di rifugiati come arma di ricatto. «Tutti i Paesi europei che oggi chiudono le porte ai migranti, li picchiano e colpiscono con bastoni e cercano in tutti i modi di mandarli indietro, calpestano i diritti umani stabiliti dalle convenzioni internazionali – ha detto il presidente turco Erdogan – I greci per non prendere i migranti nel proprio Paese li fanno affogare, sparano persino contro i gommoni: non si dimentichino che un giorno potrebbe capitare a loro di essere in queste condizioni».

Le parole della generale Ursula e gli effetti che sortiranno, la fine delle convenzioni internazionali che proteggono i diritti dei rifugiati, l’utilizzo dei militari contro i civili sono cesure enormi nella costruzione europea. Persino nella sua retorica ufficiale di spazio dei diritti e delle libertà. Anche perché simili azioni criminali contro i profughi di guerra sono rivendicate pubblicamente. È un passo a destra molto netto, che sposta le istituzioni dall’estremismo di centro – cioè quei dogmi neoliberali di austerità che hanno affamato l’Europa mediterranea e creato i presupposti sociali ed economici per la guerra tra poveri, il razzismo e l’imbarbarimento – verso una concezione dell’uso della forza autoritario ed esterno al sistema di vincoli e limiti imposto dal diritto comunitario e internazionale.

Il fascismo, del resto, ha sempre avuto bisogno di qualcuno che aprisse la porta.

(*) Tratto da Dinamopress.

alexik

3 commenti

  • Francesco Masala

    Siriani, palestinesi e iraniani hanno accolto e protetto 40000 europei, e gli europei brava gente si ricordano e ricambiano:

    https://www.internazionale.it/opinione/giovanni-de-mauro/2020/03/05/dimenticata-profughi-europa

  • Francesco Masala

    PROTEGGETE LE NOSTRE LEGGI E L’UMANITÀ!
    Lettera aperta di 85 organizzazioni
    Primo Ministro della Repubblica Ellenica, Kyriakos Mitsotakis

    Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli

    Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel

    Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen

    Atene, 6 marzo 2020 – Le organizzazioni sottoscritte sono profondamente preoccupate per i recenti sviluppi al confine di Evros e delle isole dell’Egeo, dove le persone sono bloccate ai confini dell’Europa, strumentalizzate per scopi politici e soggette a violazioni dei loro diritti. Siamo anche profondamente preoccupati per il modo in cui le autorità della Grecia e dell’Unione Europea stanno gestendo i nuovi arrivi. Altrettanto allarmanti sono le azioni estreme delle forze di sicurezza contro i rifugiati e dei civili contro il personale delle organizzazioni umanitarie e per i diritti umani.
    Vorremmo anche sottolineare che il clima di panico e la retorica della “minaccia asimmetrica” – anch’essa promossa dalle autorità – non riflette la realtà e colpisce seriamente non solo i rifugiati vulnerabili, ma anche la nostra società e lo Stato di diritto nel suo complesso.

    In particolare:

    Esprimiamo la nostra ferma opposizione alle recenti decisioni del Consiglio Governativo Greco per gli Affari Esteri e la Difesa (KYSEA), e in particolare all’adozione del Decreto Legislativo d’Emergenza, che prevede la sospensione del diritto di chiedere asilo per tutte le persone che entrano nel Paese e il loro ritorno senza registrazione, nei loro Paesi di origine o di transito. L’applicazione di tale disposizione normativa è disumana e illegale in quanto viola il principio fondamentale di non respingimento, comporta responsabilità internazionali per la Grecia e mette in pericolo vite umane. È fuori discussione che la Grecia abbia la competenza sovrana di controllare i suoi confini e di gestire i suoi eventuali attraversamenti. Tuttavia, il diritto di chiedere asilo è un diritto umano fondamentale sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE.

    Denunciamo anche gli attacchi alle organizzazioni che difendono i diritti umani e alle organizzazioni umanitarie, rilevando che senza il sostegno di queste organizzazioni, il sistema di gestione dei rifugiati in Grecia crollerebbe. Inoltre, la solidarietà è stata stigmatizzata ed è diventata oggetto di sospetti, clima che è stato esacerbato dai membri del governo, fomentando la violenza e l’illegalità nella società in generale. Denunciamo qualsiasi dichiarazione, azione o politica che fomenti o tolleri fanatismo e razzismo.

    Chiediamo al governo greco di:

    – Ritirare il decreto legislativo d’emergenza illegale e incostituzionale e rispettare gli obblighi in materia di protezione della vita umana e di salvataggio in mare e alle frontiere terrestri

    – Smettere immediatamente di rimandare le persone in Stati dove la loro vita e la loro libertà sono a rischio, o dove rischiano di essere sottoposte a tortura o ad altri trattamenti inumani o degradanti.

    – Ridurre immediatamente il sovraffollamento delle isole trasferendo i richiedenti asilo sulla terraferma, proteggendo il loro benessere e la loro salute. La priorità dovrebbe essere data ai minori non accompagnati, più vulnerabili, e alle famiglie con bambini.

    – Adottare le misure necessarie per proteggere ogni persona da atti di violenza e razzismo.

    Ricordiamo che l’UE dovrebbe assumersi responsabilità sostanziali per la protezione delle persone in movimento in modo da dimostrare rispetto per la dignità umana e la legalità, oltre che responsabilità condivisa tra gli Stati membri nel contesto della gestione di quella che è, prima di tutto, una questione europea. Il diritto d’asilo e il rispetto del principio di non respingimento sono elementi fondamentali del diritto internazionale e dell’UE e pertanto le autorità dell’Unione europea devono adottare le misure necessarie per la loro protezione.

    Pertanto:

    – La Commissione europea, in quanto custode dei trattati, dovrebbe proteggere il diritto d’asilo come sancito dal diritto dell’UE. Quindi dovrebbe invertire la retorica “dello scudo” usata dalla Grecia, sollecitandola piuttosto ad assumersi i suoi obblighi legali.

    – Gli Stati membri dell’UE dovrebbero ripristinare immediatamente i meccanismi per il trasferimento dei rifugiati e dei richiedenti asilo dalla Grecia ad altri Stati membri, in modo equo e razionale, dando priorità ai minori non accompagnati. Gli Stati membri dell’UE dovrebbero aumentare il reinsediamento dei rifugiati direttamente dalla Turchia.

    – Gli Stati membri dell’UE e le istituzioni dovrebbero rivedere la dichiarazione UE-Turchia, che, oltre a creare lacune giuridiche, si è dimostrata uno strumento politico imprevedibile e insostenibile per la gestione delle frontiere.

    In conclusione, invitiamo tutte le parti a rispettare la legge e a salvaguardare i valori democratici europei. Ogni ulteriore regresso avrà conseguenze importanti sulle società europee, sulla democrazia europea e sullo stato di diritto.

    Forum per cambiare l’ordine delle cose

    (ripreso da Comune-info)

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