Il migrare darwiniano non è quello “darwinista”

     Un ragionamento di Giorgio Chelidonio che torna utile per il 12 febbraio (*) di Charles Darwin

Da diversi giorni mi stava inquietando una vignetta[LINK 1] apparsa, in vari formati, su “pinterest”: a un Trump che addita i migranti illegali (quelli dal Messico, secondo lui) come portatori di criminalità, droga e violenza risponde, sobriamente, Toro Seduto [LINK 2] con un «lo so bene».
Mi pare una sintesi perfetta da cui ripartire. anche come mio coinvolgimento parentale: qualche anno fa ho ritrovato il nome del mio nonno materno sugli elenchi degli sbarcati ad Ellis Island [LINK 3]. Lui non era in cerca di fortuna nella East Coast nordamericana, ma andava a Boston dove lo aspettava un ruolo di tenore lirico, quasi in parallelo con l’icona italiana dell’epoca: Enrico Caruso [LINK 4].
Ma l’epitaffio fatto dire vignettescamente a Sitting Bull implica la sottolineatura di un diverso migrare, basato non sull’esplorare e, dove possibile, sul fondersi con i nativi, magari commerciando il più pacificamente possibile. Uno sciagurato trumpista ha commentato on line che anche gli antenati degli Sioux-Lakota erano migranti paleosiberiani, arrivati da nord fra 20.000 e/o 15.000 anni fa, in varie «ondate esplorative» [LINK 5]. A oggi però non siamo del tutto certi che il continente americano fosse disabitato: uno dei dubbi più concreti sono i ritrovamenti nel sito brasiliano di Pedra Furada [LINK 6] nella cui stratigrafia sono finora note datazioni comprese fra 60.000 e 5.000 anni fa. Quanto ad “araldica” del succitato Donald Trump [LINK 7] è fin troppo facile identificarla con migranti tedeschi e scozzesi giunti a New York alla fine del XIX secolo in cerca di fortuna.
Anche il mio nonno materno (finita la carriera tenorile) si adattò a fare il barbiere nella sua Verona ma è facile intuire la differenza: quello di Trump invece si riciclò quasi subito nell’imprenditoria edilizia, iniziando dalla “corsa all’oro del Klondyke”, come il più noto Paperone disneyano, il cui blasone fu descritto (in un vecchio fumetto) come «mano rampante in campo altrui».
Non a caso ho usato, qui sopra, il verbo «adattarsi» che fu la chiave interpretativa dell’evoluzione umana, i cui rappresentanti “migrarono”, cioè si diffusero dalle originarie nicchie africane, già prima di 2.000.000 di anni fa, fino in Cina, come proposto da recenti studi [LINK 8].
Diffusione non vuol dire migrazione ma più semplicemente spostarsi da nicchie ecologiche divenute problematiche (per risorse, densità o cambiamenti climatici). Questo tipo di fenomenologia evolutiva, non esclusivamente umana, risulta meglio comprensibile in forma di “restare adatti”, cioè saper conservare uno standard di vita acquisito in una certa nicchia ambientale anche quando cambiamenti (di risorse e/o di accessibilità) finiscano per alterarne l’abitabilità.
Ora questo concetto ecologico basilare può essere mantenuto scoprendo o inventando nuove risorse nella stessa nicchia oppure muovendosi in modi esplorativi verso nuovi orizzonti.
Ovviamente quest’ultima soluzione era ben più praticabile con livelli demografici molto più bassi di quelli storici a cui siamo abituati: per restare ai dati storici basti pensare che [LINK 9]:
– alla metà del VI secolo dopo Cristo, quando un’epidemia di peste imperversò per diversi anni, la popolazione circum-mediterranea risultò più che dimezzata;
– nel XIV secolo, la “peste nera” ridusse di almeno 50.000.000 gli abitanti delle terre allora note;
– nel 1975 la popolazione mondiale era stimata in 4 miliardi di abitanti e un anno fa ha raggiunto i 7,6 miliardi.
Una più attenta lettura di quel “restare adatti” ci è stata fornita, pochi anni, fa da un libro intitolato «Il migratore onnivoro» [LINK 10] così presentato: «
La dispersione di Homo su tutto il pianeta, a partire dalla foresta africana, si è realizzata grazie a una capacità unica di adattarsi ad ambienti nuovi. La diversità umana che ne deriva è stata ampiamente trattata nei suoi aspetti genetici e culturali; in questo volume, invece, si adotta la prospettiva della nutrizione, cioè degli adattamenti del metabolismo in risposta alle diverse risorse alimentari presenti in ambienti diversi. Da questa risposta è dipeso, e tuttora dipende, il successo riproduttivo o il rischio di estinzione degli umani».
In questa “capacità adattativa” sta probabilmente la chiave interpretativa delle “diffusioni migratorie” antiche e recenti, oltreché connessa a numerosi episodi di ibridazione – oggi diremmo meticciamenti – fra gruppi e specie di ominini (più o meno antichi e umani), di cui i sedicenti Homo sapiens sono rimasti gli unici eredi negli ultimi 40.000 circa.
A questo proposito, un recentissimo articolo [LINK 11] intitolato «Ibridizzazioni e il divenire dell’umanità» ha puntualizzato che:
– ci sono prove crescenti che il fenomeno dell’ibridarsi fra gruppi e/o paleo-specie umane abbia avuto un ruolo un ruolo maggiore nell’evoluzione di Homo sapiens di quanto la scienza stimasse fino a pochi anni fa;
– l’idea che un singolo gruppo ancestrale abbia potuto “diventare umano” sterminando o sostituendosi ad altri si sta ormai dimostrando scientificamente falsa.
Dunque, se il meticciamento, oggi pretestuosamente paventato da “suprematisti bianchi” [LINK 12] e “sovranisti” [LINK 13] è stato all’origine dell’umanità attuale diventa necessario saper distinguere fra due diverse modalità di “restare adatti”, una strategia che ha permesso agli umani di occupare quasi tutte le nicchie ecologiche, comprese le più climaticamente estreme, come le foreste tropicali e le zone sub-artiche.
É in questa diversità che si manifesta la profonda differenza fra la «selezione del più adatto» [LINK 14] formulata dal pensiero darwiniano e l’affermazione «del più forte» promossa dal “darwinismo sociale”. Quest’ultimo – una comoda interpretazione per il capitalismo anglofono di fine secolo – è tornato in auge nei primi anni ’80 del secolo scorso sotto la spinta del “pensiero” reganiano [LINK 15] e thatcheriano [LINK 16].
Del resto la lunga truffa socio-culturale mercatista che ci vorrebbe “consumatori” anziché “cittadini” si è nuovamente reincarnata nel berlusconismo italiota (oggi agonizzante ma non defunto) e nel trumpismo [LINK 17]: quest’ultimo fenomeno mira a disgregare l’Unione Europea e ridurre lo scenario internazionale, globalizzazione compresa, a una serie di
divide et impera riportando il mondo a uno scontro fra imperialismi e riducendo le democrazie occidentali a singole «dittature della maggioranza» [LINK 18]; riproponendo quindi, oltre un secolo dopo, forme di colonialismo culturale oltreché economico, sostenute dall’informazione digitale subdolamente nutrita di fake news [LINK 19] come “armi di distrazione di massa”.
In fondo, se dovessimo credere che i comportamenti l’umanità non siano altro che un “individualismo di massa”, dovremmo anche chiederci come abbia fatto a sopravvivere alla sua stessa gestione dell’Antropocene [LINK 20]. Pretendendo, per chiarezza, che alla definizione di
Homo sapiens venga tolto questo aggettivo troppo spesso improbabile.
LINKS

  1. https://www.pinterest.it/pin/261068109629976857/
  2. https://it.wikipedia.org/wiki/Toro_Seduto + https://le-citazioni.it/autori/toro-seduto/
  3. https://it.wikipedia.org/wiki/Ellis_Island + https://www.libertyellisfoundation.org/passenger?gclid=CjwKCAiAv9riBRANEiwA9Dqv1aJMZE5wiIY44Sb_QABpYHEW0GAk7C6syn152xT6yQm9k4Mgtr9QixoCPgEQAvD_BwE (su quest’ultimo sito si può cercare traccia di qualche parente migrante !)
  4. https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Caruso
  5. http://www.lescienze.it/news/2018/01/04/news/antichi_beringi_nativi_americani_popolamento_america-3808869/
  6. https://it.wikipedia.org/wiki/Pedra_Furada
  7. https://it.wikipedia.org/wiki/Donald_Trump#Biografia : “Trump proviene da antenati tedeschi per parte di padre e scozzesi per parte di madre; tutti e quattro i suoi nonni nacquero in Europa: il nonno Frederick Trump, di origini tedesche (nato come Drumpf)[10], fu il capostipite della famiglia Trump. Nacque a Kallstadt in Renania nel 1869 e nel 1885 emigrò negli Stati Uniti lavorando a New York come barbiere.”
  8. https://en.wikipedia.org/wiki/Early_expansions_of_hominins_out_of_Africa#Early_dispersals
  9. https://it.wikipedia.org/wiki/Popolazione_mondiale
  10. http://www.carocci.it/index.php?option=com_carocci&task=schedalibro&Itemid=72&isbn=9788843065073
  11. https://www.news.uct.ac.za/news/research-office/-article/2019-01-30-hybridisation-and-the-science-of-becoming-human?fbclid=IwAR2hTmcwqMTa11xJftizWo9rWxo8S15Jqn2BkGY-oQggVhd3sYngb7w7yo0
  12. https://it.wikipedia.org/wiki/Potere_bianco > compresa quella stupidissima moda – detta “chugging” – (non ancora approdata in Italia?) di tracannare dosi massicce di latte per sentirsi “bianchi e perciò superiori” > “Bevono latte da taniche di un gallone, a torso nudo. I loro pregiudizi li fanno illudere che poter digerire latte da adulti sia la dote che li rende esseri superiori. Certo, si sa che alcune popolazioni non digeriscono il latte per la carenza dell’enzima lattasi che è presente nei bambini e va a mano a mano scomparendo con il tempo. In molti europei le lattasi sono attive anche in età adulta. Quindi che cosa rivendicano i suprematisti tracannatori di latte (il termine inglese è “chugging”, un suono che assomiglia più a «ciucciatori»)? (https://mkh11.xyz/web/media/corriere-della-sera-la-lettura–28–480183405.pdf > a pag. 5
  13. https://it.wikipedia.org/wiki/Sovranismo
  14. https://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzione#La_seconda_met%C3%A0_del_XIX_secolo_e_il_Darwinismo
  15. https://it.wikipedia.org/wiki/Edonismo#Edonismo_nella_cultura_di_massa
  16. https://jacobinitalia.it/il-gospel-di-mark-fisher/ > «Esistono i singoli uomini e le singole donne, ed esistono le famiglie», ha detto una volta Margaret Thatcher. «Non esiste nulla che possa definirsi società». 
  17. https://www.corriere.it/cultura/16_luglio_04/donald-trumo-libro-mattia-ferraresi-52bc9c58-41fa-11e6-91d1-c0b7aa8f545f.shtml?refresh_ce-cp > Già nel 2016 il «trumpismo» era analizzato come “… un fenomeno molto complesso, anche se il miliardario repubblicano gioca a fare il Grande Semplificatore: lui è un istrione che si comporta spesso da «clown», ma poi si prende molto sul serio. Si muove agilmente nella foresta delle sue contraddizioni proponendo una ricetta che, al netto degli elementi di incoerenza che lui stesso semina in continuazione, affonda le sue radici nel protezionismo, nell’ isolazionismo e nel populismo.”
  18. https://it.wikipedia.org/wiki/Dittatura_della_maggioranza
  19. https://it.wikipedia.org/wiki/Fake_news > Lo storico Marc Bloch specificò che «Una falsa notizia è solo apparentemente fortuita, o meglio, tutto ciò che vi è di fortuito è l’incidente iniziale che fa scattare l’immaginazione; ma questo procedimento ha luogo solo perché le immaginazioni sono già preparate», anzi foraggiate da più parti e ripetute tramite il fenomeno, ormai dilagante, del “copia e incolla”. (Bloch M., 2004: La guerra e le false notizie, Donzelli Editore, Roma.)
  20. http://www.treccani.it/vocabolario/antropocene_%28Neologismi%29/

FIGURA 1: modificato da: https://www.pinterest.it/pin/261068109629976857/

FIGURA 2 : modificato da: https://azioneparallela.wordpress.com/2015/12/08/slvini-non-e-marine-ma-la-sua-caricatura/

(*) cfr Darwin Day – Wikipedia

 

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

La Bottega del Barbieri

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