Il mio diario antivirus

62esima puntata dell’«Angelo custode» ovvero le riflessioni di ANGELO (oppure Antonio, fate voi) MADDALENA per il lunedì della bottega

Diario antivirus: settimana corta

18 agosto

E’ allucinante, divertente e non so che altro dire, ma cerco di divincolarmi dall’impasse: il problema non è come curarsi, ma come riuscire a vivere, scriveva Joseph Conrad, autore – fra l’altro – del libro Il declino dell’uomo. Ascolto alla radio i dati dei contagi, l’altalena. Sembra un gioco paraculo: scendono i contagi, ma aumentano le terapie intensive, comunque sono stati fatti meno tamponi. Un giro di cose che a volerci capire qualcosa… c’è da studiare. I dati che ti buttano lì così sono tutto e niente, è veramente una cosa da impazzire o da divertirsi, superando la rabbia e l’odio di cui parla Giò Rutilante (se non sapete chi è… ve lo dico la prossima volta). L’aspetto più intrigante della situazione è che vogliono chiudere le discoteche, ed è un altro tentativo di trovare capri espiatori.

19 agosto

Dal libro Guerra, ambiente, immigrazione: la lotta è una sola, a cura del Movimento No MUOS, regalatomi da Turi Vaccaro a fine giugno alla stazione di Napoli Centrale.

A pagina 45 si parla del «pecorino di Taranto… radioattivo» cioè un formaggio prodotto da pastori che pascolano nei dintorni dell’ILVA. I dati risalgono al 2008: sono state trovate “somme” di diossina e di PCB (policlorobifenili) che superano 3 volte i limiti di legge: fu presentato di conseguenza un esposto alla Procura della Repubblica di Taranto. Quella denuncia rappresentò un passo fondamentale nella lotta contro l’ILVA, perché proprio da lì è cominciata l’inchiesta della magistratura: il pecorino ci salverà?

Nel 2005 invece, «si comincia con la scoperta di un registro pubblico allora noto come EPER (European Pollunat Emission Register) che riporta i dati relativi all’inquinamento da diossina a livello europeo. Nascosto nel sito dell’Agenzia europea per l’ambiente, contiene al suo interno un’informazione sconvolgente: l’ILVA di Taranto è da solo responsabile per l’8,8 % dell’inquinamento da diossina in Europa».

Altro dato sconvolgente a pagina 47:

«Un esperimento casuale: l’abitacolo delle automobili.

Per caso alcuni ricercatori lasciano l’analizzatore di IPA (idrocarburi policiclici aromatici) nell’abitacolo dell’automobile e scoprono, dopo un breve tragitto, la registrazione di un picco significativo di IPA dentro l’automobile! E noi che pensavamo che il problema fosse solo l’esterno, i tubi di scappamento, e invece no: dopo aver ripetuto l’esperimento con diverse automobili, si riscontrano sempre valori ben oltre la norma. Per capirsi: 10 minuti in automobile equivalgono a una sigaretta ben fumata! (Hai voglia di non fumare o di far campagne contro i fumatori!). E la presenza di inquinanti aumenta del 400% con il riscaldamento acceso».

20 agosto

Ieri è partito Steephe, un “ragazzo” (30 anni) inglese che era venuto ad abitare nel monolocale del terzo piano, mentre io sto al quarto. Gli avevo consigliato io di prendere quell’appartamento che avevo lasciato a dicembre dell’anno scorso. Lui insegna inglese a Perugia, ma da marzo ha perso il lavoro. E’ una persona semplice, di poche parole: di Londra, con madre cipriota. Fra le altre cose, con un tono candido, mi ha detto: «Ma dov’è questo covid? Io non lo vedo, perché ci martellano con il covid? This is the gost, è un fantasma questo covid?». Mi è parso interessante il suo sguardo “straniero”. Anche altre persone che ho incontrato a Perugia – una donna francese ad aprile, amici belgi – mi sono sembrati più distaccati rispetto a molti italiani allarmati e allarmisti. Poi Steephe ha detto un’altra cosa che mi ha spiazzato: «In Inghilterra avrò più soldi». Penso si riferisca al fatto che lì troverà lavoro facilmente ma mi spiega che con il Covid avrà i soldi dallo Stato, come sussidio, perché lui ha un figlio. Insomma: una volta si emigrava per andare a guadagnare più soldi lavorando, oggi invece si va in un altro Paese per star meglio senza lavorare!? Proprio oggi su il manifesto (quotidiano comunista) c’era la notizia del papa che, tra le altre cose, ha detto: «non è l’assistenzialismo che ci aiuterà, ma il cambiamento di un sistema sociale malato».

21 agosto

La piovra digitale è il titolo di un’intervista – su «L’altrapagina», luglio-agosto 2020 – di Romina Tarducci ad Andrea Giovanni Grieco, docente di matematica e fisica. L’intervista verte sulle caratteristiche del 5G, che avrà una potenza di 100 volte superiore al 4G: quindi avremo le auto a guida automatica, la telemedicina (un chirurgo potrà operare a distanza!), Internet delle cose e altre menate del genere. «I droni non solo avranno guida autonoma, ma saranno in grado di decidere se uccidere o meno».

«Ricercatori, medici e tecnici hanno sottoscritto un appello internazionale per la moratoria del 5G in attesa di ulteriori studi. Il Consiglio federale svizzero ha sospeso l’istallazione delle antenne in attesa che si faccia chiarezza. In Italia più di 500 Comuni si sono pronunciati in qualche modo contro l’istallazione delle antenne sul proprio territorio». Romina aggiunge: «siamo venuti a conoscenza che la bozza del Decreto Semplificazioni introduce limitazioni alla libertà di azione dei sindaci che volessero tutelare i propri cittadini dall’inquinamenteo elettromagentico limitando l’insediamento di antenne e similari. Segno evidente che l’orientamento di questo governo, come dei precedenti del resto, è quello di assecondare le richieste delle aziende di telecomunicazioni e affini. La scelta di Colao a capo della taskforce per l’emergenza Covid 19 si sta rivelando per ciò che è realmente: l’insediamento di fatto delle multinazionali alla guida del Paese».

Dopo aver letto questa interessante intervista ci sono almeno tre “emergenze” che vorrei segnalare.

L’emergenza dovuta al Covid è questa: penso al frigorifero che segnala la fine della birra e ordina al supermercato la spesa e un drone te la consegna al balcone (una delle “notizie” riportate dal professor Grieco fra le caratteristiche del 5G) e mi dico che il Covid potenzialmente ha prodotto già questi effetti: so di molti amici anche giovani che non sono usciti per due mesi tra marzo e aprile e si son fatti recapitare la spesa a casa (sono prove, preparazioni?). Per me è aberrante già questo: la negazione del gesto fisico, cioè camminare e rapportarsi con le persone (ma questo succede da molti anni: mia sorella a Milano da anni fa la spesa a distanza).

La storia dei contagi che salgono e scendono è una burla o quanto meno un capro espiatorio per nasconderci gli effetti collaterali, per esempio la diffusione del 5G e tanto altro.

UIn’altra emergenza è la bufala (e la truffa) del Movimento 5Stelle che mi pare di capire essere totalmente prono al 5G; un discorso di Beppe Grillo di pochi giorni fa me lo ha confermato. Di Maio ha firmato l’accordo della Via della Seta (potremmo chiamarla “Via del 5 G”) con la Cina. Fa bene Crozza a sfottere: «Ma come? Beppe Grillo è contro la TAV in Val di Susa perché è contrario alla velocità inutile o poco utile, e poi pompa a mille l’ipervelocità delle connessioni col 5G». Poi c’è l’elemento Colao, che mi riporta a una riunione di capoccia delle telecomunicazioni dove c’era anche Jovanotti! Viene da esplodere per tutta quella gente che pensa Jovanotti sia una persona simpatica, un bravo artista. C’è gente che quando vado in bicicletta mi dice «Ah, fai come Jovanotti». Lui pedala in viaggi mediaticamente pompati per spacciarsi come personaggio popolare, leggero, sportivo, ecologico ma poi fa i mega concerti nelle spiagge contestato persone sensibili alla tutela della Terra: Jovanotti (come tante pop star) è complice di gente come Colao e i boss delle telecomunicazioni. Sapete qual è l’arma più pericolosa delle pop star? La mediocrità! Non esporsi mai, facendo finta di essere alternativi o “impegnati”, come Jovanotti.

23 agosto

Una signora affacciata alla finestra, davanti casa mia, mi fa segno di mettermi la mascherina. La conosco da poco, mi sembra affabile e gioviale. Con un sorriso le dico che sono fuori e non è indispensabile. Mi dice, un po’ sorridendo, che il virus «è democratico», può essere dovunque. Sorridendo anch’io le indico le automobili che ci assillano la vita nel Corso Cavour, bellissima strada dove abito da un anno. Allora lei mi dice che la sua finestra è sempre chiusa per non respirare «lo smog» e che suo marito ha preso un tampone di polvere nera sul vetro della finestra, lo ha fotografato e portato dal sindaco di Perugia. La signora mi dice anche che via Roma – sotto Corso Cavour – sarebbe effettivamente una “superstrada”, con tanti alberi e poche case che si affacciano nella via con finestre basse, e stranamente ci passano pochissime automobili. Partire dalla mascherina e arrivare a una questione quotidiana, concreta e molto pertinente con… i nostri polmoni. Altri dettagli sarebbero da affrontare con abitanti del quartiere e commercianti per indurre – un Sindaco di Perugia circa 15 anni fa lo aveva fatto – a chiudere il traffico in Corso Cavour. Come è stato fatto da pochi anni in un piccolo tratto del Corso (che sale dopo il semaforo verso le scalette di Sant’Ercolano) dove pizzerie, bar e negozi hanno beneficiato della chiusura al traffico: perché non può succedere la stessa cosa in Corso Cavour? Quindici anni fa – mi dicono – alcuni commercianti si lamentarono e così tornarono le scatole di metallo, plastica e veleno che esce dal culo!

LE IMMAGINI sono di Jacek Yerka (mooooolto amato qui in “bottega”)

QUESTO APPUNTAMENTO

Mi piace il torrente – di idee, contraddizioni, pensieri, persone, incontri di viaggio, dubbi, autopromozioni, storie, provocazioni – che attraversa gli scritti di Angelo Maddalena. Così gli ho proposto un “lunedì… dell’Angelo” per aprire la settimana bottegarda. Siccome una congiura famiglia-anagrafe-fato gli ha imposto il nome di Angelo mi piace pensare che in qualche modo possa fare l’angelo custode della nuova (laica) settimana. Perciò ci rivediamo qui – scsp: salvo catastrofi sempre possibili – fra 168 ore circa che poi sarebbero 7 giorni. [db]

 

La Bottega del Barbieri

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