Il nuovo libro di Angelo Maddalena e …

… e riflessioni sull’amnesia selettiva da coronavirus

61esima puntata dell’«Angelo custode» ovvero le riflessioni di ANGELO (per la precisione Angelo Antonio) MADDALENA per il lunedì della bottega

Ciao, dopo la primavera ricca di stimoli non poteva mancare una produzione pluriforme: libro grosso («Se canti non muori», uscito a maggio), poi «Santa Maria del cammino» con monologo e canzoni. Tutto è interconnesso ma il cd con il libretto ha una sua autonomia con 16 brani più un libretto di appunti e poesie, oltre i testi delle canzoni: scritti e versi di Biagio Accardi, Rilke, Adele S. Pantuso, padre Turoldo e… ancora.

16 tracce di “canto e cammino attento, consumando suolo e sandali”.

Le composizioni di questo disco sono scevre di strutture complesse e i brani si muovono spesso sugli stessi accordi. Quasi a beffarsi di certa musica colta o delle ricche armonie jazz. Canzoni che si avvicinano più a una logica punk tipica di band italiane come gli Skiantos. Resta appunto l’essenziale: lo sferragliare della chitarra che accompagna testi diretti e attuali ma non poveri di alta poesia. A tratti le rime sfiorano il catartico, mentre in altri momenti l’autoironia sembra quasi servire da terapia per affrontare con sfacciataggine le difficoltà della vita. Dolci ispirazioni le tracce che evocano il legame di Antonio con la madre; legame raccontato con gli occhi di un romantico viaggiatore che raccoglie e racconta “fotografie” di un mondo attraversato con attenzione, consumando suole e sandali. Così ha scritto Biagio Accardi, in luglio.

E la collaborazione con Biagio Accardi colora almeno 7 brani su 14. Ci sono tre poesie e tracce parlate (testi di Turoldo e di Edgar Morin) con voci di donne legate all’autore e a Maria – sua madre – che ha ispirato almeno due canzoni.

Il cofanetto ha un libretto con i testi e alcune poesie extra, tutto a colori, copertina e retrocopertina con foto di Chiara da Montefiascone. Totalmente autoprodotto e autofinanziato.

Per chi volesse sostenere l’autoproduzione del disco la proposta è sempre la stessa: ciù ghe semu e ciù riemu, come dicono in Liguria di estremo ponente: più siamo e più ci divertiamo. E più siamo disposti a donare più possiamo sostenere e sostenerci.

Chi volesse partecipare alla produzione del cofanetto – già in fase di stampa – può mandare un contributo libero, sia come preacquisto di uno o più copie del cofanetto, sia come donazione di «sostegno forte»: fra 50 e 200 euro può scegliere di ricevere in cambio un numero di cofanetti corrispondenti alla cifra oppure se ricevere alcune copie e lasciare un contributo alla produzione senza necessario contraccambio intero di numero di copie, come uno sponsor conviviale diciamo, nello spirito della provvidenza e della povertà che guidano il nostro cammino.

1 copia del cofanetto (cd e libretto interno con testi di canzoni e altri extra) = 20 euro comprese le spese di spedizione

2 copie= 30 euro comprese le spese di spedizione

3 copie= 40 euro

Questa formula vale soprattutto per chi prenota e pre-paga entro il 20 agosto

Per i gruppi e le comunità (ma anche per chi volesse preacquistare almeno 5 copie) la proposta è 10 euro a copia.

SI PUO’ PAGARE:

con ricarica poste pay: 5533 1710 9967 3234

per bonifico su IBAN: IT69 E360 8105 1382 3177 3631 776

A mente fredda… per fermare l’amnesia selettiva

Perché ogni giorno continuano a martellarci con l’aumento e il calo dei contagi delle persone affette da coronavirus? Perché non dicono il numero di persone ammalate o malformate o morte prematuramente a causa delle polveri sottili (pm 10 e pm 2,5)? Perché non ci raccontano le vite devastate degli abitanti di Taranto e dei dintorni dell’ILVA? Non c’era un piano per bonificare l’ILVA? Il Movimento 5S non si era impegnato in questo senso? E Siracusa, Priolo, Piombino…?

Impressionante l’amnesia selettiva che continua a penetrare o trapanare il nostro immaginario, tramite le notizie di stampa, tv e radio (io da qualche giorno ascolto Radio Subasio e a ogni notiziariotorna la solfa dei contagi che salgono e scendono). A fine aprile un responsabile dei vigili di Verona aveva auspicato di non vedere più troppe automobili per le strade con una sola persona, perché il virus attacca i polmoni, e se i polmoni sono sotto attacco da sostanze tossiche provenienti dagli scarichi delle automobili, i nemici da affrontare sono due. Ma «noi certo non lo amiamo questo coronavirus ma il nostro modo di vivere e di pensare l’ha favorito in tutti i modi» come scrive Rosangela Pesenti. Allora parliamoci chiaro: se non lo vogliamo il virus non dobbiamo neanche fomentarlo, se no andiamo a fare in culo con tutte le nostre finte preoccupazioni paranoiche e con i contagi che salgono e scendono. Facciamo qualche esercizio di anti amnesia selettiva.

Maurizio Martucci sulla rivista L’altrapagina di luglio/agosto – nel suo contributo dal titolo La rana bollita, centrato sui rischi del 5G – parla di un aspetto noto ma attutito con l’amnesia selettiva: «il Congo è il Paese più ricco di Coltan ed è il secondo Paese più povero al mondo, evidentemente qualcosa non torna». Il Coltan serve per far funzionare le schede dei nostri telefonini, che continuiamo a comprare ossessivamente. «Le condizioni di lavoro nelle miniere sono inumane, e ci lavorano anche bambini di 7 anni, per una paga media di 4 dollari». Poi ci sono i magneti, fatti di neodimio, che permettono la vibrazione nei microfoni, negli amplificatori, nella videocamera. La più grande miniera (97% della produzione mondiale) di neodimio si trova nel Baotou, nel Nord della Cina. Per ogni tonnellata di neodimio se ne produce una di rifiuti e 705 mila litri di acqua acida. «L’industria riversa tutto in un enorme lago-discarica di 11 Kmq: 600 mila tonnellate di rifiuti ogni anno. L’area è altamente radioattiva. Interi villaggi sono spariti ma esistono zone contaminate ancora abitate, dove si vive meno di 40 anni» ricorda ancora Martucci.

Ecco un pugno alla nostra coscienza borghese e occidentale. Ma perché non ci dà fastidio come le notizie dei contagi che salgono e scendono? Per una sorta di anestesia selettiva? Perché temiamo e ci preoccupiamo per il virus e non consideriamo i veleni che noi contribuiamo a fomentare nelle miniere di Coltan e di Neodimio?

Quando leggo le parole «villaggi spariti» mi viene da rabbrividire: è uno Tsunami continuo con villaggi spariti, radioattività, morti a 40 anni. Peggio di uno Tsunami, perché è continuo e “voluto”: è una Fukushima continua, una Chernobyl senza fine.

Torniamo al coronavirus, tentando una valutazione a mente fredda, per guardare oltre i contagi che salgono e scendono. L’APP Immuni non sembra decollare. Millennium – mensile de Il Fatto Quotidiano – di agosto riporta un articolo interessante dove si spiega che dal 2009 esiste un GHSA, Global Health Agenda per prevenire le pandemie, però è stato foraggiato molto poco dagli Stati membri: l’Italia per esempio non ha sborsato un soldo negli ultimi 10 anni. La quota doveva essere in totale era di 1 miliardo e mezzo di dollari, solo gli USA hanno stanziato 700 milioni, per il resto… ciccia! E’ interessante notare che sarebbe bastato stanziare fra 1,7 e 3 miliardi di dollari per risparmiarne 30, cioè i miliardi andati in fumo a causa della diffusione del virus. «Per via dell’incapacità di bloccare il virus sul nascere, i governi hanno distrutto le loro economie adottando le arcaiche e drastiche misure di contenimento con le quali si combatteva la peste nel 1600» accusa J. D. Michel, esperto di antropologia della Sanità all’Istituto degli studi internazionali e dello sviluppo di Ginevra. C’è da ricordare anche le parole di Raul Zibechi riportate dalla rivista «L’altrapagina» a marzo 2020: «Le misure che vengono prese aggravano l’epidemia. Lo Stato sospende la società nell’isolare e confinare la popolazione nelle sue case, proibendo perfino il contatto fisico». E’ importante ricordarsi queste parole, non perdere la memoria e la lucidità, evitando di soccombere a quella che diverse voci chiamano “infodemia” cioè l’aggravarsi della salute mentale e della confusione di noi tutti a causa della valanga di notizie martellanti, obnubilanti e non chiarificanti, come avremmo bisogno. Per coltivare un’informazione sana e corretta occorre “tempo e voglia”, coscienza del danno dell’informazione facile e superficiale.

Negli ultimi mesi mi è capitato di parlare con persone più o meno coetanee, sentendomi dire che Carlo Giuliani se l’è cercata a Genova nel 2001.

Pochi giorni fa mi è tornata da un fumetto l’immagine di Cristoforo Colombo e della regina Isabella che gli fornisce le tre navi per andare a “scoprire” l’America. Mi chiedo quanta potenza c’è in una narrazione che si impone e si protrae nei decenni e nei secoli. Ci raccontano la conquista dell’America come un viaggio di tre navi guidate dall’eroe incaricato dalla Regina: una favoletta.

Se oggi non smontiamo la “favoletta” del Covid perdiamo la possibilità di capire e agire, spiegare, dialogare. Smontiamo queste valanghe di notizie terrorizzanti e paralizzanti prima di rinchiuderci nuovamente in casa. Stavolta potrebbe essere più pericoloso, anche per il nostro immaginario.

Allora liberiamo la mente, apriamo le acque e le arie!

QUESTO APPUNTAMENTO

Mi piace il torrente – di idee, contraddizioni, pensieri, persone, incontri di viaggio, dubbi, autopromozioni, storie, provocazioni – che attraversa gli scritti di Angelo Maddalena. Così gli ho proposto un “lunedì… dell’Angelo” per aprire la settimana bottegarda. Siccome una congiura famiglia-anagrafe-fato gli ha imposto il nome di Angelo mi piace pensare che in qualche modo possa fare l’angelo custode della nuova (laica) settimana. Perciò ci rivediamo qui – scsp: salvo catastrofi sempre possibili – fra 168 ore circa che poi sarebbero 7 giorni. [db]

 

La Bottega del Barbieri

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