Il ritorno del Marte-dì

1) pausa nell’invasione della «blottega» mart-ziosa; 2) Aldiss fra disastri e meraviglie; 3) grand’Adams mancato; 4) qualche link per gradire.

1.

Noterete oggi l’assenza dei «cyborghesi». Infatti dopo le avventure del FefaFo, piacevoli ma faticose, stanno rifiatando. Torneranno a marzo probabilmente. Ma altri “invasori” si annunciano: li accoglieremo con grandi feste.

2.

Considero «Ai – Intelligenza artificiale» (del 2001) di Steven Spielberg uno dei suoi film più brutti; riflettendo meglio lo giudico anche una delle pellicole di fantascienza peggio riuscite fra quelle (tantine) che conosco; e se ci penso un altro po’ mi sa che lo metto nell’elenco dei «10 film più brutti della storia del cinema». Come avrete capito «Ai» non mi è piaciuto. Fors’anche perché mi aspettavo molto: era stato presentato come il film che Stanley Kubrick (yuk yuk) avrebbe voluto fare, lasciato in eredità a Spielberg (così così) tratto da una storia di Brian Aldiss (del quale penso più bene che male). Così quando Urania ha portato in edicola – una ristampa ma tanto l’originale non lo avevo preso – il racconto di Aldiss che aveva “stregato” Kubrick, beh sinceramente ho fatto fatica ad accostarmi senza pregiudizi. Però ci ho provato, ricordando che un altro sciapo (ma che dico? bruttissimo) film di fantascienza, cioè «L’uomo bicentenario», fu tratto dal bellissimo (ma che dico? meraviglioso) racconto omonimo di Asimov. Così spendo i miei 4,90 eurini per le 224 pagine di «Supertoys che durano tutta l’estate» (traduzioni di Riccardo Valla) e mi accingo, con animo pacificato, a leggere. L’introduzione aldissiana è del tutto inutile, invecchiata e abbastanza indisponente:una decina di pagine da cestinare. Ed ecco il racconto (con due seguiti) ispiratore di «Ai». Che Aldiss scriva bene lo sapevo già; che non sempre si possa azzeccare la storia è un fatto noto. Quel che fatico a capire è cosa abbiano trovato Kubrick e l’erede Spielberg in questo mediocrissimo racconto nato vecchio e al quale le due appendici aggiungono quasi nulla. Ma, per l’appunto, Aldiss sa scrivere e ogni tanto azzecca anche le storie: così alcuni degli altri 16 racconti sono piacevoli. Anzi, almeno due – «La vecchia mitologia» e «Quando ci si de-testa» – sono genialmente cattivi e dunque valgono da soli la spesa. E se poi vi piacciono le citazioni/riscritture di Shakespeare c’è anche quella. Il miglior Aldiss caccia via quello cattivo. A completare questo numero note sull’autore e un reportage dal festival di Trieste (assai migliore quello di Fabrizio Melodia su codesto blog). In coda le belle sorprese: a marzo arrivano in edicola «Psico-attentato» del mio amato Robert Sawyer e «La via delle stelle» della mia amatissima Alice Sheldon, che si firmava però James Tiptree Junior: non fateveli scappare. Intanto è già sul mio tavolino «Il viaggio di Tuf» di George R. R. Martin (targato Millemondi Urania: 7,50 euri per 400 pagine): un prossimo Marte-dì ne parliamo.

3.

Se sentire parlare di una trasmissione – «42» su Radio Capital – che si ispira alla famoooooosa «risposta» di Douglas Adams… non cascateci: il colpo di genio di Adams è solo un pretesto. Tanti anni fa cercammo (io e Riccardo Mancini) di incamminarci nell’impervio sentiero di partire dalle risposte per arrivare alle domande… magari ve lo racconto un altro Marte-dì.

4.

Ho un sacco di link, utili ma troppi. Eccone due, gli altri fra 7 giorni.

Il primo riguarda «il Premio Italia» che da quest’anno è aperto a tutti coloro che hanno partecipato ad almeno una Italcon dal 1972 a oggi. Ci sono altre novità (nuove categorie, eccetera) che potrete leggere in questo articolo, che contiene anche le modalità per segnalare il proprio diritto a far parte dei votanti: http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/19674/premio-italia-2015-aperte-le-segnalazioni/. Ulteriori informazioni qui: http://www.worldsf.it/?page_id=87

Il secondo è questo: http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-0e0b6fb2-014d-4dde-bc91-a7beb045bf4d-podcast.html: buttateci un occhio, anzi un orecchio, insomma fate voi.

 

redazione bottega
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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