Il virus blocca le bonifiche del cemento-amianto?

di Vito Totire (*)

LE BONIFICHE DELL’AMIANTO AI TEMPI DEL COVID 19

Il governo ha inteso consentire le attività del codice ATECO 39.00 e vietare quelle del codice ATECO 39.00.01 ?

Al Presidente del Consiglio

Alla Prefettura di Bologna

Al Sindaco di Casalecchio di Reno

Al DSP Ausl Bologna

Il territorio del Comune di Casalecchio – “caso” certo non unico in Italia – attende da lunghissimo tempo un intervento di bonifica del sito industriale dismesso denominato ex-Norma.

Il percorso di bonifica ha subìto, a nostro avviso, troppi e ingiustificati ritardi, proroghe incomprensibili alla luce di una congrua valutazione del rischio che noi abbiamo fatto assieme ad abitanti dell’area: una gestione complessiva centrata sulla delega al privato piuttosto che su una cabina di regia gestita dalla sanità pubblica.

Ora si ventila un ulteriore rinvio della fine del lavoro , ancora oltre il limite dell’ultima proroga al 31 marzo 2020.

Abbiamo detto agli enti interessati e alla cittadinanza che l’ultimo intervento dovrebbe essere di bonifica integrale e definitiva. La sanità pubblica e l’autorità sanitaria locale hanno preferito inopinatamente delegare la scelta del metodo di intervento alla proprietà abdicando, a nostro avviso, al proprio ruolo.

Certamente si tratta di soggetti che hanno una visione diversa da quelle che Giulio Maccacaro ebbe della Usl…

La storia è lunga e cerchiamo di sintetizzare. Ora la “motivazione” dell’ennesimo slittamento sarebbe il decreto governativo riguardante le attività produttive consentite e quelle vietate causa coronavirus. Ovviamente non faremo, in questa sede, una disamina di tutti i codici ATECO delle attività consentite anche se, pure ad una rapida lettura, saltano agli occhi “concessioni” stupefacenti (a esempio fabbricazione di macchine per l’industria del tabacco). D’altra parte nessuna istituzione sanitaria e politica pubblica ha – neppure timidamente – sollevato il problema della sinergia tra fumo di sigarette e aggressività del virus.

Nelle maglie dei codici ATECO qualcuno troverà probabilmente autorizzazione a continuare la fabbricazione di armi…; ma quello che vogliamo affrontare qui è: il decreto vieta le bonifiche del cemento-amianto?

Suggeriamo alla Prefettura di Bologna – che segue con attenzione e diligenza la vexata questio della ex-Norma – di esprimere un parere o di girare un quesito (da qualche anno si usa il termine di “un interpello”) al presidente del Consiglio, giuseppe Conte.

L’interpello è semplice: è da considerarsi inibita l’azione di bonifica del cemento-amianto?

In verità non risulta divieto per il codice ATECO 39.00 (attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti). Vero è che la bonifica del cemento-amianto ricade più precisamente nel codice 39.00.01; è possibile che il presidente del Consiglio dando via libera al codice ATECO 39.00 abbia voluto includere anche i sottogruppi dello stesso. Pure è possibile che il legislatore – come dicono forbitamente i giuristi – minus scripsit quam voluit (il latino potrebbe non essere perfetto, nel caso ce ne scusiamo, ma il concetto è chiaro) cioè ha scritto – dando per implicito – meno di quello che avrebbe voluto. SE POI IL DECRETO VA AL PARLAMENTO…

Rimane un quesito, al di là della esegesi della fonte, difficile peraltro per noi che non frequentiamo facebook.

Avrebbe senso procrastinare un intervento di bonifica che – a ben vedere – “meritava” di essere già stato fatto da anni ?

Ha senso fermare le bonifiche del cemento-amianto, un rischio sanitario e ambientale che rimane pericolosamente diffuso e ubiquitario sul suolo del Paese a 28 anni dalla legge 257- 92 (NORME PER LA CESSAZIONE DELL’USO DELL’AMIANTO) se tante altre attività non sono state fermate e se si consente addirittura il lavoro notturno nella macellazione dei polli – come ha denunciato il blogger ecologista Davide Fabbri – ben sapendo che il lavoro notturno è fonte di distress, di maggiore vulnerabilità e rischio cancerogeno per i lavoratori esposti? Per non parlare del triste destino dei polli…che vuoi per la QUARESIMA vuoi per norme di igiene alimentare si potrebbe evitare…

In effetti gli interventi di bonifica devono essere condotti con tutte le misure di prevenzione primaria e con le (ormai note al pubblico) mascherine FFP3 che, pare, siano mancate troppo spesso agli operatori sanitari ma che costituiscono protezione minima necessaria per più di un rischio.

Chiediamo ovviamente che la bonifica venga realizzata con la’asportazione integrale del cemento amianto e soprattutto esigiamo che VENGA FATTA.

Viceversa: una volta la bonifica slitta perché c’è umidità, una volta perché c’è vento, POI OGGI IN PROVINCIA DI BOLOGNA NEVICA… Una volta non si fa perché c’è il virus …

Ma se sono fondate (pensiamo di sì, purtroppo) le previsioni dell’epidemiologo Paolo Vineis c’è il rischio che dopo questo coronavirus ne arrivi un altro. La comunità scientifica ha sempre “suggerito” che un impianto industriale dismesso venga bonificato subito. Come avrebbe dovuto essere bonificato da un pezz il sito significativamente definito “ex-Norma” ma che è ormai diventato “ab-normal” …

(*) Vito Totire è portavoce di AEA, l’Associazione esposti amianto e rischi per la salute

LA VIGNETTA – scelta dalla “bottega” – è di Mauro Biani.

 

La Bottega del Barbieri

Un commento

  • Daniele Barbieri

    e oggi Vito Totire ha ricevuto questa risposta dal sindaco di Casalecchio.

    Oggetto: RISCONTRO A NOTA DEL 26 MARZO 2020 SU BONIFICHE CEMENTO-AMIANTO
    Buongiorno Dott. Totire,
    in riferimento alla sua nota del 26 marzo u.s. (p.g. n.8591/2020), si comunica che in data odierna 27.03.2020 la Società Norma, dopo aver depositato il necessario Piano operativo all’Azienda USL ed atteso il necessario parere, ha iniziato le attività di rifacimento del trattamento incapsulante per le coperture in amianto del capannone Santa Lucia presso lo stabilimento di Via Micca 8 a Casalecchio di Reno. Le attività, salvo avverse condizioni meteo, dovrebbero durare circa 5 giorni. Tale attività completa le bonifiche attuate negli anni scorsi dalla ditta Norma sugli altri capannoni dello stabilimento.
    Il Comune di Casalecchio di Reno ha già trasmesso comunicazione dei lavori alla Prefettura di Bologna.
    Cordiali saluti
    Casalecchio di Reno, lì 27/03/2020 13:20:42
    IL SINDACO MASSIMO BOSSO (Sottoscritto digitalmente ai sensi dell’art. 21 D.Lgs n 82/2005 e s.m.i.)

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