Ballando ballando: appestare la Sardegna

 

dopo il servizio di Report ne scrivono Emiliano Deiana e Stefano Deliperi

se uno ha la forza, guardi questi pochi minuti (qui) trasmessi da Report, ieri sera , e magari tutta la puntata (qui potete vederla, invece qui un riassunto-racconto della storia) e poi capirà, se non lo sapeva, in che mani siamo, a volte di assassini, in giacca e cravatta, dappertutto (leggi qui).

c’è un giudice a Berlino ?

 

Come far appestare un’Isola e mezza Italia

Report, diretto da Sigfrido Ranucci, è una delle migliori trasmissioni televisive di approfondimento giornalistico del panorama nazionale.

Lunedi 9 novembre 2020 ha dedicato un servizio giornalistico su come e perché la ripresa dei contagi in Sardegna – e conseguentemente nel resto d’Italia – è stata facilitata da come è stato gestito l’intrattenimento notturno nei luoghi del turismo.

Nella Sardegna covid free – così come veniva definita nell’estate scorsa – il mantenimento dell’apertura di discoteche e locali notturni con tanto di affollamenti di vacanzieri provenienti da ogni parte garantito dall’ordinanza presidenziale n. 38 dell’11 agosto 2020 è stata una delle attività che hanno drammaticamente favorito la ripresa della diffusione della pandemia nell’Isola.

Tutti ricordiamo l’entusiasmo del commissario regionale leghista on. Eugenio Zoffili, prima distintosi nel chiedere e sostenere il provvedimento, poi nell’impegno strenuo contro invasori untori rappresentati da qualche decina di bambini e adulti di colore scuro non per l’abbronzatura estiva.

Tutti possiamo anche leggere l’ordine del giorno consiliare n. 39 dell’11 agosto 2020 proposto dagli on.li Francesco Paolo Mula (P.S.d’Az.), Angelo Cocciu (F.I.), Michele Cossa (Rif. Sardi), Francesco Mura (F.d’I.), Dario Giagoni (Lega per Salvini premier), Roberto Caredda (Gruppo Misto), Gian Filippo Sechi (U.D.C- – Cambiamo!), Giuseppe Meloni (P.D.), Valter Piscedda (P.D.), Gianfranco Ganau (P.D.), Roberto Deriu (Liberi e Uguali), Daniele Secondo Cocco (Liberi e Uguali)  e approvato dall’aula consiliare con cui è stata impegnata la Giunta regionale “sentito il comitato tecnico scientifico, a valutare l’opportunità di adottare atti idonei a rendere possibile l’apertura di tali esercizi, nel rispetto, qualora fosse possibile, di norme che garantiscano la sicurezza e il distanziamento”.

Nessuna pubblicità sul parere del Comitato tecnico scientifico, anzi dubbi perfino sulla sua esistenza.

Tutti ora conosciamo quanto hanno dichiarato l’on. Angelo Cocciu (F.I.) e l’on. Giovanni Satta  (P. S. d’Az.), parole che disegnano una pavida decisione del Presidente della Regione autonoma della Sardegna on. Christian Solinas, i suggerimenti da parte di numerosi esponenti della maggioranza di governo regionale e le pressioni da parte di imprenditori della notte.

Le drammatiche conseguenze di questi disinvolti comportamenti e atti sono sotto gli occhi di tutti. E non se ne vede la fine.

Sul piano delle eventuali responsabilità di ordine penale faranno luce (speriamo!) i procedimenti aperti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, tuttavia un minimo sussulto di decenza porterebbe alle dimissioni immediate di chi ha messo gli interessi economici (ed elettoralistici) ben davanti all’interesse pubblico della tutela della salute dei cittadini.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

da qui

 

 

REPORT E SARDEGNA – Emiliano Deiana

Sul conato arrivato sentendo ciò che in realtà sapevano anche le pietre potrei anche tacere.

In un mondo normale domani, in Sardegna, si terrebbero le nuove elezioni regionali.

Ma non viviamo in un mondo normale.

Se c’è questo parere del Comitato Tecnico Scientifico lo tirino fuori velocemente perché altrimenti le istituzioni autonomistiche perdono anche il residuo di credibilità che gli rimane.

Se il parere non c’è si dica che hanno preso una decisione politica perché i soldi di pochi valgono più della salute di tutti i sardi.

Ma una cosa voglio aggiungerla.

Sulla trasmissione: Report ha traslato la problematica. Ha fatto credere che siano i sardi ad aver contagiato il resto d’Italia. Mentre il VIRUS è arrivato sulle ali dei turisti arrivati senza assicurare nessuna precauzione sanitaria per i sardi.

Le vere vittime di questo “contesto” malsano sono i sardi e la Sardegna.

Perché nessuno – il Governo in primis – non ha proibito l’invasione di torme di turisti, senza controlli sanitari in ingresso che hanno fatto ammalare primi far tutti i lavoratori sardi del turismo.

Venivano, questi, dopo aver fatto il giro d’Europa: da Ibiza a Malta. Per poi sbarcare in Costa e impestare tutto l’impestabile.

Report conferma come i sardi siano un inciampo della storia.

Di cosa succede qui, oltretirreno, non ne frega nulla a nessuno.

Questo ci dovrebbe consigliare che serve – oggi più che mai – una classe politica che ha testa e cuore in Sardegna, che il modello turistico fin qui costruito è un modello dello sfruttamento e del vassallaggio moderno, che la nostra terra ha diritto ad autodeterminarsi in maniera autorevole e umana.

Al posto della disumanità autoctona e continentale che abbiamo subito e continuiamo a subire.

Diceva un poeta francese: “esiste in mezzo al tempo la possibilità di un’isola”.

Sta a noi riprendere in mano la nostra vita e il nostro futuro.

da qui

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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