Inferno, Purgatorio e Paradiso: dunque Urania

db nella parte di Dante vi porta fra «Strani mondi», antologia tutta italiana di fantascienza

Oggi mi sento onnipotente (e dunque un po’ stupido) perciò piazzerò chi mi pare in Paradiso, nel Purgatorio e all’Inferno. Come dite? “Uno degli ultimi papi ha spiegato che il Purgatorio era un mezzo scherzo”…e mo’ chi glielo spiega a Dante e a quelli che per comprare “indulgenze” si sono dissanguati?

Facciamo conto che io non ho saputo di questa novità. Perciò mi attengo al vecchio trio Ipp.

Ma non crediate che mi appresti a sbattere un po’ di contemporanei nel mio aldilà; ben più miseramente recensirò il drappello di autori e autrici – tutte/i made in Italy – dell’antologia «Strani Mondi» che Urania ha mandato in edicola (382 pagine per 7,90 eurini) pochi giorni fa.

Paradiso per Giulia Abbate ed Elena Di Fazio che portano chi legge in Antartide: vi garantisco che il colonnello Angelina Nebula ma anche il misterioso (forse) siberiano Lilin vi rimarranno in testa per un bel po’. Nel mio privato Paradiso spedisco anche – nonostante alcuni peccatucci – Franci Conforti e Davide Del Popolo Riolo (questo ultimo per favorire il turismo spaziale propone di affittare cadaveri e se la cosa vi inquieta vuol dire che non siete mai state/i nei viaggi organizzati degli umani nostri contemporanei). Paradiso per Clelia Farris: «Geografia umana» è costruito su alcune idee splendide, per esempio portando alle estremissime conseguenze la prassi (per ora molto yankee e molto “star system”) di contrattualizzare ogni relazione affettiva; l’ultima frase del racconto vale oro. Finiscono in Paradiso anche il racconto (di Lukha B. Kremo) con il titolo più lungo – «Ipersfera solo per maggiorenni e fino alla morte» – e quello più originale, ovvero «Essere ovale» di Alessandro Vietti.

Nel mio personale Purgatorio (un luogo che capisco poco e forse viceversa?) colloco il racconto di Nicola Fantini: so di correre un rischio perchè legioni di fans del grande Jonathan Swift potrebbero aggredirmi ma che volete farci? Sono un tipo coraggioso io. Purgatorio anche per il racconto che (bel paradosso no?) intitolato «L’inferno dentro», scritto a 4 mani da Lorenzo Fontana e Andrea Tortoreto. Ho molto amato alcuni scritti di Maico Morellini ma stavolta lo colloco nel “limbo”… scusate volevo dire in Purgatorio. Idem per altri tre: la fantastoria di Piero Schiavo Campo, «Blue Infernalia» (altro paradosso, visto il titolo) di Emanuela Valentini e «Orbita pericolosa» di Alain Voudì.

Inferno. Non ho invece amato i racconti di Sandro Battisti, di Dario Tonani e di Claudio Vastano: tutti ben scritti ma mi sembrava di averli già letti e per questo bruceranno nelle mie fiamme. Voce dal fondo: «dibì te stà a coce er cervello». Si inserisce il coro: «ma da mo».

Che altro?

L’introduzione di Franco Forte è pigrissima. Interessante invece la (doppia: una lunga e una breve) postfazione di Silvio Sosio su «L’età dell’oro della fantascienza italiana» – allora non siamo più in periferia? yukyuk – e «Il premio Italia». Visto che siamo in clima quasi religioso confesso di non conoscere Leonardo Patrignani ma chiedo l’assoluzione per aver collaborato al progetto Osnon (non sapete cosa è? Neanche io e, se guardate per un verso e per l’altro, ve l’ho pure scritto).

C’è qualcosa da aggiungere? Arrivati a pagina 191 dovrete fare i conti con un lipogramma, state accuorti. Se fra voi ci sono numeromaniaci godranno da pazzi a pagina 261. Infine avviso Fabrizio Melodia – l’astrofilosofo della “bottega” – che a pag 141 c’è pane per i suoi denti ovvero si accenna a un libro intitolato «Filosofia della fantascienza».

Aspettando da voi insulti, lodi e paraponzi (oppure il vostro personale Ipp) vi spiego – con le parole di Urania (ma in retenon sul cartaceo) – cosa sono gli oggetti che appaiono sulla copertina di questo Urania-Millemondi. Si tratta di Space Debrisdetriti spaziali – «le cui orbite sono costantemente monitorate da Nasa, Esa, Roscosnos, Cnsa, Isro e Jaxa per garantire la sicurezza dei corpi orbitali davvero importanti per l’umanità: le stazioni spaziali, i satelliti meteorologici, di telecomunicazione e di geoposizionamento… E non sempre distinguere i secondi dai primi si rivela un lavoro non facile. Allo stesso modo, è difficile ma importantissimo selezionare, fra la massa di “rumore bianco” di romanzi e racconti che vengono pubblicati ogni ogni anno, quelle voci capaci di distinguersi davvero ed elevarsi per qualità e significato». Se la metafora vi è oscura fatevi una doccia.

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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