INFLAZIONE INFORMATIVA

(di Pabuda)

 

l’inflazione

di non richiesta    insetto-foresta-amazzonica

informazione telematica

è un po’ come stare

 da esploratore ottocentesco

al sorgere del sole

sull’amaca

a dormicchiare

tra due begli alberi

dai ritti fusti –

due fustacchioni –

in piena foresta amazzonica.

hai presente?

certamente tieni a mente

la ridondanza di moscerini,

i mosquitos a legioni,

la ripetitività

di cocciute farfalle

(e si sa: ce n’è di brutte,

ce n’è di belle)

e di sconosciuti mosconi.

per forza di cose

si reagisce

con foga inconsulta

dando violente manate

a destra e a manca

finendo per far massacro

di bestiole a sei zampe

(senza offesa) inutili e moleste,

dotate – sembrerebbe –

soltanto di brutte alette

e di pungiglioni,

si dimezzano a schiaffi casuali

 i ripetuti doppioni

privi d’interesse entomologico

scientifico o poetico-pittorico

ma

nella smania di trovar quiete

s’eliminano dal pianeta

anche bestiette mai viste,

soggetti interessantissimi

o qualche ultimo esemplare

d’una specie d’insetto

quasi

in via d’estinzione.

quando t’accasci disfatto

per l’ultimo scampolo

di pisolino sudato

ormai il danno

è bello che combinato:

mica lo ritrovi quell’inset…

come una notizia vera

e d’un certo interesse

infrattata

in mezzo alla fuffa

dell’internet!

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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