James Blish che costrinse db allo spoiler

Rivelazioni e omissis intorno a «A Case of Conscience» che in italiano è «Guerra al grande nulla»

PREMESSA: volgarmente “metto le mani avanti, così se casco non mi faccio male”

Gli appassionati di cinema ricorderanno che il titolo «L’uomo che uccise Liberty Valance» è ingannevole: non fu il giovane avvocato squattrinato e idealista (ma poi senatore a furor di popolo) Ransom Stoddard – James Stewart nel film di Ford – a far fuori il catti/cattivissimo bandito Valance. Ma che importa? Qualcuno spiega a Stoddard che “nel west fra leggenda e verità vince sempre la prima”.

La sto tirando lunga? E’ che ho “un caso di coscienza”, proprio come il titolo del libro di cui vado a parlarvi. Per convincervi a leggerlo – e ragionarci su – devo svelarvi (fare spoiler è il termine alla moda) la trama? Oppure ingannarvi con un po’ di belle ciance? Io però non sono Stoddard o Ford o Liberty Valance (tantomeno sono il West) e dunque vi lascio scegliere.

Se vi fidate dei miei consigli libreschi smettete di leggere qui e andate a prendere in edicola l’ennesima ristampa Urania – nella vecchia traduzione di Giorgio Severi – di «A case of Conscience» (in italiano «Guerra al grande nulla», anche il titolo è un filino spoiler) di James Blish: Gran libro, nonostante i difettucci. E forse vi farà venir voglia di vedere più da vicino (*) i legami fra la buona fantascienza e le religioni.

Se preferite lo spoiler … proseguite pure.

FILI DELLA TRAMA

La storia inizia, nell’aprile 2049, su Lithia, un pianeta di Alpha Arietis piuttosto simile alla Terra ma abitato da rettili intelligenti che hanno raggiunto la civiltà pur non avendo ancora le tecnologie per il volo interstellare. I lithiani accolgono benissimo i primi terrestri in visita. Ramon Ruiz-Sanchez, biologo e gesuita terrestre (peruviano, se volete pignoleggiare) si turba assai ma proprio assai nel vedere che gli abitanti del pianeta Lithia vivono in modo etico pur se non hanno i concetti di peccato, dio, religione. Niente delitti e niente Dio… a lui pare sospetto, anzi estremamente pericoloso. Ne deduce che quel popolo – anzi l’intero pianeta – è una invenzione del Grande Nemico (più spesso detto demonio). E nel finale nooooo quello non lo rivelo; però il titolo già parla di guerra. Ma…

Ma il gesuita verrà colto dal dubbio di essere un eretico (può il diavolo creare o quella è prerogativa di Dio?). Perfino il papa – Gregorio VIII, se proprio ci tenete a saperlo – però lo rassicurerà: “Ramon spara al cuore” (no, scusate quello è Sergio Leone) insomma colpisci duro gesuita mio, perchè quello è proprio il demonio… però meglissimo non dirlo in giro; molto gesuitico direi.

ALTRA COMPLICAZIONE

L’intreccio, anche teologico, si complica perchè – strada facendo – il gesuita porta sulla Terra un uovo lithiano (o è un cavallo di Troia?) che crescendo diventerà Egtverchi ovvero «l’unico rettile dell’universo con genitori mammiferi» ma soprattutto «commentatore di notizie alla tv, Egvterchi era il primo oratore televisivo che avesse un pubblico composto per metà di intellettuali disingannati e per metà di ragazzini entusiasti (e pericolosi – aggiungo io). Era un fenomeno senza precedenti». Senza precedenti nel 1958 sì; oggi tanti piccoli apprendisti Egvtercgi sono fra noi. O almeno così pare a me.

LIBRO PARTICOLARMENTE CONSIGLLIATO…

a joyciani anche dilettanti, a studiosi del Manicheismo, a innamorati di Paul Klee, a chi guarda le api con ammirazione, a fans delle «Norme per la discussione» (**) di Schopenhauer. Ma non posso dirvi il perchè. C’è un liiiiiiiiiiiiiiiiiiiimite anche al più infame spoiler.

ANCHE IO HO UN CASO (piccolo eh?) DI COSCIENZA

Nel dirvi che «Guerra al Grande Nulla» è un ottimo libro – pur con qualche piccola incongruenza e un finale stranamente tirato via – devo confessarvi (notate, care pecorelle, la terminologia religiosa) due peccati, non saprei se veniali o “mortali”.

Confesso – e mi pento – di aver letto (tre volte almeno) solamente l’edizione Urania, che non è integrale.

Pure confesso e ancor più mi pento di non conoscere i successivi libri di Blish – ovvero Doctor Mirabilis (non tradotto), Pasqua nera e L’apocalisse e dopo – che i meglio informati mi dicono in qualche modo formare una “serie”. Mannaggia che buco: db questa ti costa 100 anni di Purgatorio.

COME SI FA NON VENDERSI L’ANIMA?

Molto vorrei rimediare ai peccati suddetti. E se dunque qualcuna/o di voi che leggete codesto post mi regalasse (o anche prestasse, eh?) i libri su-citati io forse potrei accettarli, ovviamente dopo aver recitato 300 Ave o Maria, a scelta in latino o in lithiano.

(* ) la “bottega” è piena di post – miei e altrui – che incrociano fantascienza e religioni; magari partite da qui: Gesù e altri alieni

(**) in italiano è tradotto – ma chiedo conferma all’astrofilosofo Fabrizio Melodia – con il titolo «L’arte di ottenere ragione esposta in 38 stratagemmi»

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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