Joe Lansdale, versione teppista

Il meglio del blog-bottega /94…. andando a ritroso nel tempo (*)

ilMeglio-Lansdale

La parodia di un classico è arte difficile. Figurarsi l’impresa di mescolare i marziani di Wells, il Passepartout di Verne, un po’ di pirati fra cui l’Olandese Volante e uno scimmione che si chiama Rikwalk ma sembra proprio coso lì, quello che s’arrampica…. ecco sì King Kong. A complicare il quadro ci sono persone realmente esistite come Toro Seduto e gli autori mescolati alle loro creazioni: un Jules Verne arrabbiato perchè sua moglie è scappata con Phileas Fogg; un assai decaduto Samuel Langhorne Clemens noto ai più come Mark Twain; quel cattivo geniale di Herbert George Wells. Aggiungete ai protagonisti una foca diventata ssss – saggia, stramba, scatenata e scurrile – dopo aver subìto gli esperimenti di uno scienziato quasi sputato al «dottor Moreau» di Wells. Quanto alla cronologia esatta degli avvenimenti… lasciamo perdere. Sappiate subito che di Marte ce n’è tanti: tempo e spazio si ri-mescolano e forse faranno passare tutt’insieme «il selvaggio west, i dischi volanti, il rock and roll, i supereroi».

A osare tanto è Joe Lansdale, autore che ha scritto una quantità impressionante di libri. che più diversi non si può, e… riesce a pubblicarli tutti. Come la Terra, attaccata dai marziani, anche Lansdale qui rischia la catastrofe ma alla fine trionfa. Questo «Londra in fiamme» (Fanucci: 190 pagine per 12 euri) non è un capolavoro ma avvince e in qualche punto raggiunge vertici di comicità, spudoratezza e cattiveria. Una sola contro-indicazione: se avete problemi di scatologia – insomma non vi piace sentir parlare di merda e dintorni – lasciate perdere questo romanzo. Ned la foca infatti si diverte a scrivere nel suo diario (e sulla tavoletta con la quale comunica) dettagliate notizie e riflessioni sugli escrementi suoi e altrui quasi con la stessa passione che applica nel mangiare pesci di ogni tipo.

L’idea di letteratura che Lansdale abbraccia in alcuni (non tutti) suoi libri somiglia al furore dissacratorio, con qualche punta di teppismo, che spesso accompagna l’acne giovanile. Ma c’è sapienza in questo acido muriatico. Il pestaggio dell’ometto che fa cronache troppo dettagliate, la definizione super-perfida degli angeli, i litigi fra marziani, la morte (nelle prime pagine) della scimmietta Huck Finn rischiano seriamente di entrare a loro volta nei classici il cui destino è sopravvivere anche nella riscrittura più perfida.

Se nella trama non tutto è chiaro o se la macchina del tempo ha un funzionamento incerto tenete presente il pensiero di Ned: «Cosa volete che ne sappia io. Sono soltanto una foca con un fez in testa, mica un cazzo di matematico o di scienziato. A malapena so far bollire l’acqua».

(*) Come l’anno scorso, ad agosto la “bottega” – che prima dell’11 gennaio 2015 fu blog – recupera alcuni vecchi post che a rileggerli, anni dopo, sono sembrati interessanti. Il motivo? Un po’ perché 10mila articoli (avete letto bene: 10 mila) sono taaaaaaaaaaanti e si rischia di perdere la memoria dei più vecchi. E un po’ perché nel pieno dell’estate qualche collaborazione si liquefà: viva&viva il diritto alle vacanze che dovrebbe essere per tutte/i. Vecchi post dunque… all’incirca di 5 anni fa: recuperati con l’unico criterio di partire dalla coda ma valutando quali possono essere più attuali o spiazzanti. Il “meglio” è sempre soggettivo ma l’idea è soprattutto di ritrovare semi, ponti, pensieri perduti… in qualche caso accompagnati dalla bella scrittura, dall’inchiesta ben fatta, dalla riflessione intelligente: con le firme più varie, stili assai differenti e quel misto di serietà e ironia, di rabbia e speranza che – speriamo – caratterizza questa blottega, cioè blog-bottega. (db)

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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