Kafka sulla spiaggia – Haruki Murakami

(letto da Francesco Masala, traduzione di Giorgio Amitrano)

Nel libro ci sono tanti temi, mistero, amore, morte, viaggio, cibo, pianto, musica, sesso, spavento, commozione, gatti, riso, libri, amicizia, tra gli altri, e tutti al loro posto.

Ci sono diverse storie, sembrano parallele, in realtà è come una clessidra, la metà superiore ce la racconta Murakami, vanno a incontrarsi in un punto che è come un buco nero, che attrae tutte le energie, e le vite dei protagonisti.

Una volta passati per il punto stretto della clessidra Tamura Kafka continua la sua vita, la parte bassa della clessidra esiste, ci dice Murakami, ma mica può fare tutto lui.

Chi legge, alla fine, avrà fatto la conoscenza di tante belle persone (una per tutte, il signor Nakata, un Forrest Gump giapponese) che diventeranno amiche del lettore. Si arriva all’ultima pagina e dispiace. Cosi sono i libri, e la vita, e il mondo, che, se non lo si sapeva prima, è una metafora.

Cosa c’entra Kafka?, si chiede il lettore.

Ognuno ha la sua risposta, la mia è qui.

Se non si fosse capito, è un libro da non perdere, se uno si vuole po’ di bene.

http://stanlec.blogspot.com/2020/06/kafka-sulla-spiaggia-haruki-murakami.html

 

qui ne aveva scritto db

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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