Kiriakos Charalambidis: «Penelope riconosce Odisseo»

terzo appuntamento con la cicala …”penelopizzata” (*)

Il viso di lui illuminava il sole.
Brillavano i suoi orecchini, le collane.
I suoi lunghi capelli; folta la selva
della sua divina virilità. E giunse
Penelope sospettosa e lo guardava.
Poco prima, quando aveva indosso
i suoi stracci e non si era ancora
lavato e profumato, lei lo studiava
confrontandolo col consorte, fiduciosa
che fosse lui, e tuttavia qualcosa dentro di lei
lo teneva a distanza; che non fosse lei
a volersi tirare indietro? O temeva forse
il terribile istante? Che cosa dice Maronitis?
Come lo spiega Kakridìs? Che suo figlio
per primo si affrettò a dire: «Madre crudele!».
Omero, grande rapsodo, ch’era lì presente,
come testimonia Platone, lo sentì
e vide coi suoi occhi quel «mala madre».
Lei si voltò e, assennata come sempre,
gli rispose: «Questo mio cuore, che tu
definisci duro e inflessibile, non lo trovo più,
perché mi è impazzito nel petto,
e non ha più parole, e china il capo.
Perciò, Telemaco, vediamo che cos’ha
da dirci sui segni segreti lo straniero».
Eppure! Avevano parlato tanto a lungo,
si erano incrociati e abbracciati
in assenza di filologi, poeti
e filosofi – certi di quanto sarebbe
venuto dopo (questione di tempo), immobili.
E accesero le luci, versarono profumi,
si vestirono a festa, impugnarono le lire,
cantarono e ballarono, prima di domandare
l’uno all’altra della cosa cruciale
che stava lì ad aspettarli: il letto
(Descrizione, caratteristiche, posizione e forma
e tutti gli altri mirabili dettagli.)
ottobre 1998

[da «Saggio, 2000», traduzione di: Nicola Crocetti]

Η Πηνελόπη αναγνωρίζει τον Οδυσσέα
Η όψη του εφώτιζε τον ήλιο.
Τα σκουλαρίκια του έλαμπαν, τα περιδέραιά του.
Τα μακριά του τα μαλλιά. πυκνό δάσος
Του θεοπρόβλητου ανδρισμού του. Κι ήρθε
Η Πηνελόπη σαν καχύποπτη και τον κοιτούσε.
Λίγο πιο πριν, ως ήταν ντυμένος
τα κουρελιάσματά του και δεν είχε
λουστεί και μυρωθεί, τον μελετούσε
συγκρίνοντάς τον με τον άντρα της, γεμάτη πίστη
πως είναι αυτός, μα πάλε κάτι μέσα της
τονε τραβούσε μακριά της. μήπως ήθελε
αυτή να τραβηχθεί; έτρεμε άραγε
τη φοβερή στιγμή; Τι λέει ο Μαρωνίτης;
ο Κακρίδης πως το ξηγεί; Που ο γιός της
έσπευσε πρώτος να της πει «μάνα κακή!»
΄Ομηρος, μέγας ραψωδός, εκεί,
καθώς ο Πλάτων μαρτυρεί, τον άκουσε
και είδε με τα μάτια του το «δύσμητερ».
Εκείνη γύρισε και φρόνιμη όπως πάντα
τ’ απηλογήθη: « Την καρδιά μου αυτή, που συ
αλύγιστη κι αμάλαγη τη λες, δε βρίσκω,
γιατί παλάβωσε στα στήθη μέσα και χαμένα
τα ’χει τα λόγια της και σκύβει το κεφάλι.
Έτσι, Τηλέμαχε , ας δούμε τι έχει
ο ξένος να μας πει για τα κρυφά σημάδια».
Και όμως! Ομιλούσαν τόσην ώρα,
είχανε συναπαντηθεί κι είχανε σμίξει
ερήμην φιλολόγων, ποιητών
και φιλοσόφων – σίγουροι για τα όσα
θα ακολουθούσαν (θέμα χρόνου), ακίνητοι.
Κι ανάψανε τα φώτα, χύσανε τ’ αρώματα,
ζωστήκανε τα γιορτινά, πιάσαν τις φόρμιγγες
και τραγουδήσαν και χορέψαν, πριν ρωτήσει
ο ένας τον άλλο για το έσχατο, που ήταν
εκεί και τους περίμενε. την κλίνη.
(Περιγραφή, χαρακτηριστικά, θέση και σχήμα
και όλα όσα κινούν το θαυμασμό.).

Οκτώβρης, 1998
Κυριάκος Χαραλαμπίδης – Δοκίμιν, 2000

(*) Qui, il sabato, regna “cicala” ma…. da poco è iniziata una nuova avventura mensile: la collaborazione con un carissimo amico, gotansefini, che per quest’anno ha scelto il tema Penelope. Per usare le sue parole «[Penelope] introduce un tema più generale sulla donna, il suo riscatto, la sua forza, il suo valore, su cui tanto ho fatto ricerca negli ultimi anni, trovando poesie davvero meravigliose, quasi tutte scritte da donne». Dunque appuntamento con la coppia cicala-gotansefini fra un mese circa e con la tradizionale “cicala del sabato” fra 7 giorni. [db]

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