La Calabria al tempo del virus

di Pierluigi Pedretti

A seguire la lettera che esponenti della società civile, delle organizzazioni e del terzo settore hanno inviato a Conte e Speranza, dando vita a un “Coordinamento di vigilanza sulla sanità in Calabria”

 

«La dottrina materialistica che gli uomini sono prodotti dell’ambiente e dell’educazione (…) dimentica che sono proprio gli uomini che modificano l’ambiente e che l’educatore stesso deve essere educato» (Karl Marx, «Tesi su Feuerbach», III, 1845)

Il Covid 19 è una catastrofe per il mondo intero, non solo per l’Italia. Per noi calabresi, poi, è una vera jattura. Potrebbe però rivelarsi nella sua tragicità la paradossale risorsa che aspettavamo da tempo: mette a nudo le nostre debolezze strutturali e i nostri limiti comportamentali. A quel punto o ci si rimbocca le maniche o… Qualcuno ha osservato che dalla pandemia si uscirà peggiori o migliori, tertium non datur. Giuseppe Lateano, per anni pneumologo all’ospedale Mariano Santo di Cosenza dice: «Sono davvero demoralizzato, mi sembra un governo da una parte totalmente nel pallone e dall’altro di un continuismo esasperante nel difendere posizioni di partito e personali». Un’insegnante di liceo, Rosanna Tedesco, invia una nota (da cui estrapolo un pezzo) al ministero della Salute: «Grazie, ministro Speranza, per questo ennesimo regalo fatto alla Calabria. Da cittadina calabrese, spesso vicina alle vostre posizioni, non potrei in questo momento sentirmene più lontana. Avete avuto l’occasione di riparare agli errori passati con una nomina di alto profilo (*) che desse un segnale forte di discontinuità nel segno della competenza e della serietà… e invece? Ancora una volta ci avete offeso e presi in giro con una scelta che rivela nettamente la mancata volontà di affrontare di petto, come doveva essere, l’annosa questione della sanità calabrese, le cui responsabilità gravissime ricadono trasversalmente su una classe politica che ha fatto scempio della cosa pubblica, tutelando solo ed esclusivamente interessi privati». Sono solo due delle migliaia di prese di posizione, indignate, arrabbiate, furenti che – non solo in Calabria – stanno apparendo sui social e su ogni mezzo disponibile. Il pestifero virus sta facendo letteralmente esplodere le contraddizioni nella regione più povera d’Italia. Dieci anni di commissariamento della sanità calabrese a opera dei diversi governi nazionali succedutisi non hanno risolto nulla. Incapacità gestionale, corruzione, scarso controllo sull’operato dei vari pretoriani di Stato catapultati dalle lande settentrionali hanno portato alle allucinanti interviste televisive del generale Saverio Cotticelli a RAI 3 e, due giorni dopo per “rimediare”, a LA7. La pezza peggio del buco.

Un governo che non controlla l’operato del suo uomo. Anzi ne nomina un altro (Zuccatelli) forse peggiore. E poi, politici e consiglieri regionali di destra e di sinistra che non chiedono conto di come si stia procedendo per il piano Covid. Ignoranti, incapaci o in malafede? Tutto insieme. La rabbia ora è tanta da sfociare in manifestazioni e prese di posizione nei diversi territori della Regione. La misura è colma e la protesta sta montando in modo esponenziale. Nei prossimi giorni si prevedono clamorose iniziative. Molti esponenti della cosiddetta società civile calabrese, di organizzazioni mediche, scientifiche, del terzo settore stanno organizzandosi attorno a un Coordinamento di vigilanza democratica sulla sanità regionale a cui aderiscono già migliaia di persone (forumterzosettorecalabria@gmail.com).

La Calabria è un territorio difficile, di scarse pianure e dure montagne, segnato da terremoti e alluvioni, attraversato nei secoli da invasioni, violenze, carestie, pestilenze, che hanno provocato morte e povertà. Per secoli l’immagine della regione è stata quella di una terra “naturalmente” primitiva: selvaggia e aspra con i suoi monti boscosi e impenetrabili, le coste paludose e malariche, gli inverni rigidi e le estati caldissime; ma anche paesaggisticamente pittoresca, con panorami incredibili su monti e mari di una bellezza indimenticabile. I suoi abitanti erano – scriveva l’ufficiale napoleonico Duret de Tavel – «Selvaggi incredibilmente perfidi e traditori, senza alcuna morale, con una indole violenta e soggetti a scoppi d’ira improvvisa». Un giudizio che si è accresciuto nei secoli, confermato “scientificamente” grazie ai lombrosiani, tanto che a distanza di alcune decine di anni dall’unificazione dell’Italia l’incapacità dei gruppi dirigenti nazionali di risolvere gli atavici problemi del Mezzogiorno fu giustificata con la presunta inferiorità razziale dei suoi abitanti. Un mito che da allora persiste tenacemente. L’immagine del calabrese ribelle, indomito, selvaggio si è propagata, nel bene e nel male, fino ai nostri giorni. Ancora oggi molti calabresi continuano a rispondere in modo oppositivo ai pregiudizi, percependosi o come gli eredi della presunta tradizione magno-greca o come gli eredi dei briganti che combatterono contro lo Stato centrale predatore. Bisogna finirla coi luoghi comuni sedimentati da secoli intorno alla Calabria ma la si smetta anche con l’(auto)mito del “buon calabrese” indomito e fiero. Il cinismo dei comportamenti, la scarsa propensione al rispetto delle regole, la richiesta di padrini e clientele non è più sostenibile. Per molti calabresi è il momento di modificare radicalmente le abitudini. E’ necessaria ormai quella rivoluzione delle coscienze che sappia allontanare incapaci, corrotti e catastrofi dal proprio orizzonte mentale. Segnali positivi si colgono, paradossalmente, proprio nelle situazioni estreme come quella attuale. Il Covid 19 sta scoperchiando l’indicibile, e forse è giunta l’ora del totale cambiamento. Il miglioramento delle condizioni di vita della nostra regione non dovrà passare più attraverso i rappresentanti politici che finora abbiamo scelto, quasi sempre ignoranti, incapaci o corrotti, ma neanche attraverso una direzione calata dall’alto. I calabresi sono stanchi di essere considerati selvaggi.

Agli inizi di ottobre del 1588 moriva Bernardino Telesio, che Bacone aveva definito «il primo degli uomini nuovi». Durante il piovoso pomeriggio dei funerali nella chiesa cosentina giunse in profondo raccoglimento un giovane frate. Era Tommaso Campanella. Quindicenne era entrato nell’ordine domenicano nel monastero di Placanica dove aveva scoperto gli scritti di Telesio. Appena poté si recò a Cosenza per conoscerlo, purtroppo giunse solo per apprendere che il Maestro era morto. La Città del Sole, tutte le sue opere, la sua stessa tormentata esistenza, le intendiamo come una sorta di omaggio al grande Bernardino, ma anche esempio di riflessione e di vita per tutti quei calabresi che vogliono cambiare lo stato delle cose. Il riscatto è possibile. Un’utopia, forse, ma a cui si dovrebbe saper guardare con responsabilità e speranza, proprio in uno dei momenti più difficili della nostra storia.

(*) ci si riferisce alla nomina del governo di Giuseppe Zuccatelli come nuovo commissario della sanità in Calabria

La lettera che esponenti della società civile, delle organizzazioni e del terzo settore hanno inviato a Conte e Speranza, dando vita a un “Coordinamento di vigilanza sulla sanità in Calabria”

Signor presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte
Signor ministro della Sanità Roberto Speranza

Con la presente, i sottoscritti rappresentanti della Consulta regionale del Terzo Settore della Calabria unitamente ai rappresentanti di numerose organizzazioni della società civile, motivati dalla drammaticità del momento, annunciano la costituzione di un coordinamento tematico mirante a svolgere un diffuso controllo democratico rispetto alle scelte operate dalla gestione commissariale della sanità calabrese.
Siamo per una tutela della salute orientata in Calabria dai cittadini e dagli operatori sanitari e non dalle lobby le quali, nonostante i tanti anni di commissariamento, non sono venute meno nel controllo dei meccanismi di spesa causa della malasanità.

Considerata la gravità della situazione a fronte della pandemia, chiediamo al governo estrema chiarezza e chiediamo che la nomina del nuovo commissario sia indirizzata verso primarie personalità della scienza medica con riconosciuta competenza ed esperienza nella organizzazione sanitaria.

Chiediamo che venga data una risposta alle proposte avanzate da mesi con il documento di “Comunità competente” sottoscritto da molte associazioni della società civile calabrese che si allega alla presente, e che sia possibile avere per un nostro rappresentante un confronto continuo rispetto le scelte operate.

Chiediamo, altresì, che l’urgente percorso teso a ricostruire la sanità pubblica nella regione sia accompagnato in parallelo da una piattaforma informatica aperta a tutti i cittadini, dove accedere in maniera trasparente ai dati, e dove condividere problematiche e proposte, per una assistenza sanitaria democratica e orientata anche dai pazienti.

Chiediamo inoltre un’attenzione prioritaria per le fasce più deboli e fragili, anziani soli, persone con disabilità, con problemi psichiatrici, con dipendenza patologica, bambine e bambini, e in generale per chi da troppi anni è messo ai margini da una sanità calabrese tesa a privilegiare interessi forti e clientelari, lasciando puntualmente indietro chi ha maggiore bisogno di cura e assistenza.

Chiediamo un forte impulso alla “Medicina Territoriale” con un potenziamento del ruolo dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali interni e degli infermieri di comunità.

Chiediamo infine che, in un momento così difficile per l’emergenza in corso, sia chiara la catena di comando, e a chi chiedere conto, come rete della società civile, del mancato raggiungimento degli obiettivi tesi a contrastare la pandemia con le necessarie misure in materia di tracciamento, ospedali covid, potenziamento delle terapie intensive, terapie semintensive, covid hotel.

PRIME ADESIONI
Gianni Pensabene: Forum Regionale del Terzo Settore
Giacomo Panizza: Comunità progetto Sud
Francesco Mollace: Forum Terzo Settore Locride
Luciano Squillaci: Federazione Italiana Comunità Terapeutiche
Don Ennio Stamile: referente regionale Libera Calabria
Rubens Curia: Portavoce Comunità Competenti
Isa Mantelli: Centro Calabrese di Solidarietà e Cadic
Rosaria Brancati: Coordinamento associazioni volontariato CASM
Giancarlo Rafele: Consorzio Macramè
Lorenzo Sibio: Legacoop Calabria
Nunzia Coppedè: Fish Calabria
Rocco Chiriano: AVIS regionale Calabria
Nicoletta Rossi: Anpas Calabria
Cataldo Nigro: Anteas Calabria
Giuseppe Peri: Federsolidarietà Calabria
Vincenzo Linarello: Goel gruppo cooperativo
Anna Paretta: Legambiente Calabria
Stefano Caria: Forum Terzo Settore piana di Gioia Tauro
Graziella Catozza: Forum Terzo Settore del lametino e reventino
Pasquale Neri: Forum Terzo Settore Reggio Calabria
Vincenzo Liguori: Forum Terzo settore Alto jonio Cosentino
Pino De Lucia Forum provinciale terzo settore di Crotone
Tonino Nunnari: Forum terzo settore area grecanica
Vincenzo Liguori: Forum Terzo Settore Trebisacce
Silvio Carrieri: Forum Terzo Settore Pollino Castrovillari
Ranieri Filippelli: Forum Terzo Settore Corigliano Rossano
Antonio Tiberi: Forum Terzo Settore Cosenza
Pino Conocchiella: Forum Terzo Settore Vibo Valentia e Aido Briatico
Gianni Paone: Terra di Mezzo
Nicola Fiorita: Kyoisei cooperativa sociale
Giuseppe Bognoni: Centro Servizi per il volontariato Reggio Calabria
Giuseppe Marino: Coordinamento Libera Reggio Calabria
Franco Mungari: Auser Calabria
Federica Roccisano: Hermes 4.0
Mario Nasone: Centro comunitario Agape
Lele Bellomi: Azimut animazione sociale
Raffaella Rinaldis: Casa delle donne Fimmina TV
Carlo Crucitti: Usabile odv
Carla Sorgiovanni: Ass. Failab
Angelo Serio: Presidio Libera Tirreno Cosentino
Annarita Tallarico: Kyosey cooperativa sociale
Filomena Serio: Associazione Gianfrancesco Serio
Giuseppina Gelsomino: Associazione Civitas Solis
Felice Lentidoro: Cittadinanza
Maurizio Simone: Fand Calabria
Anna Gatto: associazione Cose buone e giuste
Guseppe Belcastro: Federazione Mediterraneo e Ambiente
Anna Filice: Camera Minorile Giuseppe Mazzotta Cosenza
Serafina Sammarco: Fondazione L&D Siciliani
Giuseppe Belcastro: Federazione Mediterraneo e ambiente
Marina Galati: Presidente CNCA Calabria
Antonio Gurnari: Segretario regionale FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri)
Amalia Bruni e Antonio Laganà: Associazione per la Ricerca Neurogenetica
Gattuso Domenico e Francesco Costantino: Movimento 10 idee per la Calabria
Paolo Pensabene: SUMAI Medicina Generale, Reggio Calabria
Lina Lizzio – Associazione Alzheimer, Reggio Calabria “Romana Messineo”
Santo Sant’Ambrogio: SAD MAT (Servizio assistenza domiciliare malato terminale)
Stefania Marino: Presidente associazione Pro Salus Palmi
Susanna Quattrone: Presidente CONFAPI area metropolitana Reggio Calabria
Anna Cannizzaro: Associazione Italiana Celiachia Calabria
Maria Teresa Roto: portavoce del Comitato per i diritti dei malati cronici RC
Paola Infortuna : segretaria associazione regionale “dall’ ostetrica”
Immacolata Cassalia: Coordinatrice Unasam Calabria
Lillo Laganà: Presidente commissione Albo tecnici di laboratorio biomedico Reggio Calabria
Stefania Fratto: Presidente Associazione “Donne e diritti” San Giovanni in Fiore;
Sissi Facciolà: Presidente AISM Reggio Calabria
Lucia Mangeruca – Presidente Associazione Italiana parchi culturali area grecanica
Domenica Clemensi: Presidente Associazione “Donne Insieme”
Pino Ippolito: Circolo Armino Palmi
Mario Diano: Presidente Corsecom Locride
Nino Zumbo: Presidente Società Mutuo Soccorso “Cesare Pozzi” Reggio Calabria
Giorgio Porro: CSI Calabria
Lucia Sacco: CSV Aurora Crotone
Giuseppe Peri: Crea Calabria
Giorgio Marcello: associazione san Prancazio Cosenza
Alberto Frontera: ADA Calabria
Elena Sodano: RA.GI. Catanzaro
Isidoro Napoli: Associazione Jimuel
Francesco Mammì:Associazione genitori bambini diabetici
Daniela Diano: Associazione Sinapsi
Rocco Chiriano: Avis regionale Calabria

 

 

La Bottega del Barbieri

5 commenti

  • Bisogna allontanare gli incapaci e i corrotti. La nostra Terra è stata depredata da soggetti senza scrupoli. Abbiamo bisogno di onestà e competenza, mai come in questo momento.

  • Gian Marco Martignoni

    E’ importante che uno schieramento di associazioni e di persone appartenenti alla sinistra critica si mobiliti e faccia sentire la sua voce in relazione alle vicende che hanno contraddistinto la malasanità calabrese. Non solo in questo modo emerge la netta differenza rispetto a chi specula sulla vicenda Covid-19, senza focalizzare i temi che stanno a cuore alla società calabrese, ma l’eventuale scelta a commissario di Gino Strada non sarebbe la solita pensata del vertice governativo. Inoltre, già che ci son, a proposito di persone autorevoli e capaci ,chiedo – non solo all’amico e compagno Pedretti – quali sono le ragioni per cui a Reggio Calabria si è determinata la importante e non scontata scelta a vice sindaco di Tonino Perna.

  • Cara Roberta, da calabrese orgoglioso di esserlo, che ai calabresi riconosce qualità che, a mio sentire, li rende ammirevoli, mi sento in obbligo di denunciarne anche i difetti. Se siamo stati depredati è perché abbiamo lasciato ci depredassero. Non basta, per essere emendati dalle nostre responsabilità, andare a bruciare il comune ogni volta che la misura fosse colma. Né è ammissibile continuare a guardare il mondo dietro le imposte chiuse, in modo da vedere senza assumersi la responsabilità di ciò che si è visto. La ‘Ndrangheta? Ma la ‘ndrangheta siamo noi, o quantomeno lo siamo stati, per il secolo e mezzo in cui, dopo l’unità d’Italia, tra cittadini qualsiasi e ‘ndranghitisti c’è stato un comune sentire, omertà, vendetta, individualismo o ossequio all’uomo solo al posto di comando. Il Don, rispettato e obbedito, per paura e consenso ideologico nello stesso tempo. Per altro nessuno ha il diritto di rimproverarmi tutto questo; nessuno infatti è intervenuto a darci una mano. Non solo quando lo stato ha usato contro di noi una violenza spropositata, uguale se non superiore a quella adoperata (invano, per fortuna) dagli americani per sottomettere il popolo vietnamita, ma anche quando, decennio dopo decennio, ci ha lasciati in un abbandono simile a quello dei Borboni. Decennio dopo decennio, lo stato, si è contraddistinto nella complicità con le organizzazioni mafiose a fini di controllo, finalizzando a loro favore le risorse che fingevano di stanziare per noi. Per il resto erano insulti, spoliazioni e bastonate. Non ha avuto, lo stato italiano, il barbaro coraggio di chiudere la ferrovia sulla costa Jonica, tagliando fuori centinaia di migliaia di calabresi dal resto d’Italia. Questo solo per dirne una e recente.
    La situazione in parte si è modificata. La ‘ndrangheta non gode del consenso di un tempo. Molti tra noi sanno che la situazione dei problemi non sta nella raccomandazione del prete o dell’onorevole di turno. Uomini brillanti, generosi (ma tutti i calabresi, ‘ndranghetisti esclusi, tendono a esserlo), disposti a pagare con la vita o la libertà, ci sono sempre stati; e pullulano oggi. Una buona base per costruire. MA NON PER CHIEDERE ONESTÀ. L’onestà è può essere solo in funzione di un progetto di cambiamento e funziona se il progetto e abbinato a una visione del mondo che contempla il cambiamento come vantaggio per tutti; un progetto che induca il singolo a vedere il proprio particolare all’interno di un universale. Quando questo progetto sarà in atto e inizierà a scavare nelle coscienze la parola d’ordine “onestà ” acquisterà senso e potrà essere applicata. In mancanza di essa costituirà un mito, se non lo schermo dietro cui i mariuoli continueranno a prosperare.
    In breve. Non chiediamo onestà. Poniamo in atto noi, noi calabresi, pratiche sociali che la rendano inevitabile. Prendiamo nelle nostre mani il destino e contro tutti e tutti affermiamo il primato degli uomini che lavorano per la propria famiglia dentro una prospettiva di crescita di tutti. Chi esponendosi in prima persona e chi dando solidarietà a chi si espone in prima persona, con un sorriso, un cenno di consenso, un piccolo aiuto. Il rinnovamento è ora, qui, nella disperata regione calabrese. Siamo sicuri che, se agiremo con fermezza e trasparenza, anche i non calabresi si uniranno o noi. Affinché la soluzione dei problemi della calabria dia corso alla soluzione dei problemi del paese.

  • Pierluigi Pedretti

    Non sembri fuori luogo la domanda di Martignoni a proposito di Tonino Perna. Costui è una di quelle figure che per il suo valore dimostrato negli studi meridionalistici e nella gestione del territorio potrebbe divenire un forte riferimento politico per una regione che è stata governata per anni da incapaci e da lestofanti. Insomma, il “Gino Strada” calabrese. Ora, però, con tutto il rispetto per il fondatore di Emergency, Perna sarebbe la dimostrazione che in Calabria non mancano le intelligenze. Non c’è bisogno di chiamarle da fuori come sta facendo il governo per la sanità con il romagnolo Zuccatelli. Non vogliamo essere più una colonia. Comunque per quei pochi che non lo conoscessero accludo un pezzo di articolo tratto dal sito avveniredicalabria.it dove è delineata in sintesi la sua biografia e dove sono spiegate anche le ragioni strettamente politiche della scelta fatta dal sindaco Falcomatà.

    “Perna, pochi giorni prima del ballottaggio, aveva firmato un documento di sostegno a Falcomatà. La sua nomina placa (parzialmente) le polemiche interne al centrosinistra dopo la composizione della Giunta. Alcuni dirigenti del Pd non hanno esitato a definirla – a microfoni spenti – «un’operazione chirurgica da Manuale Cencelli» così come – pubblicamente – diversi esponenti hanno aspramente criticato la scelta dell’ex pidiellina, Rosanna Scopelliti. All’ex presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte oltre a un valore “politico” potrebbe toccare la sfida più ostica sotto il profilo amministrativo: guidare la Città in caso di sospensione di Falcomatà dalla carica di primo cittadino. ( mia nota: causa del processo “Miramare”)

    Profilo:
    Tonino Perna è un economista e sociologo italiano. È professore emerito di sociologia economica presso l’Università degli studi di Messina ed editorialista del Manifesto e del Quotidiano del Sud. Dal 2000 al 2005 è stato presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte. In questa veste ha, fra l’altro, sperimentato un sistema anti-incendio che è diventato un modello a livello europeo. Ha altresì fatto coniare dall’Istituto Poligrafico dello Stato la prima moneta locale (L’Ecoaspromonte) che abbia avuto corso in Italia. Nel 1998 ha ideato e coordinato la progettazione del parco Ecolandia, parco ludico-tecnologico ambientale ispirato ai miti della Magna Grecia che oggi presiede. Inoltre, è tra i fondatori della rivista “Altraeconomia”, primo tentativo in Italia di mettere insieme cooperazione internazionale, commercio equo e consumo critico.”

    (da avveniredicalabria.it)

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