La legge torni ad essere

versi per Ashrad Fayadh

di Gualtiero Via

AshradFayadh

Si chiama Ashrad Fayadh ed è un poeta.

Ha scritto, pubblicato, organizzato

creato eventi d’arte. Grazie a lui

l’arte contemporanea dell’Arabia

ha attratto nuovi sguardi

fuori dai confini nazionali.

Per questo, forse, è chiuso in una cella?

La polizia saudita l’ha arrestato.

I giudici l’han condannato a morte.

L’accusa: apostasia,

sostegno all’ateismo, blasfemia.

Ma fu, un processo?
Nemmeno un avvocato difensore.

Niente, prove. E l’accusato nega.

Non è, quella, una corte di giustizia:
è una vendetta. Un uso terrorista

del diritto. O giudici sauditi,

ascoltate! E’ il mondo che a voi guarda.

E gli infedeli veri siete voi.

Falsi. “Allah non ama chi è che eccede”:

è scritto nel Corano (sura II).

Ashraf Fayadh dev’esser liberato.

Lo voglion la pietà e la vera fede.
Lo vuole la ragione delle genti.

Lo vogliono i princìpi che l’Arabia

Ha pur essa firmato, stando all’Onu.

Agiscano i governi, parli il mondo:

che seguano l’esempio dei poeti

che chiedono che Ashraf sia liberato,

che non aspettano, ma agiscono

usando quel che è loro ufficio usare.

La legge torni ad essere parola

di verità e diritto: cosa retta.
Ashrad Fayadh dev’esser liberato.

14 gennaio 2015

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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