«La macchia» di Maurizio Cometto

   E’ «4,7 gradi sopra il cocuzzolo nord della collina del Moro». Ovviamente a Magniverne (*). Però è un fenomeno mondiale.

    Estratti dall’interrogatorio di un lettore roman-sardo-imolese riguardo al libro in oggetto

Maurizio-LaMacchia

Interrogato sul fenomeno detto Macchia – «4,7 gradi sopra il cocuzzolo nord della collina del Moro» – il sedicente “recensore” db afferma.

«Solitamente dico poco delle trame ma in questo caso posso svelare ancor meno».

ADR – a domanda risponde:

«Racconto lungo o romanzo breve. Fate voi».

ADR

«Molto bello. D’altronde non ricordo che Cometto abbia scritto cose brutte o mediocri».

ADR

«Ho detto molto bello. Se avessi voluto dire bello non avrei aggiunto “molto”. Non mi fate perdere tempo»

ADR

«Non sto polemizzando e tanto meno ingiuriando gli addetti all’interrogatorio ma per favore andiamo al sodo».

ADR

«Se mi chiedete cos’è la Macchia insisto per parlare con il mio avvocato».

ADR

«La scienza non sa, sostiene che per ora è fissa e che non c’è pericolo. Ma questo lo trovate nel libro».

ADR

«Vorreste sapere da me che legami ci sono fra la Macchia e Cassandra, il camioncino e la tripanosomiasi africana? Ma perché non interrogate Cometto?»

ADR

«So che Evangelisti Valerio – in atti – sostiene essere Cometto il suo autore italiano preferito nel genere “fantastico”. Mi associo nella stima».

ADR

«E’ una cospirazione pro Cometto? Non saprei che dirvi: io respiro per conto mio e di certo Evangelisti per conto suo».

ADR

«Cosa c’entra Eufemia? Ma avete letto Italo Calvino? O almeno le note di copertina del libro?»

ADR

«Sì che ci sono le note di copertina anche negli e-book. E toglietemi la luce dalla faccia. Ho detto tutto quello che sapevo. Posso andare? Dove devo firmare? No, non sono il mio omonimo. No, lui non è me. Buongiorno, ma uscendo, chiudo la porta?».

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(*) L’ovviamente sarà chiaro a chi conosce Cometto e/o segue con attenzione codesta “blottega”

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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