La mia visione dell’architettura? Includere la comunità – Alejandro Aravena

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architettura per persone comuni

(a cura di Francesco Masala)

 

…Fino a una decina di anni fa Aravena era un architetto completamente sconosciuto fuori dal Cile. Si guadagnava da vivere realizzando piccole opere pubbliche. Questo fino a quando gli è stato commissionato un lavoro: la realizzazione di alloggi per 100 famiglie svantaggiate.

Aravena invece di costruire un grande edificio pieno di tanti piccoli appartamenti ha deciso di realizzare delle case semicostruite che ogni famiglia avrebbe potuto ampliare a proprio piacimento in modo estremamente flessibile. Una decisione nata dopo aver consultato i futuri residenti. Del resto, come riconosciuto dallo stesso architetto, “la mia filosofia si basa sul coinvolgimento della comunità nella realizzazione del progetto”…

da qui

 

…Il Guardian spiega anche che la scelta di assegnare il premio Pritzker ad Aravena è in controtendenza rispetto al passato. Aravena è relativamente giovane e gli edifici da lui progettati sono “poveri”; in passato il premio è invece stato assegnato ad architetti più anziani, che si sono occupati di «grandiosi monumenti culturali». Nell’assegnare il premio Tom Pritzker (figlio di Jay Pritzker) ha spiegato che gli edifici di Aravena «danno un’opportunità economica ai meno privilegiati, attutiscono gli effetti dei disastri naturali, riducono i consumi energetici e forniscono spazi accoglienti». Secondo Pritzker, Aravena ha saputo mostrare «come l’architettura può, al suo meglio, migliorare le vite delle persone»…

da qui

 

Elemental, il sito dello studio di Alejandro Aravena

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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