La ragazza d’autunno – Kantemir Balagov

(visto da Francesco Masala)

Iya pare uscire da una pellicola di Dreyer, ma anche da un quadro di Vermeer.

ogni immagine del film pare costruita da un pittore che ha imparato a fare il regista.

e già solo questo rende il film visivamente indimenticabile.

ma nelle immagini c’è una storia terribile, è finita la seconda guerra mondiale, c’è dolore, fame e tristezza.

Masha, reduce di guerra, torna da Iya, e in quel clima di morte e disperazione Masha trascina l’amica verso una qualche gioia, almeno a non abbandonare l’idea che si può migliorare, e vivere.

ma è difficilissimo, per chi lavora con i moribondi e vive in un appartamento condiviso, senza intimità.

anche l’amore, o almeno il sesso, sono cose complicate.

Masha ha solo Iya, Iya ha solo Masha, senza il loro affetto sarebbero ancora più perse.

solo in una decina di sale in tutta Italia, purtroppo, ma non perdetevi questo grandissimo film, roba di serie A, promesso.

http://markx7.blogspot.com/2020/01/la-ragazza-dautunno-kantemir-balagov.html


ps: ecco il saggio d’esame di Kantemir, a 23 anni, alla scuola di Aleksandr Sokurov:

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *