La strage di Brescia è fascista e…

… di Stato: ora lo dice la sentenza definitiva. Lo gridavamo nelle piazze perché lo sapevamo.

di Giorgio Cremaschi

Lo è come tutte le grandi stragi che dal 1969, da piazza Fontana, a quella della della stazione di Bologna nel 1980, hanno insanguinato il paese.

Mano fascista, regia democristiana, gridavamo. E voleva dire che sapevamo che le bombe le mettevano sì i fascisti, anche se all’inizio per Milano si inventò la pista anarchica, con Valpreda, per la quale fu ucciso Pinelli. Le bombe le mettevano i fascisti, ma le complicità di stato erano enormi e la sentenza su Brescia ci dà solo il quadro del primo e del secondo livello degli assassini, il bombarolo e il suo protettore nei servizi segreti. Sopra ci sono altri livelli di complicità e coperture nello stato e da parte dello sporco mondo dei servizi USA. E questi ancora l’hanno fatta franca.

Si chiamava strategia della tensione ed era la reazione di una parte dello stato e delle forze e dei poteri reazionari al movimento che stava cambiando il paese a partire dal 1968. E gli USA nel 1967 avevano organizzato il golpe fascista dei colonnelli in Grecia, nel 1973 quello contro il socialista Allende in Cile. Che veniva usato come minaccia contro l’avanzata delle sinistre in Italia, con Kissinger che disse che non voleva gli spaghetti in salsa cilena.

I fascisti erano la lurida manovalanza di queste manovre, e a volte potevano pure sfuggire di mano, come oggi succede con l’ISIS. Ma in ogni caso il potere che li aveva scatenati aveva comunque tutto l’interesse a coprirli. Da qui decenni di depistaggi ed insabbiamenti, sui quali la sentenza sulla strage di Brescia getta totale e definitiva vergogna. Noi allora come oggi avevamo dalla nostra le parole di Pasolini, che poco prima di essere ucciso scrisse : Io so, non ho le prove, ma so.. Ecco noi sapevamo, noi sappiamo.

SEGNALO quanto scritto nella lista «R-esistiamo», da Pier Luigi Fanetti: «Dopo la conferma della Corte di Cassazione, suggerisco la ri/lettura del capitolo IV “Il contesto” della lunga sentenza della Corte d’assise di appello di Milano del 2015, pubblicata in http://www.28maggio74.brescia.it/sentenza%20PIAZZA%20LOGGIA-ocr-ott.pdf (sito della Casa della memoria di Brescia)».

Sempre su «R-esistiamo» così scrive Stefano Remelli: «La sentenza sarà, anzi è già, una delle mie letture dell’estate, che integra alcuni libri importanti, come “Doppio Livello” di Stefania Limiti (Chiarelettere 2013) che sto leggendo in questi mesi, di cui ho trovato indicazione tempo fa nel sito: Archivio Guerra Politica, curato da Vincenzo Vinciguerra (Peteano, ecc. poi dagli anni ottanta in avanti rivelazioni ed analisi sugli anni delle stragi)»

QUI IN “BOTTEGA” sulla strage di Brescia e sul contesto trovate ovviamente altri post.

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

Un commento

  • Eravamo ingenui. Eravamo estremi. Eravamo incazzati. Eravamo idealisti. Eravamo manichei. Ma avevamo ragione.

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