La Striscia #06

Sesto appuntamento (16 luglio) con le dirette da Gaza (*).

Il primo collegamento è

con Yousef. Ci parla del senso di impotenza e fatalismo con cui è costretta a vivere la popolazione. Nessuno sa se e quando verrà colpito da una bomba sparata dall’esercito Israeliano. Un attacco senza preedenti contro la popolazione civile, unico bersaglio degli attacchi. I bambini che vengono colpiti mentre giocano, sulla spiaggia come accaduto oggi o nel giardino di casa come accaduto ieri. La popolazione di Gaza ha rinominato questo vile attacco “La guerra delle case“, perché le case dei civili sono l’unico bersaglio della più grande democrazia del medio-oriente.

Il secondo collegamento è con Sami. Anche lui ci conferma il senso di impotenza che la popolazione palestinese vive sotto i vili bombardamenti di una potenza nucleare che colpisce una popolazione inerme a cui la comunità internazionale non riconosce il diritto di difendersi. Difficile fare domande o commentare le affermazioni, difficile immaginare cosa significhi essere trattati come topi in gabbia da sterminare. Nel frattempo 100.000 famiglie stanno cercando di lasciare il sud della Striscia sotto le minacce dell’esercito sionista. Non tutti però lasciano la loro casa: la scelta è tra rischiare di morire sotto le macerie della propria abitazione o per strada mentre si cerca di mettersi in salvo.

Qui il podcast del’intera trasmissione http://www.radiazione.info/2014/07/la-striscia-06-16072014/

(*) Finestra quotidiana in onda dalle 18.30 alle 19.30 su www.radiazione.info di Padova

 

Rom Vunner

Un commento

  • SEGNALO QUESTO APPELLO DI IFE-EFI (Initiative Féministe Européenne – European Feminist Initiative)

    BASTA SANGUE!
    Appello a tutte/-i le/i civili d’Europa: solidarietà col popolo palestinese

    Il militarismo e la violenza alimentano la violenza.
    La popolazione di Gaza, che da anni vive sotto assedio, in un “carcere all’aria aperta” è di nuovo bersaglio di raid aerei che finora hanno ucciso oltre 100 persone. Molte di esse non hanno alcun legame con Hamas: sono perlopiù anziane/-i e bambine/-i.
    Il blocco e gli attacchi militari diretti a Gaza resteranno le operazioni più sanguinose mai condotte dalle forze israeliane nei territori palestinesi, operazioni che hanno portato alla popolazione civile morte e devastazioni immani.
    Secondo il diritto internazionale, codeste aggressioni costituiscono atti illegali. Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele non accetterà mai di tornare ai confini del 1967 né mai rinuncerà a una Gerusalemme unificata. Ancora una volta i leader israeliani rifiutano di tornare al tavolo delle trattative per ricercare una soluzione politica del conflitto.

    Tutto ciò nel pesante silenzio delle potenze politiche d’Europa, che continuano a tener gli occhi ben chiusi dinanzi alle violazioni, da parte delle autorità israeliane, del diritto internazionale e del diritto umanitario [e dei diritti umani]: silenzio sulla nuova “punizione collettiva” imposta alla popolazione di Gaza; silenzio sull’aumento degli insediamenti nella West Bank; silenzio sulla disumana detenzione in carcere di oltre 10.000 palestinesi; sulla negazione dei diritti umani fondamentali delle/dei palestinesi, che subiscono arresto/detenzione arbitrari ed uccisioni extragiudiziarie; silenzio sulla demolizione delle case e sulle continue limitazioni alla libera circolazione delle persone. Il popolo palestinese è lasciato indifeso dinanzi alle aggressioni perpetrate da coloni ed estremisti/-e israeliani/-e.
    L’Unione Europea continua a mantenere rapporti “avanzati” di cooperazione col governo israeliano, in totale dissociazione dal rispetto per i diritti umani e il diritto umanitario. I governi europei e l’israeliano continuano a ignorare la sempre più forte resistenza dei/delle civili di tutto il mondo.

    L’Initiative Féministe Européenne – European Feminist Initiative (IFE-EFI) [Iniziativa femminista europea] condanna le azioni tuttora in corso da parte dell’esercito israeliano e la nuova “punizione collettiva” imposta alla popolazione civile palestinese nella West bank e a Gerusalemme, e ora a Gaza, intollerabili violazioni del diritto internazionale e del diritto umanitario [e dei diritti umani].
    L’IFE-EFI fa appello a tutte/-i le/i civili d’Europa perché manifestino solidarietà col popolo palestinese ed esigano:
    — la cessazione immediata dei raid su Gaza da parte delle forze israeliane e la fine del blocco;
    — l’avvio urgente, da parte dell’UE e degli Stati Uniti, di processi di disarmo e smilitarizzazione, su scala mondiale e a lungo termine, e la ricerca di soluzioni politiche autenticamente pacifiche;
    — il riconoscimento dello Stato palestinese, indipendente e sovrano, entro i confini del 1967, con capitale Gerusalemme est, e col diritto al rimpatrio (Risoluzione 194 delle Nazioni Unite);
    — l’urgente attuazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite sullo smantellamento degli insediamenti e sul ritiro dai territori palestinesi occupati.

    Initiative Féministe Européenne – European Feminist Initiative (IFE-EFI) [Iniziativa femminista europea]
    20 rue Soufflot, 75005 Paris, France – P.O. Box 17345, Amman 111 95, Jordan – SIRET: 48854169900010

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