La tua sinistra

Il 23 aprile 1832 la Francia abolisce le pene corporali contro i mancini

di Saverio Pipitone (*)

con una noticina – di db – sui cognomi

Uno sguardo inquietante è definito sinistro. Se arriva una scorrettezza la chiamiamo tiro mancino. Perché tuttora il pregiudizio, almeno nel linguaggio, resta favorevole alla parte destra del corpo? I primi guerrieri notano che le ferite dal lato del cuore sono mortali, così tengono lo scudo a sinistra e la spada con la destra. Perciò la mano armata merita onori e privilegi? In ogni caso alla sinistra toccano biasimi e compiti subalterni. Di questo antagonismo c’è traccia anche in quelle scritture definite sacre: dato che nella tradizione giudaico-cristiana l’anima si rivela attraverso il corpo, i mancini sono considerati malefici, degenerati e delinquenti. Gente fatta a rovescio dice Francisco de Quevedo [politico e poeta spagnolo del XVI secolo] che spiega: «quando la giustizia comanda di tagliare a uno la mano destra per delitto di ribellione, la pena non è il taglio ma il farlo mancino». Si ribellano gli Illuministi ma è solo quando la legge francese del 23 aprile 1832 abolisce le peni corporali che il pregiudizio il mancinismo è pericoloso, sovversivo si attenua. Eppure nelle scuole si continua a imporre ai bambini l’uso della destra per scrivere. A cavallo fra ‘800 e ‘900 la nascente criminologia ipotizza che un alienato sia mancino o abbia avuto contatti con chi lo è; Cesare Lombroso vede il sinistrorso «affetto da problemi alla personalità per regressione dell’evoluzione mentale». Un apparente esempio di infrazione alla destrocrazia è al British Museum di Londra in una miniatura di Roman de Fierabras del XV secolo: Carlo Magno saluta Gano con la mano destra e questi ricambia alzando la sinistra. Ma quel gesto anticipa il tradimento di Gano verso il paladino Rolando, che muore nell’agguato della battaglia di Roncisvalle. Ecco un’altra prova che non bisogna fidarsi di chi privilegia la sinistra. Tutto sbagliato secondo Martin Gardner che nel geniale «L’universo ambidestro» difende con passione “la minoranza mancina” partendo da simmetrie e asimmetrie il testicolo sinistro di solito è più in basso del corpo umano, dalle giostre in senso anti-orario o dalla convenzione occidentale di leggere e scrivere verso destra. Neppure l’infallibile Gardner risulta esente da pregiudizi, sia pure opposti: infatti arruola un po’ forzatamente Leonardo Da Vinci fra i mancini.

(*) ripreso da saveriopipitone.blogspot.com (nell’aprile 2005 era già uscito sul settimanale «Carta»). Qui in  “bottega” cfr Orgoglio mancino. Nella foto un famosa “estrema sinistra” cioè l’ala Luigi Riva.

MANCINI-BARBIERI, una noticina personale

Quando mio figlio era piccolo finimmo – non ricordo come – a sbirciare la classifica dei cognomi italiani (http://www.cognomix.it/cognomi-piu-diffusi-in-italia.php). Fu molto contento Jan (mio figlio) a vedere che eravamo al 20° – o forse al 21° – posto. Visto che all’epoca lavoravo spesso con il mio grande amico Riccardo Mancini, Jan disse «guardiamo Mancini». E ci rimase “male” (o maluccio?): scoprimmo che ci precedeva di 7-8 posti. La morale: un tempo c’erano più mancini che barbieri? Boh. Poi ci divertimmo a cercare nell’elenco Dal Pra (il cognome di mia moglie) e raccontai a Jan che quei cognomi all’origine indicavano – come De Angelis o simili, Santoro, Diotallevi, Esposito, Del Re, Acquistapace, Di Dio, Della Casa ecc – i trovatelli: cioè una bambina o un bambino “esposto”, lasciato nel prato, sul portone della chiesa o davanti alla apposita pubblica “ruota”. A proposito in quella classifica Esposito è al 4° posto, Santoro si piazza al 23°, De Santis al 38° e D’Angelo al 39°. [db]

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

Redazione
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Un commento

  • Giorgio Chelidonio

    Interessantissimo! Aggiungo un mio “mantra” politico che ho coniato ormai parecchi anni fa:
    “la Destra ha progetti sinistri e la Sinistra insiste con progetti maldestri”. Ben prima del renzismo.
    Quanto ai cognomi di trovatelli (non sapevo di Dal Pra) anche il mio lo è: dopo decenni di interpretazioni (dal pugliese/spartano al greco della Lidia) ho ritrovato il mio capostipite del 1810 nel libro della “Casa di Pietà” cittadina, formalizzato e istituzionalizzato solo durante l’occupazione napoleonica !!

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