La vita di Adele – Abdellatif Kechiche

di Ismaele(*)

E’ un film d’amore, e non solo, e anche un gran bel film.

La storia è divisa in due parti (1&2), la prima quella dell’innamoramento e amore, la seconda quella della delusione e della realtà. Adele è una ragazza curiosa della letteratura e della vita, Emma una ragazza più grande, artista e oggetto della devozione di Adele. Quando tutto finisce fra loro Adele non riesce a dimenticare, ancora il mondo non l’ha corrotta, Emma ha progetti ambiziosi e archivia Adele.

Come nei film precedenti Abdellatif Kechiche è straordinario nel raccontare i giovani (francesi), nell’età fra i 14 e i 18 anni, come pochi riescono, senza usare trucchetti. I suoi giovano sono veri, e vivi.

Il film ha avuto molte critiche a volta scandalizzate per il sesso che le due ragazze non risparmiano davanti alla telecamera del regista, in realtà non c’è assolutamente niente che dia fastidio, non c’è niente di sporco o morboso, neanche le tre ore della durata del film pesano, non ci si annoia un minuto, tutto il tempo è necessario per raccontare anche i dettagli.

La scena finale è come quella di “Tempi moderni”, Adele cammina inquadrata di spalle, solo che Adele è sola e non c’è tanta speranza come c’era per Charlie Chaplin e Paulette Goddard.

Ps: c’è qualcosa che scandalizza, che una ragazza a 20-22 anni possa diventare maestra, Adele è una maestra giovanissima, lo scandalo è che da noi una giovane o lavora in un call center, semischiava, o non lavora, lo scandalo è tutto nostro, bisogna ringraziare il film anche per questo, un giovane che lo vede può capire anche che un lavoro da semischiavi non è l’unico possibile.

http://markx7.blogspot.it/2013/10/la-vita-di-adele-abdellatif-kechiche.html

(*) Trovate questo appuntamento in blog ogni lunedì e giovedì sera: di solito il lunedì film “in sala” e il giovedì quelli da recuperare. Ismaele si presenta così: «Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte” (François Truffaut). Siccome andare al cinema deve essere piacere vado a vedere solo quei film che penso mi interessino (ognuno ha i suoi pregiudizi). Ne scriverò e mi potrete dire se siete d’accordo o no con quello che scrivo; ognuno vede solo una parte, mai tutto, nessuno è perfetto. Ci saranno anche film inediti, ma bellissimi, film dimenticati, corti. Non parlerò mai di cose che non mi interessano o non mi sono piaciute, promesso; la vita è breve non perdiamo tempo con le cose che non ci dicono niente».

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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