L’altro volto della speranza – Aki Kaurismäki

(visto da Francesco Masala)

dalla fredda Finlandia arriva un film che mostra una storia di esseri umani, ognuno ha un nome e una personalità.
quando uno lo conosciamo per nome è il primo passo per vederlo in faccia, non è un altro indistinto in una massa di altri, ma uno come noi.
un po’ di cinema muto, come Chaplin o Tati, un po’ di Vittorio De Sica e molto Kaurismaki, impastati insieme, e appare questo gran film, che tutti possono capire.
poi, per caso, la storia raccontata è una storia quotidiana, per milioni di persone e per gli europei, controlli, documenti, polizia, picchiatori e assassini europei per la purezza della razza.
e meno male che c’è Wikström, che dà prima un pugno e poi una mano, per non dire tutt’e due, a Khaled.
per non parlare del cane.
se avete capito poco di quello che c’è scritto sopra, come spero, è solo per farvi andare al cinema, ogni cosa sarà illuminata.
Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

2 commenti

  • Kaurismäki è uno scandinavo anomalo – quasi una rarità. Ce ne fossero molti altri come lui … Ma purtroppo non accade spesso. Quindi … Grazie per la segnalazione, non vedo l’ora di tornare al cinema per vedere il film. P. s.: Adesso “Paterson” si trova anche come DVD 😉 🙂

  • Francesco Masala

    anche gli scandinavi, forse, non sono più quelli di una volta 🙂

Rispondi