Laura Conti: «era e andava dovunque ci fosse da…

… diffondere conoscenze, da incoraggiare»

di Barbara Bonomi Romagnoli e Marina Turi

Poco dopo l’elezione a Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in una delle prime uscite pubbliche affermò: «Ricordo in Italia le battaglie ambientaliste di Laura Conti, medico, partigiana e deputata, che si distinse particolarmente nel denunciare le responsabilità politiche e imprenditoriali dopo il disastro di Seveso». Ma chissà quante e quanti colsero il riferimento.

Laura Conti era nata il 31 marzo 1921 a Udine e cresciuta fra Trieste e Verona, dove si trasferì la famiglia antifascista. Studiò inizialmente a casa da autodidatta, si innamorò della scienza leggendo una libro su Marie Curie e poi a Milano si iscrisse a Medicina. Entrò nella Resistenza con l’incarico di fare propaganda nelle caserme, venne arrestata e presto trasferita nel campo di detenzione di Bolzano dove venne tenuta prigioniera sino alla fine della guerra.

Una esperienza forte che le ispirò il romanzo pubblicato nel 1965, La condizione sperimentale, dopo che aveva già scritto nel 1963, Cecilia e le streghe, in cui narrava attraverso il rapporto fra due donne i temi della morte, del dolore, dell’eutanasia.

Laura Conti, che si era specializzata in ortopedia, fu capace di tenere insieme il suo essere medica, la sua anima scrittrice e il suo impegno politico, prima con il Psiup poi con il Pci. Fra il 1960 e il 1970 fu consigliera alla Provincia di Milano, poi consigliera alla Regione Lombardia; tra il 1987 e il 1992 deputata alla Camera come indipendente per il Partito Comunista .

È stata precursora di riflessioni divenute poi centrali in alcuni movimenti progressisti ambientalisti: il nesso fra politica e ricerca tecnologica e scientifica, la necessità di mettere la questione ambientale al centro dell’agenda, la richiesta del diritto alla salute come prioritaria.

Sin dagli inizi animò Medicina democratica, il centro di controinformazione (e concreta organizzazione) sulla salute e sulla nocività in fabbrica fondato da Giulio Maccacaro, Seguì in particolare la tragedia di Seveso a partire dal 1976, quando l’azienda ICMESA causò la fuoriuscita e la dispersione di una nube di diossina. Spiegò che un incidente del genere era la dimostrazione «della mancanza di controlli pubblici contro lo strapotere degli interessi privati, dell’impotenza della pubblica amministrazione di un Paese, pur industriale e civile, come l’Italia, di fronte a un disastro ecologico imprevisto, ma non imprevedibile».

Agli inizi degli anni ’80 fu tra le fondatrici di Legambiente e divenne la presidente del comitato scientifico dell’associazione.

Fu instancabile divulgatrice, soprattutto nelle scuole.

Giorgio Nebbia la ricorda così: «Laura Conti era e andava dovunque ci fosse da diffondere conoscenze, da incoraggiare. Anche quando non stava bene di salute, anche quando è stata investita da guai personali, la si trovava nei dibattiti, nelle riunioni, anche nei paesi più piccoli, anche con i più piccoli gruppi – specialmente di ragazzi – che la invitavano a parlare e a discutere. Nella sua passione per la divulgazione lanciò nel 1982 anche una rivista, Newton, di cui sono usciti pochi numeri, ormai rarissimi».

Una vita piena terminata all’improvviso il 25 maggio 1993, mentre stava progettando un nuovo libro.

Sull’Icmesa di Seveso vedi Scor-data: 10 luglio 1976 e Scor-data: ancora sul 10 luglio 1976

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

La Bottega del Barbieri

4 commenti

  • Giorgio Chelidonio

    Laura Conti è stata la prima vera ambientalista che ho avuto occasione di incontrare: era il 1980, in un incontro tenutosi a San Bonifacio (Vr).
    Ne conservo un ricordo di relatrice precisa ed incisiva ❣

  • Per me, Laura Conti, è ancora uno dei grossi rimpianti della mia vita. Rimpianti che non si dovrebbero mai avere. Io ne ho invece molti, soprattutto legati a quel periodo in cui, dopo alcuni di carcere, mi ritrovai a lungo un po’ confuso e pieno di indecisioni. In occasione di uno dei miei ritorni Firenze, 1985 o 86, seppi che teneva un incontro in una località vicina, che non ricordo, e trovai qualcuno che mi accompagnò.
    Dal carcere, alcuni anni prima, avevo avuto una corrispondenza epistolare con Laura. Quando finalmente riuscirò a riordinare la posta di quegli anni, che conservo in alcune scatole, forse troverò anche qualcosa di suo. Fu molto gentile con me e ci trovammo su molte cose (nel ’79 in Sardegna, prima dell’arresto, avevo lavorato a lungo con un comitato contro il nucleare).
    Il ricordo più tenero legato a lei è che mi spedì pure un assegno di centomila lire (allora, e in carcere, erano tanti), che naturalmente dovetti rimandarle indietro perché non c’era proprio modo di cambiarlo.)
    Quando mi recai a quell’incontro vicino a Firenze,perciò, avevo un grande desiderio d’incontrarla finalmente. Ma non lo feci, ascoltai il suo intervento poi, anche per la fretta di chi mi accompagnava ma soprattutto per la mia timidezza, emozione e indecisione, non ebbi il coraggio di avvicinarmi.
    Non me lo sono mai perdonato.
    Mi è capitato più volte, negli ultimi anni, di affermare che se il PCI avesse capito Laura Conti, e non avesse boicottato le sue tesi e le sue proposte, molte cose sarebbero andate diversamente.

  • Gian Marco Martignoni

    Laura Conti, Giorgio Nebbia, Dario Paccino , la rivista “Sapere” e poi ” Medicina Democratica, hanno permesso e favorito la crescita di una cultura ecologica che non era mai separata, come accade invece oggi giorno,dalla migliore analisi marxista .

  • Alessandra Durante

    Erano i primi anni 80 e facevo il medico scolastico a Corsico nella cintura milanese. Ogni settimana Laura Conti passava una mattina a visitare i bambini delle terze elementari per prevenzione di scoliosi e di altri atteggiamenti sbagliati e correggibili. In quegli incontri intensi ho imparato moltissimo sul piano clinico ma soprattutto sul piano umano, come donna, come partigiana, come ambientalista

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