Le ultime righe del discorso di Conte…

…che non abbiamo sentito: uno scoop (*)

 

… e dopo aver lodato quelli che stanno lavorando – pochi, nei posti davvero essenziali per l’interesse collettivo – mentre la maggior parte degli italiani resta giustamente a casa, dopo averli chiamati eroi, dopo aver pregato che nessuno di loro si ammali, abbiamo pensato a un gesto concreto, non solo parole, non solo medaglie alla memoria.

Abbiamo deciso di attribuire a ciascuno di quelli che stanno lavorando (prendendosi tutti i rischi a beneficio di chi sta a casa) un premio una tantum di 10mila euro: a ciascuna lavoratrice e a ciascun lavoratore, senza distinzione di nazionalità, per tutti coloro i quali lavorano nei settori necessari per la collettività. Dunque un premio (ed è sempre troppo poco) ai lavoratori degli ospedali, agli operai dell’agroalimentare, dalla raccolta alla produzione e al trasporto e consegna delle materie prime e delle merci, nei settori che dovranno restare aperti; a chi raccoglie i rifiuti, a chi lavora negli esercizi commerciali della distribuzione alimentare, dai magazzinieri alle cassiere e ai cassieri, alle forze dell’ordine che garantiscono la sicurezza e l’osservanza delle difficilissime decisioni adottate dal governo.

Nessuno ci ha chiesto questo, ma ci sembra necessario – a nome di tutti e della fiscalità generale – dare un segnale di apprezzamento, oltre alle parole, per i lavoratori che hanno preso sulle loro spalle i rischi e il peso necessari per il benessere generale.

(*) Questa narrazione appartiene a «Il cuscino della notte», una vecchia, piccola tradizione del blog-bottega che state leggendo. Le persone più assidue hanno già incrociato qui Giovanardi redento e un leghista pentito, le borracce e Mary Starr Gelmini, il discorso più importante di Pio Laghi, un articolo di Marie Laveau, persino Lorella Cuccarini alle prese con la santa CONAD … e altri post che appartengono (e apertamente lo dichiarano per evitare equivoci) a un genere molto particolare: missive e articoli MAI scritti, dichiarazioni che persone “in vista” NON hanno pronunciato o pensato, cronache di avvenimenti GIAMMAI accaduti, sogni altrui e abusivi, recensioni di libri IMPOSSIBILI (un genere in cui anche Umberto Eco si dilettò). La totale inattendibilità è dunque ammessa in partenza almeno nei confronti di questo contingente universo dove attualmente abitiamo. Siamo nel “cuscino della notte” (dove si aggirano desideri e incubi), nella terra degli Elfi o – se vi piace la fantascienza – in mondi paralleli. Una celebre rubrica della «Settimana enigmistica» si intitola: “Vero o falso?”. Ma una prospettiva simile appare pedante e limitata. Infatti esistono anche il verosimile e suo zio il paradosso; il silenzio che confessa e il desiderio che nuota controcorrente; sberleffi e possibilità. In particolare sul “cuscino dell notte” tutti i testi NON letti da un tal Giuseppe Conte (dunque anche codesto qui sopra) sono scritti in stretta collaborazione con un Francesco Masala, forse lo stesso che passa spesso in bottega. La vignetta invece, come i fans avranno subito riconosciuto, è di Benigno Moi.

Benigno Moi

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