Lettera di Charles Mingus a db

Capita che il 30 aprile sia «Giornata Internazionale del Jazz»; così decise 6 anni fa l’UNESCO per «il riconosciuto ruolo diplomatico di questa musica nell’unire le persone in tutti gli angoli del globo».

MI SCRIVE CHARLIE

ciao db

mi ricordo di te anche se non ci siamo mai conosciuti. In questo posto strano dove siamo noi jazzisti (morti per l’anagrafe) fra l’altro posso vedere, come in un film, chi mi ha voluto bene e chi mi ha odiato. Mi ha colpito vedere un ragazzino bianco italiano – 15 anni neppure, eh – che sul dorso dei libri di scuola scriveva «Mingus» oppure «My favorite things» (a proposito anche John Coltrane è qui e ti saluta) o jazzate del genere. Questo vecchio film del “passato” mi arriva confuso e non vedo bene quando e come ti sei innamorato del jazz. Però in alcuni fotogrammi ho scoperto che hai speso i pochi soldini del tuo salvadanaio e hai venduto pure un cannocchiale del nonno per acquistare (a prezzi di rapina) il mio «Fables of Faubus» che in Italia allora era introvabile. E cose del genere. Che mi hanno un po’ commosso. Dicono che in vita sono stato un “cattivo” – se ho intitolato la mia autobiografia «Peggio di un bastardo» qualche motivo c’era, oltre alle mie origini molto miste – ma in fondo un po’ di cuore tenero ce l’ho anche io.

Approfitto di questo “varco temporale” (qui dove siamo noi somiglia assai alla fantascienza che tu ami) e della traduzione di Mario Schiano per scriverti e ringraziarti. Devo andare veloce perché il “varco” dura poco e comunque la connessione è incerta. Caso (?) vuole che oggi sia proprio la «Giornata Internazionale del Jazz» e allora ti chiedo: perché non ne hai parlato nella tua “bottega”?

Ti saluto, Ah Um

Charlie

 

RISPONDO (EMOZIONATO) A CHARLIE

Ciao Charlie

bello aver ricevuto questo messaggio. Come forse sai stavo ascoltando il quintetto di Lee Morgan in «The Sidewinder» quando il tuo messaggio si è infilato nel “varco”; ascolto jazz – di ogni tipo – tutte le volte che posso. Prima di tutto una domanda: lì dove siete c’è posto solo per i musicisti? E se sì – mannaggia – non si potrebbe fare un’eccezione per me? Non so cosa c’è dopo la morte ma dovunque andrò mi piacerebbe che ci fosse il jazz: è stata ed è la colonna sonora della mia vita, la musica dell’anima. L’altro giorno suonavano a Torino due “mostri” che tu conosci bene: Archie Shepp (fa 81 anni il 24 maggio che è pure il compleanno di mia moglie la quale però è più giovane e purtroppo non suona) e Carla Bley (quasi 82). Tu penserai che ero lì in seconda o terza fila: e invece no. Ci ho provato ma… sempre i maledetti pochi soldini mi hanno bloccato. Però quando posso vado a sentire i concerti dal vivo: da poco il “vecchio” Enrico Rava e i “giovani” Fabrizio Bosso e Paolo Fresu per dire tre trombettisti (sembra uno scioglilingua) italiani. Sto tergiversando? Beh sì, comunque grazie che mi hai ricordato…. di fare una “scor-data”in jazz. Pure se ho una gran faccia da culo, non so bene che dire a un gigante come te; e se poi vedete questi strani filmati magari sai già tutto. Però se ti è sfuggito questo fotogramma guarda qui sotto una “cazzaronata” – penso che Mario Schiano sappia come si traduce – che ho mandato a 19 persone con le quali sentivo di avere un debito (o un credito) di “salute” musicale perché (diceva il nostro amico Thelonius) «il jazz è un graffio nell’anima, chi non lo sente forse non ha anima»).

Ti saluto, Ah Um

db

Verbale segretissimo; solo 19 persone ne hanno copia

RIASSUNTO DEL VERBALE: intervengono nell’ordine i “medici” Er capo cor serpente, Core mio, Meglio Te Sento, Anvedi, Testa Matta e Chi va cor Zoppo

IPPOCRATE – visto che la notizia “del giorno” è che i giovani si curano in rete, ci adatteremo: forse un primo chek-up con farmaci-alfieri gioverebbe a rafforzare le jazzdifese immunitarie; apriamo la discussione. Raccomando ove possibile interventi brevi e densi alla Parker, alla Monk o alla “Jazz Sebastian Bach” insomma Swingle Singers.

CARDIOLOGIA –  per iniziare un classico Sonny Rollins – My Old Flame (1951) – YouTube proseguendo con Sonny Rollins – The Bridge – YouTube

OTO/RINO – se dico Ornette Coleman lei. Ipotetica/o XY, cosa capisce?  Ornette Coleman Trio at the Golden Circle – Faces and Places  a esempio

OCULIS/TICA – rafforziamo lo sguardo con “Enrico Rava New Generation” (dal vivo 2006, in rete non c’è) altrimenti il nuovo Fabrizio Bosso ma d’accordo con l’oto/rino vediamo intanto che effetto fa Max Roach- DRUMS UNLIMITED – Full Album – YouTube

NEUROLOGO – inevitabilmente “cococo” cioè continuare con Coltrane (opera omnia) magari partendo da Duke Ellington & John Coltrane – In a sentimental mood – YouTube ma integrare con  CHARLES MINGUS, Original Faubus Fables – YouTube e/o  con Marsalis Wynton – Black Codes – YouTube

l’ORTOPEDICO: sulle costole mettiamo Miles Smiles 1966 – YouTube o simile, Keith Jarret a piacere per le articolazioni ma per il collo e la gola ci vogliono Abbey Lincoln e Billie Holiday, in originale o con Ada Montellanico: per esempio Willow weep for me (A. Ronell) – ADA MONTELLANICO QUARTET …

PRIMA CHE LA GINECOLOGA RIESCA A DIRE LA SUA…. IRROMPONO MUSICISTI MASCHERATI: uno sembra Satchmo (possibile?) con zia Ella, l’altro Archie Shepp e ovviamente Art Ensemble of Chicago (ma quello con il pizzo è Eric Dolphy o no?)…

s e g u e ?

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. CI SONO POI SCOR-DATE MOOOOOOOOLTO “PERSONALI” E QUELLA DI OGGI LO E’. Assai diversi ovviamente gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

11 commenti

  • Grazie, leggerti è sempre un piacere, e qualche volta, come questa volta fa anche bene all”anima.
    Un abbraccio
    Gianfree- jazz

  • lella di marco

    che delicatezza poetica
    che dolcissima invenzione
    e che meraviglia
    ESSERE PEGGIO DI UN BASTARDO !

  • Sono a Firenze. Cose da ospedale, Relaxing at Camarillo, direbbe Parker. Ho preso l’ascensore ascoltando Ascenseur pour l’echaffaud, con il caro Miles. Non sono vicino all’arno, Lazy river. Alla tv fanno come al solito trasmissioni sul cibo che Satchmo saluterebbe Rice and beans spegnendo subito. Non ho la radio, dove su Rai si celebra la giornata del jazz. In testa oscillo fra Trane.. E Trenet. Si, La mer, nella rielaborazione di Bobby Darin, fatta propria da Armstrong, che ho sfacciatamente cantato nella mia festa della pensione: Beyond the sea. Mack the knife is back! Thanks to Mingus, Danny boy and to the swing, che se non ci fosse non saprebbe di niente

  • Francesca Conti

    Grazie Daniele per aver condiviso questo bellissimo e toccante dialogo. Amo tutta la musica, ma il jazz è la poesia dell’anima e se ti entra “dentro” ci resta per sempre.
    Un abbraccio
    Francesca C.

  • Francesco Masala

    Charlie e John, che lassù suonano musiche angeliche, uniti per un messaggio a db, una cosa epica

  • DB, ti voglio bene. Abbracci !

  • Db, chiedi a Mingus di salutarci Thelonious Monk !!!! Anche lui non era così cattivo come dicono, forse solo un po’ fuori di testa!!!

  • con un considerevole ritardo, voglio ringraziarti di queste lettere molto carine. Il jazz X te e proprio un amore giovanissimo.mi incuriosisce conoscere cosa ti attraeva ( alcuni strumenti in particolare, o che ne so….) di questo tipo di musica che normalmente non attrae molto i ragazzi. Ma il ringraziamento e sopratutto perché così mi sto ascoltando ogni giorno un pezzo su you toube ( a parte uno che non si apre) dei vari link ma anche altri. E non sono x niente male. Bellissima la batteria di m roach per esempio.

  • clelia pierangela pieri

    Qui si respira. Grazie.
    c.

  • …e penso a quanti programmatori TV o radio, quanti dj, m, anche, quanti autori, andranno invece all’inferno (si può immaginare clemenza per la spazzatura che ci investe ogni giorno? Non si può, credo io)

    Grazie, Daniele,
    ho scoperto solo fa questa tua corrispondenza con Charlie Mingus. Grazie.

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