Livorno con finto green e la Toscana delle patologie

due articoli di Maurizio Marchi

Livorno: finto green, senza nominare la raffineria ENI

Il finto nuovo corso verde europeo cala a Livorno il 2 dicembre nelle mani del PD e dei suoi uomini anti-verdi per definizione, cominciando dall’intramontabile Gianfranco Simoncini, che fu sindaco a Rosignano per ben 14 anni (1991-2004) sostituendo il povero Giuseppe Danesin, che aveva concesso e perduto lo storico referendum sul progetto Solvay del PVC, promosso dai Verdi e da Democrazia Proletaria nel 1988. Intramontabile che ora si ripresenta come assessore allo sviluppo economico nel Comune di Livorno, dopo una quindicina d’anni nel ruolo di “eminenza grigia” della Giunta regionale, gestendo cospicui fondi pubblici, senza apportare la minima correzione ecologica a nessuna stortura della Toscana (rifiuti, industria inquinante, privatizzazione dell’acqua, ecc) .

Tornando al nuovo corso europeo (e livornese) “verde” nel documento di convocazione della kermesse del 2 dicembre, dopo i richiami rituali all’«economia circolare e all’abbattimento degli inquinanti climalteranti», non si dice una parola sulla raffineria ENI (unica in Toscana) che è proprio la personificazione dell’economia fossile e climalterante, oltre che nociva per la salute di lavoratori e cittadini.

L’opinione pubblica sappia, con l’occasione, che la raffineria ENI di Livorno è il terzo emettitore di sostanze climalteranti della Toscana (dalle stesse sue dichiarazioni al Registro europeo delle emissioni) con 1,1 milioni di tonnellate l’anno di CO2 (ed inquinanti annessi) dopo la Solvay di Rosignano (2,2 milioni di tonnellate) e la geotermia (protetta dalla giunta regionale come un tesoretto) con 3 milioni di tonnellate/anno.

E pensare che proprio la raffineria ENI avrebbe a Livorno tutte le condizioni (enormi spazi, posizionata sul mare, saperi, ecc) per passare gradualmente dal petrolio all’idrogeno, ottenuto con l’elettrolisi dell’acqua di mare con energie rinnovabili, fotovoltaico ed eolico. Avviando così concretamente l’economia circolare e l’abbattimento degli inquinanti climalteranti, oltre che salvaguardare l’occupazione dei lavoratori, che altrimenti non avrebbero nessuna prospettiva occupazionale nel breve-medio periodo, in presenza di una raffineria piccola e superata, e mentre i combustibili per la mobilità arrivano già pronti da grandi raffinerie arabe e del nord Africa (speriamo ancora per poco tempo).

Livorno diverrebbe anche un polo di innovazione (altra parola abusata nel documento sul nuovo corso verde) per la produzione su larga scala di idrogeno, per l’utilizzo nella mobilità (treni, auto, navi, ecc) e nella generazione elettrica, abbandonando gradualmente l’inquinante geotermia toscana.

Prospettammo per iscritto questi argomenti alla “Commissione regionale per il rilancio della costa” presieduta da Antonio Mazzeo nell’aprile 2018, senza ottenere nessuna risposta.

In conclusione, nei circoli istituzionali non c’è ombra di coraggio né di cultura dell’innovazione, e si rimette tutto ai tempi lunghi e distorti (ENI talvolta annuncia di voler ricavare idrogeno dal metano, con ciò restando sempre nell’ambito del fossile) delle multinazionali: innovazione sì ma con i nostri tempi, sembrano dire i manager pubblici e privati.

Abbiamo la prospettiva a breve termine di ottenere immensi fondi dall’Unione Europea: se non si mette in moto ora un piano di riconversione ecologica dell’energia e dell’economia, basandoci sull’idrogeno, dovremmo aspettare molti decenni , durante i quali i cambiamenti climatici avranno la meglio.

Maurizio Marchi per Medicina democratica Livorno – 30.11.20

Malati cronici in Toscana, conoscere dove sono per sapere dove potenziare i servizi anti-Covid e  i vaccini

In Toscana sono un milione e centomila i malati cronici, nel 2019, affetti da diabete mellito, pregresso ictus, insufficienza cardiaca, cardiopatia ischemica, demenza, ipertensione, BPCO bronco pneumoconiosi (da cattiva qualità dell’aria). Dall’analisi dei dati ARS risulta che pochissimi Comuni sono esenti da queste patologie, ma tuttavia ci sono. Vediamoli: nessuno in provincia di Arezzo, nessuno in provincia di Grosseto, solo uno in provincia di Lucca (Viareggio, poco credibilmente, visto il contesto viareggino in mortalità e ospedalizzazione), due in provincia di Livorno (Marciana e Marciana Marina), tre in provincia di Firenze (Impruneta,  Bagno a Ripoli e Rignano sull’Arno), nessuno in provincia di Massa Carrara, nessuno in provincia di Pistoia, nessuno in provincia di Prato, solo uno   in provincia di Pisa (Guardistallo), solo uno in provincia di Siena (Castiglione d’Orcia).

Vediamo ora invece i Comuni più colpiti da queste patologie nel 2019. In provincia di Arezzo Chitignano è al primo posto con 56 punti di eccesso sulla Toscana nei malati cronici totali, Talla è al secondo posto con un eccesso di 41,02 punti, Manciano della Chiana è al terzo posto con un eccesso di 34 punti.

In provincia di Firenze il Comune di Firenzuola è il primo con un eccesso di 27,1 punti, Dicomano è il secondo con un eccesso di 26,57 punti, Borgo San Lorenzo è il terzo con un eccesso di 20,79 punti. 

In provincia di Grosseto il Comune di Castel’Azzara è al primo posto con un eccesso di 40,86 punti, seguito da Sorano con un eccesso di 34,94 punti e da Roccalbegna con un eccesso di 34,23 punti. Qui c’è anche Capalbio con un eccesso di 29 punti.

In provincia di Livorno il piccolo e isolato Comune di Sassetta è al primo posto con un eccesso di 39,46 punti, seguito da Campiglia Marittima con un eccesso di 22,23 punti e da Collesalvetti con un eccesso di 18,1 punti (il paese della raffineria ENI).

In provincia di Lucca il Comune di Villa Basilica – molte cartiere – è al primo posto con un eccesso di 59,4 punti, seguito da Stazzema con un eccesso di 46,57 punti, seguito da Molazzana con un eccesso di 42,39 punti.

In provincia di Massa Carrara abbiamo anche il massimo degli eccessi dei malati  cronici in tutta la Toscana: il Comune di Fivizzano è al primo posto con un eccesso di 83,78 punti, seguito da Casola in Lunigiana con un eccesso di 77,35 e da Comano con un eccesso di 46,67 punti.

In provincia di Pisa il Comune di Castellina Marittima è al primo posto con un eccesso di 26,97 punti, seguito da Orciano Pisano con un eccesso di 24,07 punti e da Castelnuovo Val di Cecina (geotermia) con un eccesso di 20 punti.

In provincia di Pistoia abbiamo la sorpresa più sgradevole: il Comune di Abetone Cutigliano è al primo posto con un eccesso di 32,39 punti, seguito da Chiesina Uzzanese con un eccesso di 25,53 punti e da Montale (inceneritore) con un eccesso di 15,35 punti.

In provincia di Prato abbiamo l’isolato Vernio al primo posto con un eccesso di 38,23 punti, seguito da Montemurlo con un eccesso di 11,57 punti, poi da Carmignano con un eccesso di  8 punti.

Infine in provincia di Siena Chiusdino – il Comune del mulino bianco, dal 2011 della geotermia – è al primo posto con un eccesso di 36,82 punti, seguito da Sarteano con un eccesso di 22,88 punti e da Piancastagnaio (geotermia) con un eccesso di 21,93 punti.

In mezzo, fra i Comuni migliori e quelli peggiori per le patologie croniche, ci sono circa 240 Comuni con eccessi anche forti per alcune patologie croniche che a loro volta vanno prevenute.

Ognuno può verificare questi dati sul sito  https://www.ars.toscana.it/it/relazione-comuni.html

Questo è il momento, mentre siamo confinati in casa, per prepararci alla eventuale, scongiurabile, terza ondata del  COVID. E anche per cercare di capire, senza paraocchi, perché ci sono queste enormi differenze fra Comuni, come per la mortalità e i ricoveri ospedalieri.

 

La Bottega del Barbieri

Un commento

  • Sui nefasti dello stabilimento Solvay di Rosignano da due anni e definitivamente Medicina democratica e Solvay hanno messo il silenziatore in bocca a Maurizio Marchi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *