LO STRANO VERSO

(Roba del Pabuda…)

 

la gazza aggazzolata

sulla più alta antenna

disponibile

per il variabile

pomeriggio di pasquetta,

sta lì:

allungando il collo,                             

fa uno strano verso:

non so come si chiami

non so chi chiami –

se chiama qualcuno

che ama

o se tiene lontano

qualcuno

che odia davvero –.

lasciami stare:

ho da studiare!

ma continua a far

quel verso:

come dei lunghi baci

sulla nota più acuta lanciati

ma mescolati ai ripetuti fischi

dell’arbitro

che chiama la massima

punizione

e nessuno gli fa attenzione.

alla gazza

sembrano dar retta

soltanto dei volatili –

tre o quattro –

d’un altro giro

(specie? razza? famiglia?

tribù? nazione?)

sia come sia

quegli uccelli diversi

le fanno intorno,

volando, dei giri

(di giubilo o di comprensione?

di minaccia?

d’osservazione?

o di semplice ricognizione?)

non ne ho la più pallida idea:

però mi paiono –

vista l’ala, il becco, il collo,

la coda, la penna –

bestie ben più forzute,

dinamiche e autorevoli

di quella gazza aggazzolata

– da sola – sull’antenna.

quando torna Yoko,

le faccio rapporto e le chiedo

illuminazione.

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

Un commento

  • Approfitto di questo intervento di Pabuda per ringraziarlo per avermi fatto scoprire un meraviglioso quanto poco conosciuto autore come Jean Malaquais! Ho letto I giavanesi e sono stato folgorato dalla modernità ed attualità di questo libro. Ora sono in trepidante attesa di Pianeta senza visto…..
    Grazie!

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