L’OCEANO

(Roba del Pabuda…)

non m’han         

preso all’amo:

l’uncino acuminato

non m’ha perforato

il palato.

nessuna

robusta lenza

fuori dal mio spazio    

liquido abissale

m’ha trascinato:

io:

l’esca viva –

per sua natura

riunita

al medesimo

tragico destino

della vittima –

ho graziato.

io:

sotto a un gorgo

vertiginoso

di nutriente plancton

abito

e ancora libero

nuoto.

i mari dove sguazzo

son

troppo profondi

per loro.

 —

(Le illustrazioni sono tratte da Poissons, Ecrevisses et Crabes (1754), la prima pubblicazione a stampa con immagini a colori di pesci & affini; grazie a Public domain Review per la segnalazione)

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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