Luce D’Eramo: «Deviazione»

di db

Il meglio del blog-bottega /213…. andando a ritroso nel tempo (*)

Strano titolo «Deviazione». Immaginiamo che una persona curiosa lo noti fra le novità Feltrinelli (è una ristampa, ma importa poco) e lo inizi senza saper nulla del libro o dell’autrice, Luce d’Eramo.

«E’ stato straordinariamente semplice fuggire» le prime parole. Si parla di Dachau: la protagonista non è internata ma adibita a pulire gli scarichi della vicina Monaco. Seppur controllata si può muovere. Durante un bombardamento riesce a scappare. Ha 19 anni, ingenua ma indurita dai mesi a Dachau.

Bisogna arrivare a metà libro per scoprire che «Lucia» in fondo allo zaino ha i ritratti di Mussolini e Hitler, che suo padre è sottosegretario di Stato a Salò. E’ scappata di casa per lavorare come operaia volontaria nei campi di lavoro tedeschi.

Lo sguardo di chi legge è cambiato. Davvero la ragazza vuole aiutare gli scioperanti francesi dell’Ig Farben o è una spia, una provocatrice? Chiuse le prime tre parti del libro – scritte rispettivamente negli anni ’50, nel 1961 e nel 1975 – si apre la quarta, «Deviazione» (del 1977) dove Luce d’Eramo confessa le sue «omissioni», le verità che non ha scritto prima perché non voleva ammetterle neppure con se stessa.

I nazisti vogliono distruggere «la coscienza sociale degli internati» che quasi mai riescono a unirsi in una comune difesa: «il gioco era fatto». E lei sogna di guidare una ribellione mentre si chiede come e quando si sono abbrutiti quelli che ora schiavizzano gli internati. Ricorda di aver letto «Memorie da una casa di morti» di Dostoevskij: per non impazzire, «un carceriere deve metterci del suo […] frustare i detenuti per amore dell’arte». Quando i cani-lupo le scodinzolano – o forse così lei crede – Lucia immagina che solo loro la possano capire.

Si interrompe il libro e l’autrice, prima di ripartire, confessa: «Sono passati 6 mesi dalla pagina che precede […] E’ stata un’impresa massacrante, che mi ha quasi portata all’orlo della pazzia nel risuscitare affetti, iniziative, scontri di 31 anni di vita alla ricerca di quel vuoto della memoria che era dappertutto e in nessun luogo».

Il lager visto con gli occhi di una ragazzina, convinta fascista, che tarda a capire persino quel che ha sotto gli occhi. Giusto che Feltrinelli lo ristampi, giustissimo che la rivista «Leggendaria» in marzo le abbia dedicato a una giornata di studio internazionale. Non c’è solo «Deviazione»: di altri temi (persino di fantascienza) ha scritto Luce d’Eramo con grandissima efficacia. Ma questo libro sconvolgente non deve essere dimenticato.

(*) Anche quest’anno la “bottega” ha recuperato alcuni vecchi post che a rileggerli, anni dopo, sono sembrati interessanti. Il motivo? Un po’ perché oltre 17mila e 700 articoli (avete letto bene: 17 mila e 700) sono taaaaaaaaaaanti e si rischia di perdere la memoria dei più vecchi. E un po’ perché nel pieno dell’estate qualche collaborazione si liquefà: viva&viva il diritto alle vacanze che dovrebbe essere per tutte/i. Vecchi post dunque; recuperati con l’unico criterio di partire dalla coda ma valutando quali possono essere più attuali o spiazzanti. Il “meglio” è sempre soggettivo ma l’idea è soprattutto di ritrovare semi, ponti, pensieri perduti… in qualche caso accompagnati dalla bella scrittura, dall’inchiesta ben fatta, dalla riflessione intelligente: con le firme più varie, stili assai differenti e quel misto di serietà e ironia, di rabbia e speranza che – lo speriamo – caratterizza questa blottega, cioè blog-bottega. [db]

 

redazione bottega
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

Un commento

  • Francesco Masala

    in edicola con Repubblica

    DAL 24 LUGLIO 2020
    Deviazione
    Luce d’Eramo
    Vol.14
    Lucia è una giovane donna di origini borghesi, figlia di un sottosegretario della Repubblica di Salò, che è vissuta in Francia e ha alimentato, attraverso la lontananza, i miti del fascismo dentro i quali è cresciuta. Non solo, ora è convinta che fra le menzogne sul nazifascismo ci siano anche le crudeltà dei campi di lavoro. Decide di verificare in prima persona e si reca, come volontaria, nei Lager, sicura di poter smentire quelle che ritiene calunnie sulle modalità di trattamento dei “lavoratori” da parte del grande Reich di Hitler. È allora che comincia una discesa agli inferi, complessa, violenta, che legge l’orrore, lo assume in sé e sembra addirittura “scontarlo”. Luce d’Eramo ripercorre con Lucia un tracciato di formazione che è stato il suo, un tracciato che tuttora, soprattutto ora (accecati da ogni sorta di revisionismo), suona come avventura della coscienza, testimonianza e grido di allarme. Deviazione è una storia che ci parla dell’inaudita fatica che costa lo spogliarsi delle menzogne con cui la memoria (individuale e collettiva) si racconta il proprio passato. Pubblicato per la prima volta nel 1979, il libro svela i meccanismi collettivi di rimozione del passato fascista e nazista, il raccontarseli come se non fossero mai avvenuti o non potessero mai più avvenire.

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