L’ultima regia di Hoffmann Sandor

Non so quante/i di voi – spero davvero molte/i – ieri sera abbiano visto su La7 il monologo di Marco Paolini “Ausmerzensulle terribili vicende legate alle teorie dell’eugenetica, che fra il ’34 e il ’45 portarono il nazismo all’eliminazione dei disabili e dei malati di mente. Era trasmesso in diretta (e senza interruzioni pubblicitarie, evento credo rarissimo) dall’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano, proprio alla vigilia della “Giornata della memoria”. Io che non posseggo la tv e quasi mai la guardo, ho fatto una eccezione e mi sono fatto invitare davanti a un televisore. Non me ne sono pentito. Mi chiedevo quanti e quali film o testi (teatrali e non solo) sarebbe opportuno far girare e discutere anche per contrastare una certa “retorica” – tipica delle istituzioni – che qualche volta rende inservibile persino questa memoria così tragica. Se non ricordo male (cito a memoria) Franco Fortini scrisse che persino “le vetrine di Auschwitz” rischiano di non saperci dire l’essenziale… se non sappiamo calarle nel presente. Paolini ha saputo farlo in un modo straordinario. Mi sarebbe piaciuto in questi giorni prendere un aereo (un Ryanair) e volare a Pirri – hinterland di Cagliari – per vedere e raccontare in blog “L’ultima regia di Hoffman Sandor”, una storiae mi sembra sconvolgente anche per i quesiti che pone sulla infinita possibilità di falsificazione… Non sono riuscito a farlo ma qui sotto vi offro una scheda. Chi desidera saperne di più non avrà difficoltà a rintracciare l’autore, gli attori e il regista. (db)

 

L’ultima regia di Hoffmann Sandor

di Luigi Alcide Fusani

in scena Alessandro Mascia, Pierpaolo Piludu

Luci Giovanni Schirru

Regia Silvestro Ziccardi

In collaborazione con la Società Umanitaria di Cagliari

Da martedì 25 a venerdì 28 gennaio 2011 al Teatro La Vetreria (di Pirri)

 

Luigi Fusani ha scritto questo testo teatrale dopo un’esperienza di alcuni anni di insegnamento in Ungheria dove è venuto a conoscenza di una storia quasi dimenticata in quella nazione: lo sterminio di circa un milione di ebrei consegnati ai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Una pagina di storia tristissima che ha visto la comunità ebraica della città di Pécs scomparire quasi totalmente. Ciò che ha sorpreso maggiormente Fusani è stata la rimozione della memoria di quell’evento. In collaborazione con l’università di Pécs, una delle più antiche d’Europa, ha portato avanti un’approfondita ricerca che si è conclusa con la pubblicazione di un libro, la realizzazione di uno spettacolo teatrale, rappresentato in tutta l’Ungheria, e di un’opera radiofonica trasmessa dalla radio nazionale.

Anche lo scenario de “L’ultima regia di Hoffman Sandor” sono i campi di concentramento nazisti. Stavolta si tratta di una ricostruzione romanzata. L’autore indaga sulla tragedia del nazionalsocialismo, mettendo in evidenza, in particolare, il ruolo che ebbe la propaganda per l’affermazione di Hitler e del suo progetto criminale.

Sulla scena due operatori cinematografici raccontano, mostrano spezzoni di film, interpretano i protagonisti della storia. Devono adempire alle ultime volontà di Karl Von Essen, recentemente scomparso, un dipendente del Ministero della Propaganda tedesco che, durante la guerra, aveva avuto l’incarico di girare un film all’interno di un campo di concentramento. In Europa si iniziava a parlare di presunti campi di sterminio. Il film, attraverso una totale falsificazione della realtà, avrebbe dovuto mostrare che i campi erano frequentati da volontari di tutte le età che accettavano con entusiasmo di lavorare per il successo della Germania nazista.

Karl von Hessen, durante le riprese, riconosce, tra i deportati, il regista Hoffman Sandor, un ebreo ungherese, suo amico e maestro; hanno modo di parlare. Decidono di impegnarsi in un’impresa rischiosa, ma affascinante: i film saranno due, uno quello voluto dalla propaganda, e un altro che avrebbe rappresentato la realtà… la verità.

Allo sviluppo vengono mandate solo le bobine del film di propaganda, le altre vengono classificate come riprese sbagliate, da non sviluppare.

A conclusione della guerra, Karl Von Essen si ritira con la sua famiglia a Riva del Garda, ma appena finisce di montare “le riprese sbagliate”, girate nel campo di concentramento, si ammala di una profonda depressione. Sono gli anni della diffusione della Rsi e dei primi apparecchi televisivi. Karl Von Essen è terrorizzato dall’idea di come le menzogne della propaganda potrebbero diventare ancora più convincenti ed efficaci con questo nuovo mezzo di comunicazione.

Per oltre cinquant’anni si chiude in un silenzio impenetrabile… afasia totale.

Alla sua morte lascia una lunga lettera e la pellicola de “La colonia penale”: l’ultima regia di Hoffman Sandor.

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

3 commenti

  • Io l’ho visto stamattina con una mia classe. Sala piena di ragazzi di un liceo. Silenzio teso e intenso per tutta la durata dello spettacolo.
    All’uscita una valanga di domande, su Kafka, sulla propaganda nei media, su Antigone, sull’Ungheria…la più imbarazzante e la più profonda: “Prof, ma secondo lei questo orrore può ripetersi?”.
    Uno splendido spettacolo.

  • Bel Post davvero! 🙂

    Un invito a riflettere sul senso vero della memoria anche sul nostro blog…Vongole & Merluzzi! Spero avrai modo di ricambiare la visita!

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/01/27/olocausto-amnesico/

  • ciao, Adele
    spero che i ragazzi abbiano tratto spunti di riflessione utili per loro dallo spettacolo che hanno visto. Mi sarebbe piaciuto molto esserci anch’io, ma gli impegni di fine quadrimestre, e la distanza, mi hanno costretto a ritardare il momento in cui assisterò alla rappresentazione. Pazienza. Mi sarebbe piaciuto molto esserci sia per ascoltare i commenti di giovani diversi rispetto a quelli con cui ho a che fare qui (essendo qui imperante la coppia Bossi-Berlusconi), sia perché avrei avuto tante cose da raccontare, sia rispetto all’Hoffmann Sandor, sia rispetto alla mia esperienza di lavoro in Ungheria, da cui sono nati questo e altri testi.
    In questo momento, infatti, sto lavorando a un progetto per un ciclo di documentari televisivi, raccolti sotto l’etichetta “il bel Danubio nero”, dove affrontiamo il problema del risorgere dell’antisemitismo, nei paesi dell’ex blocco sovietico… (abbiamo visto allo stadio di Genova di cosa sono capaci questi bei figuri).
    … comunque, spero che magari l’estate prossima, quando dovrei venire in Sardegna, magari si possa organizzare un incontro anche extra scolastico, con te e con i tuoi alunni… bisogna seminare seminare seminare.
    se posso esserti utile, non ti fare scrupolo
    grazie e un caro saluto
    Luigi Alcide Fusani

Rispondi a lordbad Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *