L’ultimo spettacolo (1971) – Peter Bogdanovich*

visto e rivisto da Francesco Masala

L’ULTIMO SPETTACOLO: una mini-serie per recuperare un po’ di grandi film

un film di gente che fugge e gente che muore, muore anche l’unica sala cinematografica, vinta dalla tv, in una cittadina flagellata dal vento.
tante scene sono memorabili, ne cito una, verso la fine, quando Billy, viene investito, da un camionista che trasporta animali che vanno al macello.
e che dire dell’affetto di Sonny per Billy (che nella vita vera sono fratelli)?
e del monologo di Sam?

si aggiunga, tra l’altro, che Sonny, il protagonista, è anche il protagonista, lo stesso anno, di “E Johnny prese il fucile” (se ne era parlato qui, del film, e qui dell’autore, Dalton Trumbo) e che Orson Welles ha suggerito che il film fosse girato in bianco e nero.

ci sono poi altre decine di motivi per non perdere questo grandissimo film, non ve ne pentirete mai.

https://markx7.blogspot.it/2014/01/lultimo-spettacolo-peter-bogdanovich.html

 

*può capitare che qualcuno voglia recuperare qualche film dimenticato, o quasi, ma non sa quali, o non se li ricorda; parlare di grandi film dimenticati è un esercizio di memoria.

si chiede scusa in anticipo se qualche volta verrà citato più di un film, ma un film buono tira l’altro.

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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