Marte-mix-dì: un esagono con 4 lati cortini

1) il vecchio Leinster; 2) il giovane Robot; 3) Se Dianella scopre Theodore; 4) se db scopre Roberto Monti e suo cugino; 5) fritto misto con domanda; 6) preparatevi a un annuncio sensazionale

 

1 – Il vecchio Leinster

Siccome qualche Marte-dì fa avevo scritto che non avrei riletto «Il pianeta dimenticato» di Murray Leinster che adesso Urania rimanda in edicola – con un’appendice sul grande Db… ma non sono io, è Dino Buzzati – ho avuto una tirata di orecchie da Mam cioè Mauro Antonio Miglieruolo e ho dovuto fare retromarcia. Rileggendo questo romanzo del 1955, mille volte copiato, però non sono rimasto folgorato; certo il continuo – e a volte un po’ palloso, posso dirlo? – riflettere di Leinster sulle motivazioni che spingono Burl, il protagonista (un po’ bambino e un po’ selvaggio ma anche eroe e genio) a sperimentare risulta originale e talora interessante ma è tutto troppo semplice, compreso l’esageratissimo “lieto fine”. Spero che Mam mi vorrà bene lo stesso.

2 – Il giovane Robot, nel senso di rivista

Non per piangere miseria (ci mancherebbe con i tempi che corrono se mi lamentassi io che ho pure una pensioncina) ma per spiegarvi: quando il mio conto in banca va in rosso devo mollare un  po’ sulla carta stampata che è una delle mie “uscite” più fuori controllo. Così per un periodo non ho preso «Robot». Adesso ne ho recuperato un po’ di numeri e mi sembra interessante raccontarvi – in ritardo – perché è sempre una gran rivista. Lo farò a pillole nei prox Marte-dì. D’accordo? Faccio partire l’applausometro, se supera 109 vuol dire sì.

3 – Se Dianella scopre Sturgeon

Nella vivace newsletter di aprile di Dianella Bardella ho trovato questo: «Mia recensione di Più che umano di Theodore Sturgeon». Eccone un estratto.
“Fonderci, quella era la parola che usava Janie. Diceva che gliela aveva detta Baby. Significava che tutti insieme eravamo una sola cosa, anche se ognuno faceva cose diverse….Lone diceva che forse era una via di mezzo tra aiutarsi e unirsi” ( T. S.)

Ho scoperto questo scrittore americano mentre preparavo la recensione al libro di Tom Wolfe, “L’acid test al rinfresko elettriko”, interamente dedicato a Ken Kesy e ai suoi Merry Prenksters (allegri burloni). Sono così venuta a sapere che un autore culto di Ken Kesey era proprio Theodor Sturgeon. E così ho letto questo suo romanzo, “More than human”, che alcune edizioni in italiano traducono “Più che umano” e altre “Nascita del superuomo”. L’edizione italiana che ho letto io, quella della Giano del 2005 traduce il titolo alla lettera. E’ un bel titolo e ha a che vedere con il contenuto del romanzo molto più che l’altro, che evoca cose del tutto al di fuori di esso.
Non sono né un’appassionata di fantascienza né tanto meno un’esperta di questo genere letterario. Diciamo che, come molti ormai, non divido la letteratura in generi ma in libri che mi piacciono o che non mi piacciono.
La mia lettura di “Più che umano” è avvenuta quindi fuori da un contesto di genere letterario specifico, è avvenuta invece nell’ottica dei miei interessi principali in questo campo, quella della letteratura beat e hippy. Mentre leggevo questo romanzo mi sono cioè domandata cosa lo legasse ai vari Allen Gisberg, Ken Kesey, Lenore Kandel. Ho trovato a questo proposito delle connessioni: Il romanzo:
– ti porta in una dimensione “altra”, ma umana, i “poteri” che i personaggi posseggono derivano dalla mente umana non da entità sovrannaturali;
– ti porta ad un livello di profondità in te stesso, tramite i personaggi, come si muovono, cosa fanno, cosa dicono;
– ti porta ad identificarti in loro e li vedi come in un film, ma un film psichedelico, cioè un film che avviene solo dentro la mente di qualcuno;
– ti porta a questo discorso bellissimo della telepatia, del comunicare con la mente, cioè con l’energia della mente ed in maniera immediata ed intuitiva, senza la mediazione delle spiegazioni razionali, delle giustificazioni, dei perché e dei per come, la comunicazione mentale avviene e basta.
Lo stesso linguaggio di Sturgeon in questo libro […]

continua qui: http://lascrittura.altervista.org/mia-recensione-piu-umano-theodore-sturgeon/

A me è sembrato molto interessante la scoperta di Sturgeon “fuori” dalla fantascienza ma forse Dianella ha colllocato “Più che umano” TROPPO fuori dalla fantascienza; voi martediani che dite?

4 – Se db scopre Roberto Monti

Il 15 aprile alla “stalla di Nando” stavo ascoltando del buon jazz – sotto i particolari per i più curiosi – mentre su uno schermo correvano fotografie e colori quando ho avuto la conferma di un mio antico sospetto: «gli alieni hanno una scuola che insegna ad andare fuori tema».

A confermarlo è Roberto Monti, che non conoscevo – scrittore “di panchine” e non solo – letto da un altro Roberto che invece è un musicista. A proposito dell’andar “fuori tema” suonando il rob2 cioè Bartoli ha letto un bel testo che vi riassumo per la parte martediana: «Non si va mai fuori tema […] Alla fine tutti vogliamo parlare di quello che ci sta a cuore […] E allora fanculo, io amo parlare con mio cugino di collassi stellari, poi andare fuori tema e dirgli di quello che s’è fatto fuori, perché il mio cuore è pesante, di pioggia, di nebbia e di quel gesto che si poteva evitare, forse… mio cugino capisce e mi dice che gli alieni hanno una scuola che insegna ad andare fuori tema, quando è il cuore che lo chiede e i professori alieni accolgono, mettono su musiche che sono musica, non parlano, parlano solo al tuo cuore con altre lingue che sono balsamo […] Lui è il mio professore alieno, io a lui lo farei ministro alle cardiocarezze». Mi sta che ‘sto Roberto Monti lo devo leggere e/o frequentare. E mi sa che io stavo in classe con suo cugino a quel corso – breve, purtroppo – con i professori alieni.

Per i curiosi: quella sera suonavano Stefano Bedetti al sax, Daniele Santimone a varie chitarre, Roberto Bartoli al contrabbasso e alla voce rauca mentre Massimo Golfieri mostrava le sue fotografie e le disegnava/colorava dal vivo ottimamente “alienandole”. Musiche di Roberto Bartoli e di Charlie Haden. Belle cose che accadono dalle parti di Massolombarda.

5– fritto misto con domanda

Ma perché i medi presunti grandi usano la fantascienza solo in funzione “predittiva” o di “stranezze”? Vorrei scriverne in bottega e sto accumulando ritagli ma prima di partire chiedo aiuto: vi risulta che qualcuno ha scritto – o magari fatto una tesi di laurea – seriamente sui rapporti fra giornali italiani e fantascienza?

6 – preparatevi a un annuncio sensazionale

Se quel tal Manzoni – non quello della merda in barattolo, vedi foto; l’altro che si studia nella barattolosa scuola – scherzava sui suoi «31 lettori», io che vivo nell’epoca della rete spero di averne 32. A quelle/i annuncio: fra 7 giorni vi dirò del più bel romanzo di fantascienza italiana che ho letto … negli ultimi 15 anni. Ma resisterete o nelle prossime 168 ore circa morirete di curiosità e di ipotesi?

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

4 commenti

  • Anna Feruglio Dal Dan, “Senza un cemento di sangue”, Delos Digital.

  • Daniele Barbieri

    VINCE scrive “stecchito”, un autore che non conosco; JOHNNY azzarda un nome (spero non si tratti della sua fidanzata) ma entrambi sono fuori strada
    mancano solamente 152 ore alla RIVELaaaaaaaaZIONE: pazientate, scommettete o rosicate a scelta – e io intanto mi sento quasi Hitchcook
    a parte gli scherzi non ho ancora letto «Senza un cemento di sangue» (anche perchè gli ebook mi stancano subbbbbito gli occhi) ma lo farò perchè ne sento parlare bene assai

    • OH, qua devi darci almeno un indizio che di romanzi di fantascienza ne escono a quintali e a e-quintali… anche io avevo subito pensato a “Senza un cemento di sangue” di Feruglio Dal Dan che sta facendo impazzire tutti e mo’ mi compro pure io. Ma se dici di no, allora devi rilanciare con qualche indizio sennò l’indovinello diventa più che altro un “dove cojo cojo” 😀 Bella la recensione di Sturgeon di Bardella!

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