Mattarella: perchè mi dimetto

Per una incredibile serie di circostanze (*) la “bottega” ha trovato, abbandonata in strada, la borsa di Sergio Mattarella con dentro gli appunti per il suo discorso d’addio. Li pubblichiamo, con un misto di stupore e di strana felicità.

care italiane e cari italiani

ho chiesto – per l’ultima volta – di potermi rivolgere con un messaggio a voi attraverso le tv. Voglio annunciarvi che appena l’emergenza corona virus sarà conclusa (o comunque il governo deciderà in questo senso) rassegnerò subito le dimissioni.

Perchè? Contrariamente al mio solito, vado subito al sodo. Il motivo è terribilmente semplice: sono schifato.

Di fronte alla tragedia mondiale del corona virus ho sinceramente pensato e sperato che la frase «nulla sarà più come prima» stavolta fosse sincera. Invece no. Chi è attento al reale – e non al fumo – avrà visto che nei Palazzi e nei media tutto è identico: nessun dubbio, dolore, pentimento…

Allora ho riflettutto e credo giusto dirvi che passo dall’altra parte.

Molti, sopratttutto nei Palazzi, diranno che sono impazzito. Può darsi, dipende dai punti di vista.

Altre persone penserannno, con sconcerto o con cattiveria, “ma come il vecchio presidente si accorge solo adesso dello schifo?”. E io, da buon lettore del vecchio Manzoni, vi  cito quel che accadde all’Innominato: «si trovò ingolfato nell’esame di tutta la sua vita». E’ così: in queste drammatiche settimane, ormai mesi, mi sono «ingolfato» nell’esame della mia vita (su questo però nulla vi dirò stasera) e di quello che sta accadendo nel mondo.

Sempre più chiaramente, in fretta, drammaticamente la nostra Madre Terra affronta 4 catastrofi insieme.

La prima è quella sanitaria ed ecologica, strettamente connesse.

La seconda è il crescere delle guerre, addirittura il ritorno alle armi nucleari. E con le spese militari così alte da impedire di affrontare ogni altra questione.

Terza catastrofe è lo smantellamento dei diritti, così duramente conquistati, in gran parte del mondo. Con due punte particolarmente drammatiche: la riduzione di molti lavoratori e lavoratrici in nuove (o vecchie) forme di schiavitù; e la violenta offensiva del patriarcato contro le donne.

La quarta catastrofe richiederebbe lunghe analisi ma si può racchiudere in 6 parole: «troppe persone stanno smettendo di ragionare».

Mi ero promesso di essere breve e così sarà.

Ho detto che «passo dall’altra parte». Significa che darò una mano (sono anziano purtroppo ma la volontà è forte) a qualcuna delle tante belle persone che ho incontrato in questi anni: Alex Zanotelli e Greta Thunberg per dirne due note ma ce ne sono davvero tantissime altre delle quali non si parla mai.

Non rilascerò interviste, non scriverò libri.

Vi saluto per una volta senza retorica.

Buona vita a tutte e tutti voi. Impegniamoci insieme a salvare il pianeta.

(*) Questo post appartiene a «Il cuscino della notte», una vecchia, piccola tradizione del blog-bottega che state leggendo. Le persone più assidue hanno già incrociato qui Carlo Giovanardi redento e un leghista pentito, le borracce e Mary “Starr” Gelmini, il discorso più importante di Pio Laghi, un articolo di Marie Laveau, persino Lorella la più amata alle prese con santa CONAD, le ultime righe del discorso di Giuseppe Conte… o altri materiali che appartengono (e apertamente lo dichiarano onde evitare equivoci) a un genere molto particolare: missive e articoli MAI scritti, dichiarazioni che persone “in vista” NON hanno pronunciato o pensato, cronache di avvenimenti GIAMMAI accaduti, sogni altrui e abusivi, recensioni di libri IMPOSSIBILI (un genere in cui anche Umberto Eco si dilettò). La totale inattendibilità è ammessa in partenza almeno nei confronti di questo contingente universo dove attualmente abitiamo. Siamo nel “cuscino della notte” (dove si aggirano desideri e incubi), nella terra degli Elfi o – se vi piace la fantascienza – in universi paralleli. Una celebre rubrica della «Settimana enigmistica» si intitola: “Vero o falso?”. Ma una prospettiva simile appare pedante e limitata. Infatti in compagnia di bugie e verità esistono anche il verosimile e suo zio il paradosso; il silenzio che confessa e il desiderio che nuota controcorrente; sberleffi e infinite strade da esplorare. Altri mondi sono possibili.

LE IMMAGINI: «Ritratto dell’Innominato» di Fancesco Hayez e una copertina di Karel Thole.

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

14 commenti

  • Pingback: MATTARELLA: PERCHÈ MI DIMETTO – DIARIO di viaggio di Daniele Dal Bon

  • eh purtroppo il Presidente Mattarella è ben lungi da tali idee … il suo passato di ministro della difesa e ben ossequioso dell’alleato dominante (gli USA) e quindi della NATO escludono ogni suo rinsavimento rispetto ai “military and police affairs” e dunque rispetto alla “beneamata” nostra industria d’armamenti ….

  • Alle 4 catastrofi vogliamo aggiungere le conseguenze emotive / psicologiche causate da questa situazione di emergenza sanitaria? Le persone in generale hanno paura, chi è malato, i loro familiari e chi ci lavora ancora di più. Questi ultimi sono a forte rischio burnt out. Le Asl dell’Emilia Romagna, sante subito, hanno attivato un servizio di sostegno psicologico per queste categorie. Sarebbe opportuno che vi accedessero anche gli operatori delle carceri? Questa è l’Asl Romagna.
    https://www.auslromagna.it/notizie/item/2755-sostegno-psicologico-per-operatori-sanitari-dell-ausl-romagna-e-ammalati-di-covid-19
    Poi se ha paura chi ci governa è un bel casino. Salireste in macchina con un guidatore impaurito?

    Nei centri per i rimpatri per migranti, che continuano lavorare a pieno regime anche se le espulsioni non possono essere esguite per ovvie ragioni, le persone sono terorizzate. C’è stato il primo caso di positività nel centro di Gradisca. E mo’ che si fa?
    https://ilmanifesto.it/i-cpr-sono-una-bomba-a-orologeria-il-covid-19-tra-le-mura-di-gradisca/

    E comunque vi immaginate un migrante rinchiuso in uno dei quei centri che magari è stato anche nelle carceri libiche? Beh, se lo è immaginato la psicologa Valentina Bellotti, che con ex “detenuti” in Libia ci ha lavorato per quasi vent’anni.
    https://www.nuovetracce.org/psicologia/pensavo-fosse-tutto-finito

  • Giuseppe Lodoli

    Ottimo anzi ottimissimo l’articolo! Sono del tutto d’accordo con la Bottega.

  • BELLISSIMO!!!
    Solo una lieve stonatura: accostare Greta Thunberg a padre Alex.

  • angelo maddalena

    confermo la nota della stonatura: padre Alex e Greta…aiuto, che il virus ci salvi!

  • Daniele Barbieri

    Mattarella e il papa: CATTIVISSIMI PENSIERI.
    Ieri stavo ascoltando Radiotre quando hanno interrotto il programma per annunciare un messaggio straordinario del presidente della repubblica. Per un attimo ho pensato: “aveva ragione la bottega, questo fa come l’Innominato” … ma ovviamente niente dimissioni: solita aria fritta, melassa, cattiva retorica.
    Stamattina ho preso in edicola i miei due soliti quotidiani (bruttini ma gli altri sono molto peggio).
    Su «il manifesto» sotto il presidente Mozzarella l’apertura “grande” era sulla preghiera del papa: anche qui aria fritta, melassa, cattiva retorica con in più l’insopportabile arroganza del filo diretto con il dio padrone di ogni cosa… che dovremmo credere buono.
    Su «Il fatto quotidiano» in prima pag Bergoglio era più piccolino ma a fondo pagina spiccava una tal «suor Anastasia di Gesù» che (dalla clausura) ci invitava a pregare di più «anche cucinando, fumando e facendo l’amore». Evidentemente la clausura non è più quella di una volta… però a noi kecefrega di Anastasia? Tremendo; ma due giorni prima «Il fatto» ci aveva spiegato (sempre in prima pagina) che gli oroscopi… quest’anno c’avevano azzeccato.
    Lo ripeto: questi sono i due quotidiani MENO idioti: ogni tanto danno anche notizie vere, scomode e/o fanno ragionamenti controcorrente. Fiiiiiiiiguratevi gli altri.
    Ho un piccolo desiderio, forse sarebbe un diritto ma lascio correre. Chiederei almeno a «il manifesto» e a «il fatto» (magari anche a Radiotre) di smetterla con la lagna ossessiva di raccontarci h 24 tutte le “tragedie” di chi è chiusa/o in casa e bla-bla. Voi che vi definite giornaliste/i potreste indagare su chi invece non è chiuso in casa ma costretto a lavorare? E di come i padroni stanno facendo ammalare e morire gli operai e le operaie anche più del solito… Qui in “bottega” c’è Davide Fabbri a testimoniare qualcosa da Cesena. E qualcosina leggo in rete ma pochissimo. Milioni di persone coatte all’inferno. E rese invisibili, come sempre. Penso alle aziende di Modena e di tutta la Lombardia o di tanti gli altri luoghi dove le istituzioni ignorano chi, cosa e come si produce. Il sindacato? Lo sappiamo da anni: spesso non c’è, qualche volta è complice. Ma quel che resta dei lavoratori organizzati (o auto-organizzati) ha diritto a parlare? O anche stavolta bisogna solo lavorare, stare zitti e crepare? Per il loro dio e per la patria dei padroni.

  • Per piacere pubblica anche qualche pagina del diario segreto che hai trovato nella borsa! Mattarella la canta in un verso e poi la suona esattamente in un altro.

  • Gian Marco Martignoni

    Non leggo Il Fatto, perchè a Il Manifesto preferisco accompagnare La Stampa o Il Corriere della sera -Travaglio mi è insopportabile -, quindi se concordo con Daniele che l’impostazione del quotidiano ” comunista” potrebbe avere un taglio diverso, trovo stonato, per non dire irricevibile,. il discorso sul sindacato ” o non c’è o è complice”.E’ di oggi, e lo cito come esempio, l’accordo delle segreterie nazionali Fiom-Fim-Uilm con la Leonardo, che prevede il rallentamento delle attività produttive sino al 10 Aprile ,attraverso l’utilizzo delle festività di corso d’anno e quant’altro, con lo scopo di ridurre le presenze e i contatti tra i lavoratori e le lavoratrici. Tutto ciò, come è noto, di fronte di una ” direttiva “ai prefetti da parte del governo tesa a considerare essenzialie le produzioni del settore areonutico .In provincia di Varese, dalla Whirphol ala Bassani, sono molteplici gli accordi che prevedono l’utilizzo della Cig od altre soluzioni per salvaguardare la salute dei lavoratori e delle lavoratrici nonchè delle loro famiglie.Sostanzialmente laddove ci sono rappresentanze sindacali si sta operando unitariamente in questa direzione ; laddove il sindacato non c’è o non ha rappresentanza sicuramente la situazione è diversa.Riprendendo però la prima osservazione, per non fare un giornale solo da Roma – e per fortuna che Andrea Capocci attualmente scrive quotidianamente, con interviste e spunti che altrimenti ci sogneremmo – rilanciando quelle che una volta si chiamavano inchieste, ovviamente non ci si può affidare solo alla buona volontà di quache giornalista……Ma il discorso meriterebbe un altro approfondimento.

  • giuseppe callegari

    Pensare, invece di pregare e di terrorizzare
    Complici le lunghe giornate in casa, mi capita di interrogarmi sui valori fondanti della destra e della sinistra. E ripeto la solita tiritera: la sinistra è per la solidarietà, mentre la destra è individualista; la destra difende i ricchi, la sinistra i poveri. Ma già a questo punto mi areno, perché non riesco a definire le due grandi categorie che, teoricamente, costituiscono il serbatoio di voti dei due schieramenti. Infatti, antepongo alla definizione sociologica la partecipazione alla vita sociale. Mi chiedo se sia ricco o povero un individuo che legge solo ed esclusivamente «La Gazzetta dello Sport», non riesco a capire se colei che odia Salvini, vota a sinistra e si nutre di reality show e di soap opera possa essere immediatamente iscritta nella lista dei poveri. E più vado avanti e più le mie riflessioni e classificazioni diventano stereotipate e costituiscono una sorta di continuum delle affermazioni di Flavio Bucci, nel film “Maledetti vi amerò”, che suonavano pressappoco cosi: il caffè è di destra, mentre il tè è di sinistra; la doccia è di sinistra, mentre il bagno è di destra; i preliminari sono di sinistra, mentre il coito è di destra…
    Tali differenziazioni acquistano un significato ancora più ironico se rapportate al quadro politico italiano. Infatti gli ultimi governi (di destra e di sinistra) attaccano lo stato sociale, vendono l’ambiente e privatizzano la sanità. Il lavoro interinale, le cooperative, come massimo momento di sfruttamento, non sono un’invenzione del diabolico cavaliere, ma sono frutto del ventre della sinistra. In un recente passato la Moratti ha dato una bella botta alla scuola, ma il suo predecessore, Berlinguer, non è stato da meno. La prima ha trasformato 17.000 insegnanti in bidelli, mentre il secondo aveva costruito un obbligo scolastico fondato sull’umiliazione di coloro che non erano portati per la scuola. Poi è arrivata “La buona scuola di Renzi” che ha smantellato l’unica cosa che funzionava: l’arruolamento degli insegnanti. Prima esistevano un concorso, una graduatoria non addomesticabile e adesso c’è la chiamata diretta del dirigente scolastico di turno. Berlusconi, ha assestato un durissimo colpo alla Sanità, ma la cosi-detta sinistra non ha attuato nessuna inversione di tendenza.
    Penso che sia venuto il momento di azzerare distinzioni che hanno avuto un valore storico, ma che adesso non mostrano neanche più l’ultimo filamento della corda, perché i poveri sono diventati invisibili e sono quelli che annegano in mare e arrostiscono sugli scogli del Mediterraneo, che subiscono la prepotenza di tiranni foraggiati dalle grandi potenze, che vivono alla periferia del mondo e che non sono considerati neanche un numero perché non costituiscono mercato.
    Bisogna avere il coraggio di confrontarsi su dei valori, a prescindere dagli stereotipi che si esprimono negli schieramenti. E se un valore è quello di essere pacifisti e contro la guerra, non hanno senso i se e i ma. Si è contro la guerra e basta. Se un valore è quello di un lavoro per tutti, si abbia il coraggio di dichiarare che la finanza e le multinazionali sono associazioni per delinquere che hanno come obiettivo quello di sfruttare la mano d’opera senza mai mostrare la faccia. Si ritorni a un sindacato meno sovietizzato, intrallazzato e centrale di potere, a cooperative che siano manifestazione di solidarietà e di modalità di lavoro diverse da quelle che hanno come unico scopo quello di sfruttare la disperazione e nascondere il burattinaio. Se valori fondamentali sono quelli della giustizia e dell’onestà, che senso ha avuto fare i girotondi contro l’occupazione della Rai? È stata terra di conquista da quando a nata. Sfido chiunque a dimostrami di essere entrato in Rai in assenza di una spintarella più o meno pesante. Non ha senso difendere i giudici e basta: occorre salvaguardare la giustizia perché, come sosteneva J. Losey, nell’aula dei tribunali la giustizia non vince mai, trionfa sempre la legge. Se un valore fondamentale è quello dell’ambiente, occorre cambiare stile di vita, perché le tonnellate di rifiuti che produciamo sono la dimostrazione che il territorio è consumato, non utilizzato. Bisogna cominciare a non demandare a nessuno e indagare fino in fondo.
    Questa, se pur difficile e tortuosa, è la strada da seguire per tentare, almeno, e soprattutto in un momento drammatico come questo, di essere consapevoli del nostro percorso. Probabilmente, anzi sicuramente, ma si darà visibilità a tematiche considerate inutili orpelli del passato. In caso contrario, continueremo a vivere come inconsapevoli pedine di una incomprensibile scacchiera e ad avere come massima gratificazione quella di dichiarare che i politici sono tutti ladri e corrotti.

  • domenico stimolo

    La fase che attraversiamo, almeno per l’epoca storica recente, è eccezionalmente unica. Ovviamente non siamo “ in guerra”, come tanti esternatoti vnno profferendo – giusto, nella loro disconoscenza culturale-storica e pressapochismo mentale, per confondere ancora di più, iniettando altra paura.
    Con questa clima è facile incorrere in un errore madornale, mi riferisco al Manifesto, giornale laico che ancora porta la dizione comunista, quindi tutto il bagaglio storico e culturale di valutazioni riguardo le religioni in generale, compreso quella cattolica e i suoi rappresentanti.
    Data la coincidenza temporale dei due interventi avvenuti nella stessa giornata, bastava invertire gli spazi, dedicando, per ovvietà di cose, il rettangolo grande al Presidente della Repubblica, e poi, quello piccolo, se si voleva proprio rilanciare l’immagine della piazza deserta, al rappresentante della Chiesa Cattolica.
    Il classico esempio di perdersi in” un bicchiere d’acqua”. Fatto incredibile ed incomprensibile. Sarebbe opportuna una pubblica valutazione da parte del quotidiano sulle ragioni dell’errore. ( ………Loro non sono il quotidiano Avvenire”).

    Riguardo l’altro quotidiano menzionato non riporto nessuna valutazione……sono sempre stati, da diversi anni, il giornale di un cosiddetto Movimento che ha sempre sostenuto tutto e il contrario di tutto.

    Infine, caro Daniele, da vecchio sindacalista componente anche del Comitato centrale, che vent’anni addietro ruppe irrimediabilmente con la Fiom nazionale, sarei più cauto a lanciare “strali” contro le organizzazioni sindacali principali. In questo momento, serve ovviamente chiarezza in difesa della salute di tutti e nello specifico dei lavoratori, senza lance, però. Il momento è molto difficile, e il padronato è come sempre omogeneo e molto attivo riguardo la difesa dei propri interessi. Le organizzazioni sindacali, tutte, a partire da quelle grandi, pur in un quadro di rilevanti contraddizioni che partono da lontano, sono l’ultimo baluardo ( molto acciaccato) di rappresentazione sociale delle lavoratrici e dei lavoratori.

  • Gian Marco Martignoni

    Il ragionamento di Domenico, oltre che logico – stante la disintegrazione di quella che una volta definivamo sinistra – è più che condivisibile, tanto che alle 19 ho sentito il delegato della Fiom della azienda del settore macchine utensili ( la Ficep Spa di Gazzada-Schianno, che conta circa 300 dipendenti ) in cui sono entrato a lavorare come apprendista nel lontano 1974 .Bene, Massimo mi ha confermato che lavorano al minimo, usando tutte le misure preventive ( anche in mensa ), giacchè gli impiegati e le impiegate lavorano prevalentemente da casa, mentre in produzione , alternandosi a turno e sui turni, non c’è alcun affollamento.Massimo attende di sapere se la Ficep Spa rientrerà nella lista provinciale delle aziende dei settori essenziali .Lista che telefonicamente il Prefetto , oggi alle 12, ha garantito al segretario della Cgil di Varese che sarà fornita quanto prima a Cgil-Cisl-Uil provinciali.

  • domenico stimolo

    Ma perché i “sinistri-sinistri” devono essere sempre seri, tetri, portatori di sventure e indefessi seminatori di disgrazie.
    Ma, per oggi, diamoci al balletto della risata, all’urlo della sciocchezza. Diamoci anche noi alla dolcezza giuliva della “menzogna e all’infamia” ( questo lo riprendo dalla nota finale Daniele B. nell’ultimo post pubblicato: http://www.labottegadelbarbieri.org/le-epidemie-non-nascono-per-caso/ ), che largamente spopolano tra i cittadini italiani impauriti. Portiamo conforto, gioia e….. dolce ninne-nanne, per allietare il….sonno.

    Basta con le lagne!
    Con i falsi allarmismi!
    Con i tagli giganteschi operati nelle strutture sanitarie, giusto per favorire gli impianti dei privati!
    Basta con il piangere sul latte versato dell’enorme evasione fiscale che strozza l’Italia, -a cura dei soliti noti – e dell’esportazione di montagne di soldi nei paradisi fiscali!
    Basta con le denunce sulle spese per impinguare gli arsenali e non i granai, come denunciò l’emerito presidente partigiano Sandro Pertini nel 1979…. “ si svuotino gli arsenali, si colmino i granai”.

    URCA, godiamocela tutta!…specie con le ultimissime esternazioni di rappresentanti politici di primo piano.…..

    Il commento di SALVINI alle iniziative governative è caustico ( giusto una boccata…..di zucchero da inserire nella bocca amara). Sostiene nel suo conteggio( 400.000.000 stanziati: 60 milioni di residenti : dal 6,66 nominale arrotonda a 6 euro a testa, bimbi e detentori della ricchezza tutti, inclusi. Si suppone ragionevolmente che nel sua suddivisione non siano inclusi: profughi/migranti senza cittadinanza e permesso di soggiorno – dubbi rimangono anche sui regolari, rom, senza fissa dimora, carcerati e quant’altri che sfuggono non essendo compresi nei residenti.

    MELONI dei Fratelli d’Italia dichiara che la misura economica assunta per i “disgraziati” è assolutamente insufficiente. Propone 1000 euro a testa, per tutti! – rimane valido il precedente interrogativo posto tra paracentesi riguardo l’esternazione di Salvini – Quindi, stando il dire della Meloni i 1000 euro dovrebbero andare “a chiunque ne faccia richiesta (meglio online) direttamente alla propria banca….le verifiche si fanno dopo finita l’emergenza…… chi dichiara di averne bisogno” . 
    Si evidenzia alla “propria banca”. Si può supporre ragionevolmente che la stragrande maggioranza dei poveri ( ….e sono milioni in Italia, specie nelle regioni del sud non ha nessun rapporto con le banche – conti correnti e quant’altro connesso -. Dalla serie, non si conosce la realtà che coinvolge i “pezzenti”.

    Infine, il buon Renzi. Mentre impazza la bufera del virus, e lavoratrici/lavoratori, organizzazioni sindacali e rappresentanze sindacali ( ove sono presenti nei luoghi di lavoro) stanno opponendo strenuo baluardo per ridimensionare i luoghi di lavoro ancora in attività ( parecchi), Lui propone, senza senza nessun fondamento scientifico-sanitario, che le fabbriche riaprano prima di Pasqua….poi, subito a seguire, tutto il resto del tessuto socio economico scolastico.

    Che dire, che fare?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *