Mezza giornata veronese…

terremotata, twittata e psicotizzata (con Ps, note e link)
di Giorgio Chelidonio
Ore 0,55 del 25.1.2012: vengo svegliato da uno scuotimento del letto così forte come non ricordavo dal sisma del Friuli (1976): mi vesto febbrilmente nel timore di dover affrontare repliche che, fortunatamente non arrivano. Accendo radio e TV per avere notizie: nulla, neppure su Televideo. Vorrei saperne di più: si è “mosso” di nuovo il Monte Baldo o è stato il riflesso di sismi più lontani (es. quello della sponda bresciana del Garda del 2004)(a)?  Resto sveglio almeno per un’ora: cercando in rete trovo un sito (b) che dà l’elenco on-line dei sismi, in Italia e nel mondo, e scopro così che la “botta” che mi ha tolto il sonno ha avuto epicentro ad appena 15 km da qui. Incrociando i dati con Google-Earth riesco addirittura a vedere il nome della contrada (Case Antolini, Comune di Negrar/VR) più vicina. Prima di essere nuovamente sopraffatto dal sonno e dalle repliche che non si fanno sentire trovo le prime scarne notizie sul sito http://www.tgverona.it.
Ore 7,30: mi sveglio un po’ ingrottolito (per essermi addormentato vestito!). Dopo la colazione e le prime notizie sismiche alla radio, mi sto concedendo la pausa WC quando un’altra scossa, meno forte ma più lunga, mi fa sobbalzare. Né radio né TV ne danno, però, notizia per almeno mezz’ora.
Ore 8,45: decido, anche per tagliare l’aria, di andare a fare la spesa e vado a prendere la macchina in garage.  I muri del  vicolo mi sembra più incombenti del solito ( un sisma più forte li trasformerebbero di sicuro in una trappola). In macchina la radio continua a non dare notizie.
Ore 9: la bottega del pescivendolo è ….un centro informativo sismico: la scossa delle 8,06 aveva epicentro nel reggiano. Che ci sia una relazione fra i due terremoti? Non si sa mai, speriamo … il geo-gossip è già avviato!
Ore 9,45: torno a casa. In cortile mi ferma una vicina allarmatissima “Bisogna stare all’aperto, l’ha detto la Protezione Civile!”. Perché? “E’ prevista una scossa più forte fra 2 ore!”  Ma, obbietto, lo sanno tutti che i sismi non si possono prevedere. Rincara un’altra vicina: “Hanno detto che sarà di 5.2 gradi!” Ribatto che non è possibile saperlo in anticipo e rientro nel mio appartamento, dove mi raggiunge la telefonata preoccupatissima di un’amica: “Bisogna star fuori casa almeno fino a mezzogiorno, me lo ha detto mia figlia che conosce un geologo dell’esercito!).
Ore 10: è una giornata bellissima, perché non approfittarne “da pensionato” e prendere il sole sulle colline? Riparto ma la strada principale è ingorgata di auto: cosa succede? La città formicola di guidatori e passeggianti incollati (2 su 3) al cellulare. Gruppi di giovani vanno allegramente a zonzo: finalmente le radio/news locali suggeriscono che a Verona il sindaco ha ordinato la chiusura delle scuole superiori.
Ore 10,20: salendo verso la collina mi fermo, sempre più stupito, ad osservare il fenomeno in corso. La strada sembra una processione di capannelli di massaie, di coppie di anziani: chi non discute animatamente, “twitta” animatamente. Lì vicino, un parco giochi sembra una festa affollata di mamme, nonne (in gran parte incollati al cellulare)e bambini: anche le elementari e le scuole materne sono state evacuate, “è stato il sindaco ad ordinarlo a tutti i presidi!” In così poco tempo: che efficienza!
Ore 11: sono già in collina: ci sono alcune macchine parcheggiate con coppie intente ad ascoltare la radio. Anch’io sto ascoltando: un “responsabile” del Comune di Viadana ( a pochi chilometri dall’epicentro del sisma reggiano) sta dicendo che c’è stata molta paura, ma che adesso la gente è rientrata nelle case. Le scuole? Non sono state evacuate, non ce n’era bisogno!  Poco dopo un altro collegamento con Milano annuncia invece che la molte scuole lombarde hanno chiuso, anzi persino a Varese le stanno chiudendo! A quasi 200 km dall’epicentro del sisma reggiano!
Ore 11,15: Radio Popolare intervista il direttore dell’INGV (ovvero l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) della Lombardia che precisa: sono scosse sismiche del tipo (e del grado) che ci si può attendere sia a Verona che a Reggio Emilia (ma non siamo censiti in “zona 3” cioè a basso rischio?). Si ripeteranno? Certo ci saranno molte repliche di bassa intensità, ma si possono escluderne altre anche più forti. Previsione e sismicità, nel dubbio è meglio stare nel generico….
Ore 11,30: ricevo alcune telefonate da amici: mi vogliono consultare come un’oracolo sismologico, vorrebbero sapere da me non dettagli sulle faglie che possono essere connesse alle 2 scosse principali, ma … a che ora verrà la scossa annunciata. Uno aggiunge che “non è una previsione creidbile …ma tu cosa ne pensi?”. Consulto un amico geologo: ne sa quanto me, ma aggiunge che, forse, la Protezione Civile dell’Emilia avrà avvisato quella di Verona che le onde sismiche delle 8,06 “stavano arrivando”, forse per dare l’annuncio “5 minuti prima”!  Ovvio che non ci crede ma …..
Ore 12: un altro amico bene informato mi messaggia che (ah, questi ragazzi) un’amica di sua figlia ha precisato che la scossa prevista non è per mezzogiorno, ma verrà entro le 13. Neppure in collina, al sole, si può fare pic-nic tranquilli. L’assenza “di campo” mi aiuta a completare la passeggiata.
Ore 16; rientro in città : tutti mi e si chiedono “come hai sentito la scossa”. Nessuno mi chiede come e perché si sia originata. Nel silenzio le scosse continuano a bassa intensità, ma non si avvertono (ce n’è stata anche oggi, 26 gennaio: intensità 2, alle 8,58 con identico epicentro di quella delle 0,55 di ieri), quindi la preoccupazione scivola nelle solite chiacchere.
Ore 21: cerco dati in rete. Non c’è molto, ma in entrambi i casi c’entra la “placca adriatica” (c), quella che, si sa (o no?), sta andando in subduzione (cioè si sta infilando) sotto gli Appennini e sotto le Prealpi sollevandole.
Ore 10,5 del 26 gennaio: scrivendo queste riflessioni mi chiedo: il sindaco dice di non aver dato nessun ordine, pare che ogni preside abbia deciso “di testa sua” (gli compete?), ma il prefetto vuole aprire un’inchiesta per “procurato allarme” contro ignoti: chi si è spacciato per “Protezione Civile” diffondendo la notizia della “forte scossa in arrivo per mezzogiorno”, poi prorogata alle 13?
Insomma, più  che un’altra riflessione un appello: quando si decideranno i veronesi, amministratori e/o singoli cittadini, a schiodarsi dalla loro ignoranza geo-sismica?
Non solo per provare a capire dove abitano ( il “terremoto di Verona” del 1117, il più forte del nord-Italia medievale, chi se ne ricorda?), ma anche per decidersi ad imparare a convivere in una zona a rischio sismico, non banalizzato e minimizzato come si legge invece nel recente progetto del “Traforo delle Torricelle”.
Cioè come ci si comporta (in casa, a scuola e per la strada) in caso di emergenza sismica, come del resto già ampiamente spiegato in un bel libretto (del nostro Museo Civico) pubblicato nel 1986 e che assai pochi devono aver letto!
Oppure decidersi a leggere (o a rileggere) un libretto (ahinoi profetico per Ancona!)  edito nel 1998 con il titolo “Terremoti d’Italia”, ristampato nel 2009 guarda caso dopo il catastrofico terremoto anconetano!
Infine, elenco di seguito alcuni link utili a togliere i miei concittadini dal letargo geo-sismico in cui rischiano di ricadere fino alla prossima “botta”, montebaldina o negrarese che potrà essere!
Giorgio Chelidonio, 26 gennaio 2012

PS-1: chi mi conosce sa che non sono geologo, ma un’incorreggibile curioso e lettore anche di questa scienza, spesso troppo criptica e poco – o male – divulgata ….

PS 2: a stasera, 28 gennaio, lo sciame sismico veronese ha già superato le 55 scosse (l’ultima significativa alle 23,54 di ieri, 2° grado), ma la psicosi sismica si è trasferita al solito scaricabarile politico-amministrativo ….. A questo gretto provincialismo fa da contraltare un’unica ragionevolezza: “Se approcciamo il rischio sismico limitandoci a dire ‘verrà o non verrà il terremoto’ non faremo mai passi avanti – ha ripetuto il capo della Protezione Civile – se invece ci mettiamo nell’ordine di idee di vivere in un territorio a rischio sismico e pensiamo a strutture ed edifici che possono resistere alle scosse, allora avremo il giusto approccio”. Dunque, c’è una sola strada: “Bisogna mettere in sicurezza gli edifici. Continuare a mettere in ridicolo questi avvisi è molto rischioso”.(http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo1035301.shtml)

Note :
a) http://www.bresciaoggi.it/stories/517_valsabbia/43111_villanuova_lombra_del_sisma_qui_ha_segnato_le_vite/
b) http://www.portaleabruzzo.com/nav/terremoti_elenco.asp
c) http://it.wikipedia.org/wiki/Placca_adriatica

Questi gli altri links:
http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/terrapoli/2012/01/25/visualizza_new.html_69162727.html

http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_new.wp;jsessionid=B99BEC772BB7BA27B3111CB93BBA9094?contentId=NEW30421
http://media.larena.it/media/attach/2012/01/Terremoti_di_Grezzana_24-25_gennaio_2012.pdf :

http://cnt.rm.ingv.it/data_id/2221241540/event.html

I terremoti di oggi in pianura Padana: la protezione civile fa il punto della situazione

Terremoto: a Verona panico e psicosi per l’allarme-sisma, la città si svuota e scoppiano le polemiche


E per chi volesse un po’ approfondire (o rinfrescarsi memorie scolastiche) :
http://it.wikiversity.org/wiki/Formazione_del_territorio_della_penisola_italica
http://it.wikipedia.org/wiki/Geologia_delle_Alpi
http://www.dic.unipi.it/walter.salvatore/AA2009_2010/Dispense%20Cap%201.pdf
http://www.iris.edu/dms/seismon.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_Richter
http://it.wikipedia.org/wiki/Magnitudo_momento
http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_del_3_gennaio_1117

E per non dimenticare cose già dette, anzi pubblicate:
http://www.veramente.org/wp/?p=6497 : “La scossa sismica”, di Giorgio Chelidonio ,
8 novembre 2011
http://www.veramente.org/wp/?p=2737 : “Termalismo & rischio sismico”
di Giorgio Chelidonio – 1 ottobre 2010

….. e che anche l’Amministrazione Provinciale di Verona ha ufficialmente riconosciuto, nell’assordante silenzio della veronesità tutta!
http://portale.provincia.vr.it/files/newweb/Manut/Protezione-Civile/PIANO-PROVINCIALE-DI-EMERGENZA/PIANO-EMER/Relazione-PEP-2005.pdf : pag. 68 : “…. con l’aumentare del tempo di ritorno aumentino le perdite attese. Per gli eventi della prima fascia (cioè le probabilità più critiche – vedi pag. 67) si ha un’intensità massima tra il IX e il X grado della scala Mercalli e un periodo di ritorno di 670 anni, a cui corrisponde un numero atteso di abitazioni crollate di circa 12000 unità, con un intervallo di incertezza che va da 5000 a 25000 circa. Il valore atteso del numero di abitazioni inagibili è di circa 59000, con un intervallo di incertezza compreso tra 38000 e 79000 circa; il numero delle vittime è stato stimato intorno a 8000 con un intervallo di incertezza compreso tra 3000 e 17000 circa, i feriti sono 18000 con un intervallo di incertezza compreso tra 7000 e 39000 circa, mentre il numero dei senzatetto può raggiungere le 140000 unità circa, con una incertezza compresa tra un valore minimo di 90000 e uno massimo di 190000”.

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