Migrare è un diritto

La presentazione del rapporto Naga sui migranti (il 13 dicembre a Milano), l’articolo di Alex Zanotelli su Mimmo Lucano e Riace, un appello del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo, l’analisi del decreto Salvini a cura dell’avvocato Paolo Cognini

Presentazione del rapporto Naga “Cittadini senza diritti. Immigrazione e (in)sicurezza: la casa, il lavoro e la salute”

a cura di Cronache di ordinario razzismo

Verrà presentato il prossimo 13 dicembre a Milano, nella sede in Via Zamenhof 7°, “Cittadini senza diritti. Immigrazione e (in)sicurezza: la casa, il lavoro e la salute”, il Rapporto Naga 2018.
Il rapporto, giunto alla sua quarta edizione, analizza i dati relativi a 7.955 cittadini stranieri irregolari che, tra il 2014 e il 2017, si sono recati per la prima volta nell’ambulatorio medico del Naga.
Sono state indagate provenienza, genere, età, stato civile, figli, permanenza, istruzione, occupazione e abitazione. Inoltre per oltre 2.000 utenti che hanno raggiunto il Naga per la prima volta nel 2017, queste categorie sono state messe in relazione con le patologie per cui i cittadini stranieri si sono rivolti al Naga.
I dati sono una preziosa fonte di informazione e rappresentano la più vasta banca dati sulle condizioni mediche dei cittadini stranieri irregolari non ospedalizzati e restituiscono una fotografia sfaccettata di una popolazione sempre più fragile e insicura. Dati che restituiscono una rappresentazione vera, approfondita e unica in contrasto con quella corrente.
La ricerca è stata realizzata dal Naga insieme a Carlo Devillanova (Bocconi), Francesco Fasani (Queen Mary University London) e Tommaso Frattini (Università degli Studi di Milano).

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Riace riparte. Disobbediamo

di Alex Zanotelli

La vicenda di Mimmo Lucano, il sindaco di Riace, mi indigna profondamente. Una via crucis la sua, che ho vissuto passo passo. Mai mi sarei aspettato di assistere nel mio paese ad un tale accanimento della Giustizia e della Politica contro un uomo, Mimmo, la cui unica colpa è quella di aver fatto rinascere un borgo semi-abbandonato, dando speranza e lavoro a calabresi e migranti.

Ho potuto conoscere bene Mimmo nei dieci giorni passati con lui ad agosto, grazie al campo di lavoro promosso dai missionari comboniani. Durante quel campo Mimmo iniziò un digiuno di protesta per il taglio dei fondi da parte del governo e anche noi, con i giovani del campo di lavoro, abbiamo digiunato con lui. Mi sono reso subito conto della straordinaria umanità di Mimmo, quell’umanità che gli ha permesso di fare di Riace un modello di accoglienza apprezzato in tutto il mondo. Per questo la notizia dell’arresto, il 2 ottobre, di Mimmo Lucano, mi ha lasciato esterrefatto.

Tante le domande che mi sono frullate per la testa. Com’è possibile che la Procura di Locri metta agli arresti domiciliari un uomo che non si è messo un soldo in tasca, mentre tanti che hanno lucrato sulla pelle dei migranti, dormono sonni tranquilli? Com’è possibile che la Procura di Locri si accanisca contro un sindaco anti-‘ndrangheta, mentre i potenti boss trionfano nella Locride? Tante e pesanti le domande. Quando ho appreso la notizia di una cosa ero certo: non potevo lasciare Mimmo solo. E così sono sceso subito in macchina con la dottoressa Felicetta, che opera con me, da Napoli a Riace. Siamo riusciti ad entrare in casa e abbiamo trovato un uomo ferito che continuava a ripeterci: ”Perché…? Perché…?”. Gli sembrava tutto così assurdo, così ingiusto. Abbiamo parlato per tre ore, abbiamo spezzato il pane insieme, invitandolo a resistere. Ma il peggio doveva ancora arrivare.

Il ministro dell’Interno ha approfittato della vicenda giudiziaria di Lucano per sferrare l’attacco finale a Riace. Il 13 ottobre viene recapitato al Comune di Riace una circolare di 21 pagine che possono essere riassunte con poche parole: ”Basta soldi a Riace e via tutti i migranti!”. Deportazione! Poi il Ministro si corregge: l’esodo da Riace sarà volontario. Tutto questo perché per Salvini ”Chi sbaglia, paga”. E allora perché non paga anche lui per la sparizione dei 49 milioni della Lega, frutto di una truffa ai danni dello Stato? E perché Salvini non paga per il vergognoso sequestro di persona dei naufraghi della Diciotti, fatto solo per bieco interesse personale, contro leggi nazionali e internazionali? Sappiamo che Salvini è indagato per questo, ma perché lui è ancora ministro e Lucano è stato destituito da sindaco. È giustizia questa? E perché Salvini cancella gli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) che hanno funzionato bene, per potenziare i Cas (Centri di accoglienza straordinaria) le cui criticità sono oggetto di indagine dal Nord al Sud (vedi Crotone, Trapani, Cona… )? Non è forse questo incoraggiare il business sui migranti?

L’ultima ingiuria è arrivata il 16 ottobre quando Mimmo si è dovuto presentare al Tribunale del Riesame di Reggio Calabria. Il Tribunale gli ha fatto la grazia di togliergli gli arresti domiciliari, ma poi gli ha imposto l’”esilio”, cioè non può più dimorare a Riace. Un vero e proprio Daspo ad personam! Ora è anche lui un profugo politico!

“Sono amareggiato – ha commentato Mimmo, all’uscita dal Tribunale – Si tratta di un processo politico. I giudici mi hanno trattato come elemento pericoloso. Mi allontanano dal mio paese dove ho speso tutta la mia vita”. È il trionfo dell’ingiustizia, del razzismo rampante. È un epilogo amaro, non possiamo cedere di un palmo. Dobbiamo reagire. È lo stesso sindaco di Riace a suggerire il come. “Usciamo dal progetto Sprar e torniamo alla Riace delle origini, autogestita, al crowdfunding e all’auto sufficienza. Riace rappresenta un’idea che va contro la civiltà della barbarie. Il nostro è un atto politico”. Dobbiamo difendere Mimmo Lucano e la sua Riace, paese dell’accoglienza contro la marea nera montante in questo paese. “Su Riace bisogna far passare un messaggio politico – ha detto Mimmo – In Italia c’è una parte che va verso la barbarie e una parte che va verso la civiltà dei rapporti umani”.

Riace in questo momento diventa dunque un’esperienza che deve essere difesa da tutte le forze sane di questo paese, le forze che non accettano le politiche razziste e xenofobe del governo Conte-Di Maio-Salvini. Per questo chiedo a tutti di sostenere la campagna “Riace Riparte” per far ripartire in modo autonomo il progetto di accoglienza dei richiedenti asilo nel borgo calabrese (per informazioni vedi www.comunisolidali.org). Riace deve continuare e diventare un esempio per tutti. Riusciremo in questo se anche noi sapremo, non solo praticare, ma anche organizzare la disobbedienza civile, come ha fatto il ”preside disobbediente” Eugenio Merli di Lodi.

“L’individuo che infrange la legge perché la sua coscienza la ritiene ingiusta – scriveva dal carcere Martin Luther King- ed è disposto ad accettare la pena del carcere per risvegliare la coscienza della comunità circa la sua ingiustizia, manifesta in realtà il massimo rispetto per la legge”.

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Appello del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo

Magnifici rettori,
con la reiterata omissione di soccorso ai naufraghi negando approdo e
salvezza in porto sicuro in Italia, con l’aggressione e il sabotaggio
ai soccorritori volontari che salvano vite umane nel Mediterraneo, con
la propaganda che istiga all’odio razzista e alle persecuzioni, da
mesi il governo italiano sta commettendo delitti abominevoli e
precipitando il paese nella barbarie.
Da ultimo, con il cosiddetto “decreto sicurezza” avallato nei giorni
scorsi da una maggioranza parlamentare ebbra ed accecata, il governo
ha violato in modo flagrante la Costituzione della Repubblica Italiana
nei suoi stessi fondamenti: negando esplicitamente l’eguaglianza di
diritti di tutti gli esseri umani e negando di fatto il diritto
d’asilo che fin dalla notte dei tempi fonda l’umana civiltà.

Magnifici rettori,
il governo in carica sta cercando di imporre nel nostro paese la
barbarie razzista.
Ebbene, che dalle istituzioni della cultura scaturisca l’opposizione
più nitida e più intransigente a questo inabissamento nella disumanità.
*
Magnifici rettori,
vi preghiamo di voler scrivere al Presidente della Repubblica, con
l’autorevolezza che la vostra funzione vi attribuisce, per chiedergli
di non promulgare l’antilegge razzista approvata da una maggioranza
parlamentare fedifraga, eversiva e insipiente, e di rinviare quel testo
alle Camere affinché ne siano cassate tutte le misure che palesemente
confliggono con la Costituzione italiana, che palesemente violano
diritti umani fondamentali, che palesemente sono incompatibili con la
civiltà giuridica e con l’umanità.
*
Magnifici rettori,
vi preghiamo di un sollecito intervento e fin d’ora vi ringraziamo per
quanto vorrete fare in pro della legalità costituzionale, della
civiltà, dell’umanità.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignità, alla solidarietà.
Vi e’ una sola umanità in un unico mondo vivente casa comune
dell’umanità intera.
Salvare le vite è il primo dovere.

Il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo

Viterbo, 3 dicembre 2018

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Il decreto legge Salvini 

relazione dell’avvocato Paolo Cognini – I parte

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Il decreto legge Salvini 

 

Redazione
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Un commento

  • Gian Marco Martignoni

    Riprendo le puntuali considerazioni di Liana Vita apparse su Il Manifesto del 28 novembre a proposito del decreto ” sicurezza “, poichè con buone ragioni si evidenziano alcuni aspetti importanti sulla natura di questo governo e sul suo carattere antipopolare.

    ” Provocando un aumento delle persone senza documenti, si vuole garantire alla criminalità manodopera da sfruttare “. E, aggiungo, a quella pseudo-imprenditoria che abbatte il costo del lavoro operando al di fuori o al limite delle regole e approfittando dell’assenza di veri e diffusi controlli ispettivi.

    L’azione di delegittimazione delle OO.SS è stata intrapresa dall’allora ministro Poletti con la soppressione delle visite a sorpresa da parte degli enti ispettivi ( Ispettorato del Lavoro, Inps e Inail ) e mediante la sciagurata invenzione dell’Agenzia unica del lavoro.

    Nel frattempo tra il 2012 e il 2015 il lavoro irregolare è cresciuto del 5,1%, a fronte del sensibile calo delle visite ispettive, passate dalle 235122 del 2013 alle 160347 del 2017. Pertanto, mentre nel 2015 l’economia sommersa valeva 208 miliardi, pari al 12,8 del Pil, nel 2017 siamo arrivati a ben 320 miliardi, pari al 19,5 del Pil. In pratica un quinto della nostra economia è illegale e sommersa – basti pensare a cosa avviene nei settori dell’agricoltura e dell’edilizia – , dominata dalle mafie e dalle varie collusioni in cui emerge il ruolo devastante dei colletti bianchi, ovvero di quella borghesia mafiosa ben messa a fuoco da Umberto Santino nelle sue analisi sull’ origine dell’accumulazione mafiosa .

    In queste cifre abbiamo un’ idea precisa dell’arretramento dello stato rispetto al dilagare del lavoro sommerso e in nero, mentre cresce l’insicurezza nei luoghi di lavoro, unitamente agli infortuni e alle morti che si susseguono nello sgomento dei familiari e dell’opinione pubblica . Non solo, ma questo sistema di “deregulation” rende anche difficile la competizione per quelle aziende che vorrebbero puntare sulla competitività “tecnologica” o di “servizio” e soprattutto la difesa del salario sia per i lavoratori “senza diritti”, resi clandestini sostanzialmente solo dalle regole, ma anche per quelli “regolari”.

    Infine, i cinquecento, seicento mila ” irregolari ” presenti nel nostro paese, che sono oggi così indispensabili per garantire l’approvigionamento dei prodotti agricoli nella grande distribuzione e nella rete dei mercati rionali, è certo che non saranno rispediti nei loro paesi di origine, come invece demagogicamente si è voluto far credere in campagna elettorale. Continueranno a “drogare” un mercato del lavoro con sempre meno regole e diritti.

    La difesa del lavoro e dei lavoratori, dello stesso potere di acquisto dei salari vorrebbe, come qualche volta è già avvenuto nel passato, proprio il contrario di quanto la retorica salviniana predica: una nuova sanatoria e un inserimento “regolare” di questa lavoratori. I diritti o sono per tutti o alla fine sono per nesuno.

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