Mister Fitness: esternalizzare fa salute?

di Davide Fabbri

TECHNOGYM / BCUBE. ESTERNALIZZAZIONE DEL LAVORO PER RIDURRE I COSTI. COMPRESSIONE DEI DIRITTI DEI LAVORATORI
Nuova puntata di un’inchiesta sulla Technogym. Lo ammetto: questa volta è stato difficoltoso il lavoro di recupero delle informazioni sulla vicenda che mi appresto a raccontare. E’ stato necessario scavare a fondo, per diverso tempo, con un lavoro di approfondimento minuzioso. Mister Fitness Nerio Alessandri – patron di Technogym, società di una holding che ha sede nel Granducato di Lussemburgo – non desidera che queste notizie siano rese pubbliche e fa di tutto per tenerle riservate.
Vi racconto nei dettagli la vicenda dell’esternalizzazione di una parte dell’attività aziendale presso il sito operativo di Montaletto di Cervia (Ravenna) gestito dalla società BCUBE spa. E’ un capannone adibito a gestione dei ricambi delle attrezzature ginniche e assistenza al cliente, a magazzino di stoccaggio componenti e prodotti finiti. Inoltre si preparano e si effettuano le spedizioni dei ricambi delle attrezzature di Technogym.
La storia che racconto riguarda lo schema di “scomposizione” dell’impresa Technogym, attraverso scelte di frammentazione organizzativa. Technogym applica da tempo esternalizzazioni e delocalizzazioni. Diverse attività ad esempio vengono svolte in Slovacchia, a Maly Krtis, impiegando circa 300 dipendenti.
Esternalizzazione dei servizi, somministrazione di manodopera, servizi in appalto e in subappalto. Intermediazione di soggetti come le cooperative di servizi. I servizi esternalizzati sono direttamente proporzionali all’abbassamento del costo del lavoro. Non solo. Si assiste a una compressione dei diritti dei lavoratori. La frantumazione del quadro tipico del lavoro subordinato toglie di fatto al lavoro dignità e valore. Si assiste inesorabilmente a un peggioramento delle condizioni reali di vita e di lavoro delle persone.
Le esternalizzazioni applicano dei modelli organizzativi e contrattuali che comportano all’imprenditore di poter disporre di manodopera che formalmente dipende da terzi. O meglio ancora di delegare a terzi intere fasi del proprio processo produttivo, senza assumere il rischio e la responsabilità del datore di lavoro.
Il capannone di BCUBE a Montaletto di Cervia è un vecchio stabile all’interno della zona artigianale di Montaletto. In passato è stata la sede di Europa 2000.
Spesso e volentieri è preso di mira da gabbiani e piccioni. Il fabbricato necessita pertanto di disinfestazione degli escrementi di tali uccelli. Alcune malattie diffuse da piccioni e gabbiani possono provocare sintomi gravi nelle persone.
Technogym ha esternalizzato il servizio al fine di ridurre il costo del lavoro del personale impiegato; le attività ora svolte in appalto da BCUBE, in passato venivano svolte internamente a Technogym. Ma i dipendenti BCUBE usano la rete di Technogym, sono loggati come utenti pari ai dipendenti Technogym. Sono dipendenti di una serie sicuramente inferiore.
Non solo. Capita che BCUBE utilizzi lo strumento del subappalto, appoggiandosi ad alcune cooperative di servizi. Come ad esempio con la cooperativa LPT servizi di Rimini, inizialmente. E poi con la cooperativa HDP, una società cooperativa in liquidazione, con sede nel Comune di Ferentillo, in provincia di Terni. Il contratto con HDP è scaduto a fine dicembre 2019. Ora si sta tentando un passaggio da BCUBE spa a BCUBE Fashion srl.
Come si vede i lavoratori di Montaletto hanno subìto – e potranno subire ancora – diversi passaggi contrattuali e societari, che hanno messo in difficoltà i diritti acquisiti e le garanzie maturate; si è assistito a difficoltà nel mantenere i livelli contrattuali, gli inquadramenti professionali, l’assegnazione delle qualifiche ai lavoratori.
Ma chi è BCUBE spa? Il responsabile del personale è Michele Pesce. E’un’azienda multinazionale (118 sedi nel mondo, con circa 6.000 dipendenti) che si occupa di logistica integrata per conto di Technogym e di tantissime altre aziende. Ha sede legale a Milano e sede amministrativa a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria.
Nel sito operativo di Montaletto sono presenti attualmente 48 dipendenti (46 operai e 2 impiegati). Il 23 marzo è stata attivata la Cassa Integrazione Guadagni – in accordo col sindacato – sino al 30 aprile 2020, a causa dell’epidemia Covid-19; i dipendenti ora sono tutti sospesi a zero ore.
Mi ero già occupato in passato delle attività all’interno del capannone BCUBE di Montaletto. Per un grave infortunio sul lavoro di un operaio avvenuto il 25 marzo 2016. Un giovane di 24 anni che al momento dell’incidente guidava un montacarichi, “volato via” da un cointainer e caduto a terra di schiena. Il lavoratore subì diverse fratture, 40 giorni di prognosi, dopo essere stato in terapia intensiva.
Quell’incidente, molto grave, doveva e deve tuttora farci interrogare e riflettere sui pesanti carichi di lavoro presenti (fino alla chiusura temporanea di qualche giorno fa) presso il sito operativo di Montaletto.

Ora gli operai sono fermi in Cassa Integrazione. Appena ripartirà l’attività di Technogym, ripartirà ovviamente anche l’attività di BCUBE.
Occorre chiedere con forza alle aziende coinvolte il rispetto rigoroso delle norme che riguardano la sicurezza sui luoghi di lavoro e l’indispensabile formazione continua dei lavoratori.

La foto di Nerio Alessandri, è tratta da «Milano Finanza online».

Cesena, 31 marzo 2020

Davide Fabbri, blogger indipendente

 

La Bottega del Barbieri

2 commenti

  • Gian Marco Martignoni

    Non so cosa dove lavora Davide, ma se fossi Landini me lo porterei in Cgil un analista dei processi di lavoro di questo livello.Una volta, penso a Raniero Panzieri e alla rivista Quaderni Rossi,questa metodologia si chiamava inchiesta, finalizzata ieri come oggi, a comprimere i diritti dei lavoratori.Ovvero ad intensificare i ritmi, scomporre la filiera produttiva e incrementare lo sfruttamento. Carlo Marx è più che attuale : complimenti a Davide !

  • Davide Fabbri

    Caro Gian Marco, sono quasi imbarazzato a replicare ad un messaggio-commento così eccessivamente generoso nei miei confronti. Ti ringrazio di cuore, per il tuo attestato di stima. Per tanti anni ho fatto il consigliere comunale a Cesena, lavorando contestualmente in un’azienda importante di servizi alla logistica (uno stabilimento di 220 lavoratori), ero un apprezzato delegato sindacale della Cgil e svolgevo anche il ruolo di RLS. Penso di aver fatto un buon lavoro nel difendere i diritti dei lavoratori (sempre in discussione da parte dell’azienda), e la sicurezza nei luoghi di lavoro. In questi ultimi trent’anni – come ben sai Gian Marco – l’introduzione della flessibilità e della precarietà attraverso la deregolamentazione del diritto del lavoro, ha attuato di fatto una redistribuzione del reddito al contrario. In maniera significativa ha ampliato la forbice della diseguaglianza sociale, rendendo maggiormente disponibile e più povero chi lavora, mentre ha consolidato maggiori poteri e profitti nei confronti di chi si trova in una posizione di comando all’interno dell’impresa. Con stima

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